The king of Mutation

Di Marco Aragno

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E’ morto Michael Jackson. Sì, ma quale? Il negretto dell’Indiana dal naso camuso che fece parlare di sé in una recita scolastica a cinque anni? Il ballerino indiavolato di Thriller, l’album da 100 milioni di copie che lo consegnò per sempre all’olimpo della cultura pop? Oppure il mostro sbiancato, l’involucro di gomma, il fantasma triste che compariva e scompariva alla televisione, costretto dalle accuse di pedofilia a rintanarsi nella sua Neverland? A guardare quel fisico gracile sottoposto agli ultimi tentativi di rianimazione, si ha la  sensazione che non sia morto un uomo, ma si sia semplicemente interrotto il processo di metamorfosi di una strana creatura, immortalata nella sua ultima, fragile forma.  Una creatura che aveva rinunciato alla sue origini umane per consacrarsi ad un’immortalità perversa, quella di chi si autocondanna a vivere per sempre nel limbo purgatoriale delle immagini, negli interstizi bidimensionali dello schermo, sulle copertine patinate dei tabloid, nei fruscii dei compact disk.  Allora ci si rende conto che ad andarsene non è stato Michael Jackson, oggi più vivo che mai, ma solo il simulacro parlante con cui si prestava alle domande dei giornalisti e si offriva alle aule dei tribunali, definitivamente svuotato di ogni residuo umano, trascinato in una spirale di trasformazioni fisiche e operazioni chirurgiche che ne hanno minato per sempre la vera immagine, lasciando solo uno scarabocchio, una faccia cancellata e ridisegnata a colpi di bisturi. E’ il prezzo da pagare per chi, come lui – e come lui Elvis Presley – ha sacrificato la corporalità per trasmigrare nell’interregno dei media, per trasmutarsi in una star che prendesse eterna luce dallo scintillio sfavillante dei costumi, dal bianco dei riflettori, dalla luminosità artificiale del neon. King of Pop, sì. Ma anche il Re della Metamorfosi, quella che vede protagonista un uomo nato nero ma desideroso di farsi bianco, oppure maschio che vuole assumere su di sé anche le fattezze di donna, caleidoscopica materializzazione di un ibrido tutto americano, di un melting pot patologicamente e straordinariamente riassunto in un unico corpo attraverso cui potessero passare le contraddizioni ed i simboli made in USA: la voce di un povero che si fa musica, il ghetto di Harlem che incontra i grattacieli di Manhattan, lo schiavo nero che diventa wasp. Ed è così che il volto di Michael Jackson, in continuo cambiamento, riflette l’esito mostruoso e drammatico di questo meticciato culturale che ha portato, in secoli di battaglie per l’ integrazione, a Obama presidente. Jacko ne ha rappresentato un punto di transizione fondamentale. Forse il più traumatico e favoloso. Dopo una muta sofferente, ha abbandonato la sua pelle nera per rivestirsi di bianco, restando col cuore di un nero. Ibridazione meravigliosa del suo fisico, ma anche della sua immagine, schiacciata tra la fama di benefattore e l’infamia dell’orco, tra il Bene e il Male. Perché l’America è anche questo ossimoro vivente. E sui grandi divi americani – come lo stesso Charles Manson –  si addensano sempre nubi di sospetti e clamori mediatici che contribuiscono a mitizzare ancor di più la loro figura, a renderla doppiamente impenetrabile, divinamente oscura. L’uomo Michael Jackson non è morto pochi giorni fa, ma molti mesi, anni fa, quando ha rinunciato ad essere un uomo per farsi simbolo vivo e mostruosità ambulante di un’America torbida e meravigliosa.

24 commenti

  1. sinistrata · · Rispondi

    complimentoni!!! sono a bocca aperta!

  2. Bell’articolo, condivido in pieno le tue opinioni. Ciò che trovo veramente inquietante sono tutti questi omaggi verso la Star, quando fino ad ora era considerato solo un fenomeno da baraccone, ma anche questo fa parte di un gioco perverso.

