Archivio dell'autore: francescaprea

Dall’ombra vostra che al mattino vi estingue

di Francesca Aprea MURA _____SGRAFFI d’intonaco marcito solchi bianchi come le fosse di una riparazione fatta alla stregua del senso comune dell’ovvio che l’uggia di questa mattina trattiene a singhiozzi di pioggia . oceani di fallimenti che hanno preso forma sulla guancia scorrere già usurate ___________ la tua che pure è la mia ____________________ché tra […]

A chiunque

di Francesca Aprea Che hai dentro un conato di perdute origini, mondi senza finitudine e le piaghe che dolgono il corpo sarebbero soppiantate dalla striscia che lenisce la coscienza. ti incurvi come a non avere ossa _________________carne di antichi macelli e sei il contemporaneo dello spettro dell’uomo-scimmia sei il remoto del presente te stesso il […]

Insonni

di Francesca Aprea È il risveglio dalla notte insonne il singhiozzo abiurato come parola proibita notte a fare del soffitto un còmputo di pecorelle smarrite e smarrita è pure la via che il bivio impone la scelta a chi non sa decidere. vieni a visitare il maggio che ha perso l’odore di foglia vieni a […]

Pungoli

di francesca aprea Un casolare a forma di fortezza, con due torri laterali dall’intonaco sgretolato si stagliava nel mezzo della desolazione. Nessuna forma di vita attorno: non un prato verdeggiante, né una quercia secolare. La terra giallastra era il sintomo dell’infertilità. Un vaso di terracotta nel retro era il solo ornamento. Scurito dal sole cocente […]

Affabulazioni

di Francesca Aprea Un varco come un uscio sul volto ha marchiato l’eterea beltà del tempo fuggito parla come chi non ha detto mai “ho usurato la virtù nella lussuria” lo sguardo verso il basso ha come interlocutore la terra disumana ( non ebbi io a dirlo eppure ora dico, _________

diecipuntotre

di Francesca Aprea Pupille lupine, fari come una crepa nel notturno cielo cobalto sottratto ai metalli per farne colore e dei retorici una____ figura e da me che potrei mirare il lume tra il fosco e scambiare asfalto per prati non è che mistero l’immagine di te che compare come Libellula ad agitare l’alette, scuotendo […]

ventisettepuntouno

di Francesca Aprea   Eppure ti aspettavo _____________a letto nel fianco che è una costola _______che pure è feritoia tra mura maestre, e dei maestri l’efferata intransigenza l’acerba minuzia, il callo della precisione ________________smorzato dall’infiltrata ________________goccia ____________________nemica e il capolavoro fu ________________dell’accidente

Max – Seconda Parte

di Francesca Aprea Qui la prima parte Il viale era deserto verso le sette di sera, Max smontava per andare a comprare un panino, portandosi dietro i suoi averi: le carte. Passavo di lì e non per caso, la curiosità verso quel cartomante mi indusse a scendere un’ora prima da quella che per una settimana […]

Max – Prima Parte

di francesca aprea Estate, una delle tante, identiche nei ricordi di questi ultimi anni, scandite dalla calura attanagliante, fino alla gola che fatica a deglutire la saliva compatta pari ad un impiastro di calce, la bocca asciutta, impastata, la lingua penzoloni, le labbra spaccate dal sole e dall’umido, imbevute di quel poco che resta di […]

flashes e dediche 01-04

di francesca aprea Il fondo di cristallo, sottile. A leggeri passi, in equilibrio un corpo vivo si tiene. In trasparenza. Evita il punto di snodo. Distratto dal fracasso dello sgretolamento. Vetro infranto. La gravità che attrae verso il basso, nel profondo tra scaglie di verti e cocci. Puntellato da un cumulo di macerie, come punto […]