Solo un po’ di silenzio

Di Marco Aragno

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Nella vicenda di Eluana Englaro ci sono molti punti spinosi. Non voglio pronunciarmi sulla vicenda umana, che non mi compete, e che è stata strumentalizzata fin troppo dalla politica, sacrificando il corpo di Eluana sugli altari delle ideologie e della religione. Sono state chiamate in causa la vita e la morte, l’accanimento terapeutico, la costituzione, l’art. 32, la pietà, lo stato liberale, il diritto, la tecnica, la libertà. L’eutanasia. Sono state utilizzate parole su parole, a volte abusate, a volte fuori luogo. A volte tutta la vicenda è sembrata ridursi ad una diatriba terminologica tra ‘far morire’ e ‘accompagnare alla morte’. Ma è una vicenda che trascende gli oscuri affari del palazzo, e che coinvolge, di fatto, modi di pensare e filosofie diverse, spesso frontalmente contrapposte, animate da oltranzismi teodem e posizioni ultralibertarie. Ma perché? Il caso Englaro è una vicenda che perde i connotati della materialità per divenire pura questione ideale, frontiera umana per la religione, per la politica, per i sentimenti. Per l’uomo in sé. È naturale che una vicenda del genere ponga l’individuo e la comunità, quindi la coscienza umana e la coscienza civile, di fronte a interrogativi e problemi liminali, insomma di confine, quel confine stesso dove il diritto o la medicina non riescono a pronunciarsi, quel margine fumoso dove il regno delle certezze si dissolve nel limbo delle opinioni. Ma fino a che punto abbiamo diritto di appropriarci di questa storia facendone un caso collettivo? Cosa abbiamo saputo davvero di Eluana, di quel corpo attaccato ad un sondino sul letto di un ospedale per 17 anni? Cosa è diventata Eluana nelle mani dei manipolatori e dei demiurghi televisivi? Il caso Englaro ha cessato di essere caso privato e pubblico per smaterializzarsi nell’iperuranio del catodico. Speciali, telegiornali, programmi interamente dedicati a Eluana, col suo viso sorridente insistentemente riproposto fino alla nausea, alla ricerca della commozione, della lacrima pietosa del telespettatore. Antropologicamente siamo diventati una generazione voyeuristica che guarda e vive la vita degli altri con gli occhi invasivi della televisione, che ha delegato allo schermo il senso del quotidiano, che si affida alla sacralità dei palinsesti e all’infallibilità dei telepredicatori. Non è la televisione ad essersi introdotta nelle case, ma siamo noi ad aver varcato i pollici dello schermo entrando in un’altra dimensione, trascinando la vita e le persone in una virtualità olografica di immagini e suoni. Berlusconi, Eluana, il Grande Fratello non sono forse un unico minestrone mediatico, non sono tutte delle fantasmagoriche evanescenze partorite dalla scatola televisiva? Il reale che viene riformulato attraverso la grammatica della finzione? La vera morte a cui è stata condannata Eluana è quest’incredibile calvario massmediatico a cui è stata sottoposta prima e dopo di morire, il trapasso televisivo che l’ha trasformata, da persona, in un’entità immaginaria, in un pretesto strumentale per scontri politici e istituzionali, per contrapposizioni ideologiche e massimalismi culturali, per chiacchiere da salotto e pettegolezzi filosofici. Come segno di protesta, sarebbe bello che tutti spegnessimo le televisioni per un bel pezzo, come se si spegnessero dei riflettori, a lungo e accesi su una vicenda privata che non ci riguarda, che chiede, da tempo, troppo tempo, solo un po’ di silenzio.