  3. marcaragno · · Rispondi

    Ringrazio sia Veltins che Sinistrata per i commenti. Aggiungo un altro paio di riflessioni che ho maturato in uno scambio di battute con un amico:

    ‘A proposito di M. Jackson, io credo che l’instabilità della sua immagine rifletta pienamente l’incertezza della sua idendità in un’epoca in cui immagine e idendità vengono spesso a coincidere. E’ come se Jackson, nella ricerca affannosa di un continuo e ossessivo cambiamento, avesse cercato sempre di essere Altro da Sè, di raggiungere una perfezione irraggiungibile, di proeittarsi in una forma che lo assicurasse all’eternità. Lo dimostrano anche le sue numerose ossessioni personali: un attaccamento morboso al mondo dell’infanzia, il mito del Neverland e di Peter Pan, voci piuttosto insistenti sull’utilizzo di camere iperbariche e trattamenti fisici per ringiovanire etc. Se vogliamo, quest’ossessione colpisce tutti i divi e le stars, perseguitate dal fantasma della vecchiaia, ma mai come in Jackson abbiamo assistito alla disintegrazione dell’ immagine originaria di una persona e all’esibizione continua delle sue trasformazioni. Ci sarebbe da fare un parallelo con John Merrick, the elephant man, l’uomo mostruoso nato nell’Inghilterra vittoriana con una stranissima forma di elefantiasi, diventato fenomeno di baraccone e cavia da laboratorio. La differenza allarmante è che nel caso di Jackson, la mostruosità della propria immagine è autoinfilitta e non congenita: alla fredda razionalità della scienza vittoriana si sostituisce la morbosità voyeuristica dei media americani. Il corpo dell’uomo non si fa più semplice oggetto di studio e di ricerca scientifica, e neanche sede/prigione dell’anima come nella cristianità medioevale, ma diventa strumento da plasmare a proprio piacimento, da sottoporre all’invasione della tecnica chirurgica, da distruggere e ricostruire, da offrire alla voracità onnivora del gossip e dei tabloid, fino a renderlo di dominio pubblico. Inquietante.’

  4. mi piace molto la tua analisi, la capacità di sviscerare il caso riflettendo sulle questioni della pesonalità/impersonalità, del mito dell’eterna giovinezza, dell’uomo e del simbolo. Mi sei molto piaciuto.

    Anna

  5. … fragilità umana e celato terrore dell’atto ultimo del cammino individuale: ognuno vi reagisce con il proprio istinto e i propri mezzi…

    Michael Jackson è stato un vero e grande artista

  6. Laltracampana · · Rispondi

    Gentile Marco Aragno
    per quanto sia daccordo con la sua affermazione da “febbre da Star” da parte del Re del Pop, La prego – e questo per amor di cronoca – di documentarsi, prima di stilare un articolo pro o contro.
    Deve saprere – ho dedotto dall’articolo che Lei sia disinformato in merito – che Michael Jackson non ha MAI voluto diventare bianco. Era affetto da una malattia chimata “viligite”, che nega alla pelle qualsiasi colorazione. Questi soggetti sono sensibili alla luce del sole, poiché la loro pelle è ridotta ad uno strato sottile (dunque non stupiamoci se camminava coperto il più possibile). Faccia pure le Sue ricerche, se vuole.
    Gli interventi chirirgci ci sono stati – anches e lui ha affermato di essersi rifatto “solo” il naso, ma qui siamo la Sua parola contro quella di Jacko – il resto delle “Metamorfosi” sono dovute (lui dice) all’avanzare dell’età. Su questo non mi esprimo, non ho abbastanza fonti. Ma sulla questione della pelle sono intransigente, Lei mi perdonerà.
    A mio modesto parere bisogna sempre ascolare il suono di entrambe le camane, come si suol dire, e magari farsi venire qualche dubbio in più (le verità sono mille e ognuno invoca le sue) se, due giorni dopo la morte di Jackson, il bambino che lo aveva accusato per aver subito abusi, ha ritirato il tutto con uno spiazzante “Mi ha obbligato mio padre.”

    P.S. dall’ultima intervista di Jackson
    L’intervistatore: Lei manderebbe suo figlio a dormire con un uomo?
    MJ: Se lo conoscessi bene, non avrei problemi. Vede quando lei pensa al letto, pensa al sesso. Io no, mi creda. A me piace dormire con i bambini, rimboccagli le coperte, leggergli una fiaba e dormire insieme. Poi la mattina gli preparo la colazione e giochiamo insieme. […] Se qualcuno mi dicesse domani che tutti i bambini sono morti, serei finito.

    Mi perdoni per la prolissità di questo commento.

