Affabulazioni

di Francesca Aprea


Un varco come un uscio sul volto
ha marchiato l’eterea beltà del tempo fuggito

parla come chi non ha detto mai
“ho usurato la virtù nella lussuria”
lo sguardo verso il basso ha come interlocutore la terra
disumana ( non ebbi io a dirlo eppure ora dico,
_________ché il disprezzo è ammirazione)
“la grinza sulla pelle non tace ciò che
le parole falsificano
e la vita è una simulazione che
il silenzio smentisce”
le braccia cascano, esercitando un peso
ignoto al corpo,
____________disgiunte
imitano la morte
_____________(è una cromatura d’apparenza)
“lacrimo come un infante
a cui si proibisce
ma io non sono privato, mi sono astenuto”

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