16 commenti

  1. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    Al di là del fatto che non capisco l’utilità, e soprattutto la produttività, di spegnere la televisione (sotto il profilo della protesta, perché sotto quello umano ci sarebbero tutti i presupposti per farlo), perché dici che la vicenda tristemente occorsa ad Eluana Englaro è “una vicenda privata che non ci riguarda”? Purtroppo, checché ne dica tu o il padre della ragazza, è un argomento che ci riguarda eccome. Mi dispiace per la famiglia Englaro che è costretta a vedersi puntare i rifettori addosso in un momento così difficile (ma è la stessa sventura capitata a tanti altri sfortunati, vittime di casi di cronaca… purtroppo, o fortunatamente, è il principio-base dell’informazione). Ma non si può negare che i temi dell’eutanasia, dell’accanimento terapeutico, del testamento biologico e tutti gli altri a questi connessi siano stati per troppo tempo trascurati dalle molte legislature che si sono succedute nel corso degli ultimi decenni. Quando si parlò di Welby e Terry Schiavo, nella stanza dei bottoni parvero ricordarsi del problema, ma poi se ne dimenticarono dopo poco, presi com’erano a detassare i propri beni e ad emanare una lunga serie di provvedimenti atti a buttare un po’ di fumo negli occhi degli elettori. Eluana è stato un pretesto per tornare a toccare temi scottanti che in molti altri stati sono già regolamentati da tempo.

  2. marcaragno · · Rispondi

    La protesta non sarebbe da compiersi materialmente. Ma simbolicamente. Dovremmo spegnere il ‘modo televisivo’ di vedere il mondo e la realtà, di filtrare il senso privato e pubblico della vita quotidiana. Possiamo liberarci davvero dai condizionamenti della televisione e considerarci liberi? E’ questo il punto su cui riflettere davvero.
    La seconda obiezione che hai mosso, invece, nasce da una lettura un po’ superficiale dell’articolo. So benissimo quanto sia forte l’interesse mediatico sul caso englaro e su tanti altri fatti di cronaca. Ma quello che non mi va giù e l’abuso informativo che ne è stato fatto, lo spirito voyeuristico con cui è stata affrontata la vicenda. Ci dovrebbe essere un limite invalicabile, oltre il quale preservare il dolore privato senza lasciar accedere il muso delle telecamere o l’invadenza dei microfoni. Nell’era del grande fratello, non solo privato e pubblico vengono a coincidere senza soluzione di continuità, ma si crea una terza dimensione iperuranica in cui i fatti di cronaca perdono la loro carica emotiva ed umana e diventano parole vuote, chiacchiericci futili, idee astratte, immagini voyeur, curiosità da bar. Reality. Si arriva al punto che la finzione prende il sopravvento sulla realtà. Cosa è più vero di Eluana? La ragazza attaccata al sondino per 17 anni con il padre in preda al dolore o quella che è passata per le bocche di giornalisti, scrittori, sentenze, slogan politici, show televisivi? Eluana smette di essere persona è diventa puro prodotto mediatico, personaggio di fantasia, men che letterario. Lo stesso valga per terry schiavo, per welby e per tutti quegli altri individui che sono, per loro sfortunata, finiti nel tritacarne televisivo, che considero di gran lunga più pericoloso e delegittimante della stampa. Le immagini ed i suoni hanno il potere di ricostruire la realtà con una potenza demistificante ben superiore a quella delle parole. Bisognerebbe quantomeno prenderne coscienza. Riappropriarci del reale respingendo la carica del ‘doppio’. Che Tlon, insomma, non abbia il sopravvento.

    Cordialità.

  3. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    Tutto quel che dici è assolutamente vero. Ma chi ti dice che non ne abbiamo preso coscienza? Al termine di telegiornali e talk-show i rispettivi conduttori dovrebbero “signore e signori, non dimenticate che la televisione mistifica ogni par di palle”? Perché, poi, sai qual è il punto? In un’Italietta in cui tutti sono bravi a puntare continuamente il dito contro chicchessia per puro spirito contraddittorio, se la televisione non avesse puntato i fari sulla questione, ci sarebbe stato chi, prontamente, avrebbe avuto da ridire sulla scarsa informazione che regna nel nostro Paese (e c’è stato, vedi le dimissioni di Enrico Mentana).