  7. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    x Laltracampana
    Marco Aragno è disinformato riguardo alla biografia di Michael Jackson almeno quanto Lei lo è di medicina: come potrebbe effettuare le sue ricerche di una non altrimenti nota “viligite”? La malattia a cui Lei si riferisce si chiama VITILIGINE e assolutamente non “nega alla pelle alcuna colorazione”: è tutt’altra cosa. Faccia pure le Sue, di ricerche.
    E, comunque, non è attestato da nessun referto medico che Jacko fosse affetto dalla vitiligine: l’unica fonte sono le sue dichiarazioni, guarda caso, di parte. Con questo non voglio dire che è una balla, però, se lo fosse, the King of Mutation non avrebbe mai potuto ammettere d’aver preferito essere bianco piuttosto che negro e perdere così il favore dei suoi fan afroamericani, che rappresentavano una buona fetta del suo bacino d’utenza.
    P.S.: che c’entra la parentesi sulle accuse di pedofilia? Mah.

    x Marco Aragno
    Perché scagliarsi così tanto contro Michael Jackson? Ogni epoca ha i suoi miti ed ogni mito deve fare qualcosa di sconvolgente per ergersi al di sopra dei tanti semi-miti. Conosci qualcuno che, superati gli anta, non abbia paura d’invecchiare? Lui ha lottato contro l’età col suo modo consueto, manifestando quell’irruenza ed esplosività che caratterizzavano i suoi pezzi ed i suoi concerti. E’ stato uno dei più grandi artisti e showmen del ‘900, ha inventato (e poi reinventato) a suo piacimento un genere musicale tra i più fortunati degli ultimi cinquant’anni. Che cazzo ce ne frega a noi se si ritoccava le sopracciglia o si è fatto amputare un testicolo? Ho la netta impressione che vi piaccia da matti discutere dell’acqua fresca o sbandierare ai quattro venti la scoperta dell’acqua calda.

  8. x lvcd_
    hai superato gli anta. eliminati da questo sito. non ho la netta sensazione, ma la sicurezza che il tuo modo di scrivere è più basso delle tue idee.

  9. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) x Peyotl · · Rispondi

    Chi sei? Che vuoi? Sei venuto o ti hanno mandato? Quali sarebbero le mie idee? Cosa ne sai tu delle mie idee? Cos’avrei detto di sbagliato nell’ultimo intervento? Che c’entra che ho superato gli anta con l’eliminazione dal sito (sempre che li abbia superati)? Cos’ha il mio modo di scrivere che non va? Perché, voi soliti quattro gatti, continuate a mimetizzarvi dietro nick sempre diversi? Vedi quante domande sorgono dal pugno di cazzate che hai appena scritto?

  10. Laltracampana · · Rispondi

    Per LVDC
    Mi scuso per l’errore di denominazione della malattia, ma la informo che la Vitiligine è stata diagnosticata “ufficialmente” al Re del Pop (ci sono foto che mostrano segni “inequivolacabili”).
    La parentesi sulla pedofilia – per quanto troppo ampia – è stata inserita in quanto nell’articolo si dice che Mj si sia rintanato a Neverland per le accuse. Con la parentesi volevo (di)mostrare quanto i media possano aver sottratto informazioni vere, sostituendole con scandali, capaci di creare o modificare l’opinione pubblica.

    Ci tengo in fine a chiarire che sono daccodo con Lei e mi unisco alla Sua domanda all’autore dell’articolo.Perché tanto accanimento contro colui che, gusti a parte, a creato un genere?
    Quest’intervento, come quello precedente, volevano solo ricordare che le informazioni non sono la verità oggettiva e prima di espirmersi sarebbe meglio, per poi decidere, sentire sempre l’altra campana.
    Grazie per il dibattito (in buona parte) civile.

  11. marcaragno · · Rispondi

    @ Laltracampana

    Sulla presunta vitiligine di Michael Jackson non c’è mai stata chiarezza. Così come sulle accuse di pedofilia, sebbene, patteggiamenti a parte, Jacko non sia mai stato condannato con sentenza passata in giudicato. Il problema è che persino i fatti che compongono la biografia di Jackson sono velati da un senso di ambiguità e incertezza simile a quello che circonda il personaggio stesso. Vedi, per esempio, tutte le voci ed i sospetti che si stanno moltiplicando oggi sulle circostanze della sua morte. Ma se anche venissero smentite tutte le notizie, presenti e passate, sulle sue operazioni chirurgiche, sulla vitiligine etc, il senso del mio articolo non cambierebbe affatto. Michael resterebbe pur sempre the king of mutation, per quello che ha incarnato e per quello che ha rappresentato per la cultura pop occidentale.

    @ LVDC

    Chiedo al sign. Wc di farsi un serio controllo dall’oculista prima di leggere i miei pezzi. Ma, dico io, dove sarebbe mai quest’accanimento nei confronti di MJ? Chi mi impone di scrivere per forza un articolo celebrativo sul personaggio musicale? Nell’articolo non ho assolutamente affrontato gli aspetti e le qualità artistiche, in parte indiscusse, della vita di Jackson, ma gli aspetti più strettamente simbolici e culturali, Con un attenzione particolare rivolta al personaggio ‘mediatico’. Non capisco, onestamente, il senso del tuo intervento.
    Passando ad un giudizio più strettamente musicale, resterei cauto prima di dispensare tanto incenso. Michael Jackson è stato un grandissimo artista. Non sto qui a metterlo in dubbio. Ma, secondo il mio modesto parere da profano, ha incarnato il trionfo della musica commerciale e dello star system americano dopo l’ondata anarchica dei gruppi anni ’70. Questa, però, è un’altra storia.

  12. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    x Laltracampana
    Come già detto da Marcorognoso prima di me, le prove della vitiligine di Michael Jackson sono poche e incongruenti. Ben più di una prova dimostrerebbe che Elvis Presley non è mai morto, lo stesso dicasi per il Fuhrer. La sostanza è che ogni qualvolta un personaggio particolarmente amato e/o odiato muore precocemente (per overdose, assassinio, suicidio), prima o poi se ne cominceranno a dire di cotte e di crude sul suo decesso, azzardando ipotesi complottistiche o addirittura negandolo. E’ capitato con i già citati Elvis ed Hitler, come anche per Hitler, Saddam, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Freddie Mercury, John Lennon. Non è una peculiarità del “senso d’ambiguità ed incertezza” che circonda il personaggio-Jacko, caro Marcorognoso. Poi, checché se ne dica, che MJ si sia rintanato a Neverland in seguito alle accuse di pedofilia che ha ricevuto è pura verità. Magari non l’ha fatto PER VIA delle accuse, ma è storia recente che la denuncia ricevuta da quello sciagurato bambino impertinente ha rappresentato lo spartiacque tra il mito ed il personaggio chiacchierato. Per concludere, l’opinione pubblica vale ancor meno di quella di un ubriaco fradicio che inveisce dal ciglio della strada ed è risaputo che i mass-media la pilotano come la cloche di un volo charter.

    x Marcorognoso
    Innanzitutto, secondo il mio modesto parere, the King of Mutation potrebbe essere un personaggio come Andy Kaufman piuttosto che MJ, il quale, grosso modo, ha cambiato solo alcuni aspetti esteriori. O al massimo un’Amanda Lear, sempre che siano vere le voci che la vogliono ballerino ad Hong Kong.
    Ho prenotato una visita dall’oculista, egr. Rognoso. Ma per lei. Oltre che da un buon professore d’italiano. Quando ti avrei imposto di scrivere articoli celebrativi sul personaggio musicale? Ho chiuso il mio commento, in maniera più che eloquente, con “ho la netta impressione che vi piaccia da matti discutere dell’acqua fresca o sbandierare ai quattro venti la scoperta dell’acqua calda”. Hai il coraggio di negarlo? Gli “aspetti più strettamente simbolici” del personaggio mediatico, poi, li hai stravolti, scovando delle simbologie inventate di sana pianta dalla tua mente contorta ed onanista.
    P.S.: le qualità di Michael Jackson sono indiscutibili. E non si tratta della solita riabilitazione dell’artista all’indomani della sua morte. Prescindendo dai testi (che sono le solite americanate scevre da ogni significato), come autore ha composto delle musiche eccezionali, vero e proprio punto di rottura tra il rock ed il futuro pop. Come showman, ha organizzato dei concerti strabilianti, capolavori dello spettacolo e dell’intrattenimento. Come cantante, ha rivoluzionato il modo stesso d’intendere l’esibizione musicale, dal videoclip al concerto, dal ballo alla modulazione della voce. Ovviamente, può piacere e non piacere.
    P.S.2: ci andrei anch’io cauto nel dispensare merda sulla musica commerciale in genere. Ti rammento che la musica commerciale non è altro che la proiezione moderna della musica popolare, in cui rientra tutto il folk, ivi compresa la splendida musica celtica e tutto quant’altro ben saprai.

  13. marcaragno · · Rispondi

    Ti rinnovo l’invito ad andare dall’oculista.

    ‘E’ capitato con i già citati Elvis ed Hitler, come anche per Hitler, Saddam, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Freddie Mercury, John Lennon. Non è una peculiarità del “senso d’ambiguità ed incertezza” che circonda il personaggio-Jacko, caro Marcorognoso.’

    Come scritto nel mio articolo

    ‘E sui grandi divi americani – come lo stesso Charles Manson – si addensano sempre nubi di sospetti e clamori mediatici che contribuiscono a mitizzare ancor di più la loro figura, a renderla doppiamente impenetrabile, divinamente oscura.’

    Come puoi ben vedere – ma è meglio aspettare il parere dell’oculista – lo avevo già precisato. Non c’è bisogno del tuo esimio parere per sapere che su ogni grande personaggio pubblico si scatenano sempre bufere mediatiche e dicerie di ogni natura.

    Tornando a noi, se mi lasci un commento a cazzo di cane, scrivendo ‘E’ stato uno dei più grandi artisti e showmen del ‘900, ha inventato (e poi reinventato) a suo piacimento un genere musicale tra i più fortunati degli ultimi cinquant’anni. Che cazzo ce ne frega a noi se si ritoccava le sopracciglia o si è fatto amputare un testicolo?’, è ovvio che implicitamente vorresti farmi credere che su MJ si possa scrivere solo un pezzo elogiativo sulla sua musica. Ma cosa cazzo c’entra il mio articolo col fatto che abbia creato un genere musicale bla bla bla? Hai messo in relazione due cose distinte e diverse.
    Ci tengo, in ultimo, a precisare che non ho inventato nessuna simbologia dalla mia mente contorta. Se lo dici con tanta spocchia, abbi la bontà di spiegarti ed argomentare. Tantissimi Giornalisti e Scrittori hanno scritto cose vicine alle mie. Che siano condivisibili o meno, questo è un altro discorso. Ma non credo che siano delle masturbazioni mentali, sono, al contrario, il tentativo di decifrare il portato culturale e simbolico che ogni grande personaggio pubblico riesce ad esprimere. Se vuoi declassare a inutili seghe mentali l’opinionismo e l’elzevirismo, allora, significa che osteggi un intero modo di scrivere e di intendere la scrittura. Sei liberissimo di farlo, ma sei pregato di tenerti alla larga. Non potresti contribuire alla discussione in alcun modo se non condividi le premesse stesse del discorso.
    P.s. Vai sempre dall’oculista. Ho scritto chiaramente che le sue qualità artistiche sono indiscutibili. Mai detto il contrario.
    P.s.2(ma stiamo parlando di console o di post scriptum?) Quando parlavo di musica commerciale, mi riferivo proprio alla musica alimentata dalla pubblicità, dal videoclip, da fiumi di dollari e dallo star system in generale. Cose da cui si tenevano ben alla larga tutti i fenomeni musicali degli anni ’70 – per quanto, ovviamente, non siano mancati i grandi gruppi miliardari etc.

  14. caro mio, apri le tue porte della percezione. a cosa serve che tu sia quì a vomitare cazzate nervose? distruggi il tuo modo di affrontare i discorsi, è inutile. faresti meglio a parlare delle cose che ti piacciono a voce e con persone che conosci, senza che tu debba per forza aggrapparti come un parassita a questo blog che di te sembra stufo. seriamente, non sei fatto per la discussione web, hai troppo accanimento credi di avere l’opinione giusta su tutto. che palle. non ho mai trovato nè sentito parlare di un tipo come te, nella letterature odierna, come puoi continuare a credere di essere nel diritto di sputare continuamente sentenze idiote su questo sito? sei stancante, sei petulante. io sono decisamente contro la creazione indiscriminata di siti letterari( e ciò non ha nulla a che vedere con i ragazzi dell’inutile) e solo perchè ho riconosciuto dentro il tuo nickname la grettezza abbietta di un vecchio rompiscatole troppo solo per decidere di dire a tutti e non solo a chi frequenta questo sito quello che pensa. con ciò credo di avere determinato il tuo nervosismo: inoltre credo che non ti interessi nulla di michael jackson, altrimenti non avresti quel tono sufficiente nei confronti di ogni cosa del cazzo sembri alludere a lui, quì. in realtà credo sempre più fortemente che nè sai scrivere nè sai parlare e nemmeno pensare, forse hai solo noia talmente tanta che t’ingoia. non ci crederai ma infondo ti voglio anche bene, al punto di dirti tutte queste cose, avrei potuto evitarle no? e poi prova a leggere le cose di vincenzo birra, sicuramente sono migliori delle cose che probabilmente tieni chiuse in qualche cassetto. ah, io sono giuliano, te lo voglio dire per farti rendere conto che non mi interessa delle tue stupidate, e che certamente stai sbagliando a scrivere di cose ormai pubblicitarie su uno così fottutamente famoso che non ci frega nemmeno più tanto della sua vita, quanto della mitologia della sua morte. davvero smettila. prova a pubblicare qualcosa di tuo. metti una poesìa, l’apprezzerei, al posto di opinioni che nemmeno in tv avresti il coraggio di affermare. con ciò rinnovo l’invito a te aristarco di fare qualcosa di unitario e unico all’interno di questo spazio e non a ripetere le azioni che spezzano le palle a qualcuno che vuole leggere e scivere seriamente. sicuro della tua approvazione ti saluto e con te tutte le persone che ti conoscono con affetto serio e con il genio di uno che non ha vergogna di essere pubblicato e di scrivere libri e ovviamente di essere mangiato da tipi così critici che assomigliano a te. a proposito della tua futura risposta ti anticipo che hai ragione su tutto e che senza di te non ce l’avrei mai fatta a maturare le mie idee sublimi sull’arte e la vita. forse vorresti essere più indispensabile di basquiat, anche se ciò che dipingi non ha nulla di immortale. l’artista deve avere la capacità visionaria di essere sempre sotto effetto miracoloso di allucinogeni, il tuo sembra un bad trip senza fine.

  15. ad aristarco ovvero lucida visione delle cose, dedico questo scritto pomeridiano con immateriale enfasi e senza attaccamento.

  16. marcaragno · · Rispondi

    Sicuramente su un punto Giuliano ha ragione:
    Caro Lvdc, hai quasi sempre da ridire su tutto, assumi perennemente un fastidioso tono di sufficienza, parli e scrivi con l’arroganza di chi crede di avere sempre la propria da dire anche su cose che sono lontane anni luce dalle proprie passioni e dalle proprie competenze per il semplice gusto di rompere le scatole. Te ne rendi conto? Sei uno spirito di contraddizione. Spesso non hai idee, ma te le costruisci a contrario prendendo spunto da quello che gli altri scrivono. E, cosa più noiosa, sei il solito rompiballe che critica scritti, racconti, poesie e articoli altrui, ma non si mette mai in gioco con i suoi scritti, i suoi racconti, le sue poesie e i suoi articoli. Forse non ne scriverai, ma sarebbe bello se, con tutta la verve che ti ritrovi, ci provassi almeno. Se hai tante idee e critiche da proporre, potresti provare a scrivere articoli o pezzi di risposta. Le nostre porte sono aperte. Mica è bello puntare sempre e solo il dito dal piedistallo. Scendi, entra nella mischia.

  17. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    ALLINUTILE tutto, ed in particolare a Marcorognoso e Peyotl/alias/giuliano/alias/il Sacerdote (ossia “fate-quello-che-dico-ma-non-fate-quello-che-faccio”)

    Vi è mai entrata nel cervelletto la vaga idea che non solo chi fa meglio degli altri può permettersi di criticare? Secondo la vostra logica tremendamente infantile (“non ti piace? perché… tu sei più bravo?”), nessuno oggi potrebbe permettersi di criticare un verso di Dante o una sequenza di Fellini? E, vi prego, risparmiatemi al riguardo il solito sproloquio sulle critiche costruttive e/o distruttive e bla bla bla. Quando c’è stato da encomiare, ho encomiato, e con lo stesso fervore con cui ho criticato. Ridicoli.
    Il problema sapete qual è? Gli unici spocchiosi, qui, siete proprio VOI. Spocchiosi e odiosamente presuntuosi. Voi quelli che credete di aver formato un circolo per soli adepti, dove “adepti” significa “banda di lecchini che non hanno mai il coraggio di dirsi in faccia quando una cosa fa schifo”. Come nella massoneria più squallida, vi rincuorate a vicenda dispensando elogi più falsi che mai e, fieri delle stronzate che spesso scrivete, vi appoggiate l’un l’altro ogni volta che sopraggiunge qualcuno (io o tanti altri che sono capitati di tanto in tanto) a permettersi di esporre pensieri diversi dai vostri. Non mi volete in quest’arcadia ammuffita di vanagloriosi giornalai da strapazzo? Meglio. Continuate pure a crogiolarvi con convinzione nella vostra ipocrisia.

    Giuliano, meriti un pensiero a parte dedicato soltanto a te. Sei tra le cose più fetenti che l’umanità abbia mai avuto la vergogna di annoverare nei suoi annali. Ho provato a seguirti, a comprendere il tuo pensiero, ma ci ho rinunciato. Sei soltanto un povero mentecatto intrappolato nella sua presunzione più che tutti gli altri inutilini messi assieme, schiavo di quella mezza dozzina delle solite puttanate che spari ad ogni piè sospinto. Buono a nulla, finto intellettuale, marcio come scrittore e come uomo, nonché come amico (sorry, dimenticavo l’ipocrisia di fondo che vi unisce). E ancora non l’hai finita di dire che certe cose non avrei il coraggio di dirle in faccia. L’unico, qui, che ha sempre offeso senza essere prima offeso sei solo tu e, guarda caso, nascondendo la tua faccia da culo dietro al computer perennemente acceso nella camera infetidita dal tuo sudore.

  18. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    Ovviamente, le parole rivolte allInutile tutto, di cui sopra, sono da intendersi riferite soltanto ai presuntuosi del blog, gruppo da cui, fortunatamente, qualcuno m’è parso astenersi (mosca bianca).

  19. marcaragno · · Rispondi

    Ma siamo tornati nervosetti dalla vacanza, eh? E io che speravo ti fossi affidato a qualche centro termale per ritemprare mente e spirito o a qualche clinica buddista che stimolasse il tuo training autogeno…
    Tu hai encomiato? I commenti elogiativi che hai lasciato su questo sito si contano sulle dita di una mano – mozza però. Caro wc, prova a fare un po’ di sana autocritica, ripassa in rassegna tutti i commenti che hai lasciato qui sopra, e renditi conto, da solo però, quanto sia grossa la valanga di stronzate, offese gratuite e commenti negativi che sei riuscito a rovesciare su ogni singola opera o scritto pubblicato sul sito. Hai quasi sempre da ridire. E’ un tuo diritto, per carità. Il diritto al dissenso. E non per forza devi essere un giornalista o un blasonato scrittore per dispensare commenti e critiche a profusione. Però, dal momento che ci concedi risposte spesso articolate e vagamente sensante, prova, dico io, a scrivere articoli, saggi critici, mettiti in discussione, apriamo un dibattito che sia ‘costruttivo’. Perché, caro Wc, della merda che spargi con tanto zelo sui nostri scritti non sappiamo cosa farcene, non ci aiuta. Non crea crescita culturare, né tantomeno consapevolezza. Poi non potrai negare che la capacità critica e l’autorevolezza intellettualedi una persona aumenta proporzionalmente alle sue competenze e conoscenze. Vuoi sparare a zero su Dante senza aver mai letto un cazzo della Commedia? Liberissimo di farlo, ma non so fino a che punto riuscirai a commentare con cognizione di causa senza coprirti di ridicolo. Il possesso di strumenti culturali adeguati è una premessa indispensabile per ogni critica decente. Tu spali merda su ogni scritto pubblicato: poesia, racconto, articolo, saggio. Possibile che tu possa vantare una preparazione così vasta ed enciclopedica? Per questo, dico, la maggior parte dei tuoi commenti rappresenta solo un pretesto più o meno gratuito per darci addosso.
    Hai detto di tutto sul mio articolo – simbologie inventate dalla tua mente contorta etc – ma non ho avuto il piacere di leggere una motivazione di risposta, un’argomentazione convincente, uno straccio di idea. Che cosa me ne faccio, quindi, del tuo commento? Finisce dritto nell’acqua del cesso, come mi suggerirebbe il tuo nome.
    Non siamo una setta di gnostici, né di spiriti eletti. Io, dal canto mio, non vivo sempre a contatto con gli altri componenti del blog, li vedo pochissimo, ma non mi hanno mai dato quest’impressione. Quando ho avuto modo di lasciare commenti negativi – ma costruttivi – l’ho fatto. Francesca ne sa qualcosa riguardo ai suoi testi poetici. E tanti altri ne ho scritti, anche se non sempre pubblicati sul sito. Non so, sinceramente, dove vuoi andare a parare. Spero che questa sfogata rientri in qualche simpatica terapia suggerita dal tuo psicanalista. Perché ci vai, no?

  20. sacerdote/lsd/tantrico · · Rispondi

    ahaha, non ho più voglia di arrabbiarmi sai? ho scoperto che si butta via tanta energia molto molto più utile di quanto puoi minimamente immaginare. sono una persona diversa dall’ultima volta che ho scritto quì sopra. mi rido delle tue calunnie ci credi? fallo ancora ti prego se ti va, non me la prenderò mai più con te o con alcuno se mai mi faranno provare la rabbia e la violenza e sai perchè? perchè al centro del nostro corpo abbiamo l’ombelico ch’è il centro del nostro essere, ovvio che non lo sai. se lo sai già però mi dispiace per te, perchè al posto di usare la rabbia come una cosa da fare uscire sempre fuori sempre con più forza non ti rendi conto che l’unico modo di capirla e di accettarla veramente è di capirne la fonte fottuta. meditaci sopra questa cosa, qual’è la fonte della tua rabbia? dì la verità. è la scrittura di questo blog l’unica cosa che ti fa rabbia al mondo? o c’è altro? magari sei un freudiano credi che la rabbia o il sesso siano chissà cosa e da usare in chissà quale modo. dici la verità, qual’è la fonte originaria della tua rabbia? mi rido delle tue calunnie perchè non sono per me, non mi fanno arrabbiare non è proprio possibile che tu la stia rivolgendo a me o a noi del blog, in realtà le rivolgi contro te stesso. dì, vuoi sapere altro o credi che questo sia abbastanza? il discorso è molto lungo e in una persona che non sia pronta può produrre pazzia, troppa luce: vuoi vederla questa luce o no? come vuoi, continua a respirare senza coscienza e ad arrabbiarti senza fonte io mi rido delle tue parole; leggi di buddha- sei attaccato mio caro, attaccato alla tua opinione, così tanto che non vedi la sua duplicità frammentaria. la rabbia è una, rivolgila contro te stesso se vuoi evitare di farti il fegato amaro per ogni cazzata che non hai la capacità di controllare, ok? ti lascio una tecnica, dopo mi dirai se funziona ok? anzi non te la lascio perchè non sei venuto da me a chiederla, però ti lascio questa letterina in cui voglio farti rendere conto di quanta energia butti e non ritornerà ricordalo, più la cacci più non la riotterrai ok? ti senti meglio o continuerai ad arrabbiarti? ahahaahah io rido di te e delle tue parole. a proposito, è morto mike bongiorno perchè non apri una discussione noiosa e stupida contro qualcuno di noi? voglio insegnarti tante cose che nella tua vita hai sempre avuto paura di affrontare, mi rido di te e della tua rabbia, perchè non ne conosci la fonte pura ed originaria e la lasci andare così, come fosse dello sperma che non sai come utilizzare ed il tuo sesso fa ridere come le tue parolacce. ahahah medita su queste cose aristarco lo dico per te.

  21. carlotta · · Rispondi

    Tu non sai un cazzo di Michael Jackson. COSA CAZZO TE NE FOTTE SE SI È VOLUTO RIFARE IL NASO O QUALCOS’ALTRO? E poi sai perché si è voluto sbiancare? Perché aveva la vitiligine,sai che vuol dire? E poi negretto a chi?? A si, a tuo padre. Vai a fare il culo stronzo. Mj era la persona più buona e perfetta del mondo.

  22. vaff…… vai a quel paese… stronzo di mer..

  23. alberto · · Rispondi

    “La malattia a cui Lei si riferisce si chiama VITILIGINE e assolutamente non “nega alla pelle alcuna colorazione”: è tutt’altra cosa. Faccia pure le Sue, di ricerche.
    E, comunque, non è attestato da nessun referto medico che Jacko fosse affetto dalla vitiligine: l’unica fonte sono le sue dichiarazioni, guarda caso, di parte.”

    “Come già detto da Marcorognoso prima di me, le prove della vitiligine di Michael Jackson sono poche e incongruenti.”

    La vitiligine distrugge i melanociti che smettono di produrre melanina.
    Michael Jackson soffriva di una forma particolarmente grave di questa malattia.
    Le prove? L’autopsia eseguita il 26 giugno 2009 e diverse foto su internet credo possano bastare… i tabloids, ossia giornali scandalistici, sostengono che Michael Jackson si fosse sbiancato volontariamente. Queste affermazioni non sono corroborate da alcuna prova e non sono verificate visto che dopo oltre vent’anni dallo sbiancamento di Jackson non ci è ancora stato spiegato dai tabloids come abbia fatto a sbiancarsi totalmente, con quali mezzi o tecnologie, in quali strutture, nè si sa come questi “giornali” possano affermare con certezza che una simile procedura sia avvenuta, se Jackson è l’unica persona del pianeta ad averla fatta.
    Trovo davvero curioso che da anni si dia per certo lo sbiancamento volontario di Jackson senza che nessuno abbia fornito prove a sostegno di una simile affermazione…

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