  4. marcaragno · · Rispondi

    In realtà Mentana non si è lamentato della scarsa informazione che è stata data alla notizia, ma si è lamentato proprio del sistema che sto criticando io. Si è lamentanto, nel caso di specie, del fatto che il caso Englaro fosse stato oscurato da un reality show. Eluana, in quanto semplice prodotto televisivo, non poteva sostituire il Grande Fratello, prodotto che per l’auditel tirava ancora di più. Il processo di disumanizzazione mediatica – perdonami i paroloni forse fuori luogo ma non mi viene di meglio per adesso – si è compiuto proprio quando canale 5 ha deciso di mandare in onda – vergognosamente direi io – il GF, considerando la vicenda di Eluana alla stregua di qualsiasi altro programma della rete che non meritasse più attenzione di un reality. Scelte commerciali, insomma, di puro marketing televisivo. Quello che andrebbe distrutto non è la televisione – che ha anche tanti pregi e non ho difficoltà a dirlo – ma un certo modo di fare televisione e di intendere la televisione che ha allevato generazioni di giovani nati all’ombra di Maria De Filippi e del GF. La televisione è diventata il regno delle vacuità. Specchio dei tempi? La televisione, anche quella commerciale, per me avrà sempre una responsabilità pedagogica da cui non può liberarsi. Rappresentare la realtà è il compito più gravoso che la televisione è chiamata ad assolvere. Ma tra rappresentazione e mistificazione il passo è molto breve, con tutti i pericoli che ne possono derivare per la democrazia, per la società e per la cultura stessa.

    p.s. piccolo refuso nel mio precedente intervento: leggasi ‘mistificante’ in luogo di ‘demistificante’.

  5. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    A mio parere a Mentana non è andato giù che a Bruno Vespa venisse concessa la prima serata su Raiuno, mentre a lui no. Il fatto che il palinsesto prevedesse il “Grande Fratello” incide solo nella misura in cui esso è il maggior esempio di tv-spazzatura esistente oggi. Ma, se pure ci fosse stato, non so, “Scherzi a parte” o un qualsiasi film, sarebbe cambiato poco. Mentana voleva il confronto con Vespa e non l’ha avuto. Va detto, cosa importante, che da sola Canale5 ha totalizzato più ascolti di Raiuno, Rete4, La7 ed Italia1 (le quattro reti che si occupavano di Eluana) messe insieme. Il dato è inquietante e distrugge completamente tutto quello che stai dicendo: non è la televisione che è così (per cui, ecco, dovremmo spegnerla, materialmente o spiritualmente non ha differenza), ma sono gli spettatori a VOLERLA così. Altrimenti, se così non fosse, “Porta a porta” & co. avrebbero fatto il pienone. Concludo con altre due considerazioni.
    La prima è che, secondo la tua teoria, il caso di Eluana Englaro rappresenterebbe un reality show come e più del “Grande Fratello”, ergo, l’uno o l’altro, il concetto andato in onda su Canale 5 lunedì sera è lo stesso.
    Dici che è stata vergognosa la scelta di preferire il programma di Endemol (e con questo sono stra-d’accordo con te) ad una serata su Eluana, eppure questa teoria è assolutamente in contrasto con l’idea che porti avanti: la vicenda di questa poveraccia deve o non dev’essere trattata ad ogni piè sospinto dalla televisione? Perché, ti spiego, mandarla in onda anche su Canale5 avrebbe significato dedicarle la prima serata del 71% delle principali emittenti televisive italiane!
    Infine, sorge una domanda. Fermo restando che la maggior parte dei programmi di Canale 5 fanno voltare lo stomaco e sullo stesso livello stanno anche parecchi programmi di altri canali (e credo che su questo nessuno può contraddirmi), ma riconoscendo, d’altra parte, che tali programmi vomitevoli sono quelli che fanno maggior presa sul pubblico, si può ad ogni notizia di cronaca (guerre, omicidi, morti, rapine, etc.), annullare il palinsesto per costruirci un talk-show sopra? Chi ha sbagliato di più? L’amministrazione di Canale 5 che ha preferito il “Grande Fratello” (e, audience parlando, ci ha visto giusto) o quella di Raiuno che non ha perso tempo ad imbastire un bel salottino iperbuonista con Bruno Vespa a far da cerimoniere?

  6. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    …Anche perché, cazzo, tra la notizia ufficiale del decesso di Eluana e l’inizio di “Porta a porta” è passata meno di un’ora. Come quando, quattro anni fa, Bruno Vespa attese in diretta la notizia della morte del Papa e poi, dopo aver accennato ad una lacrimuccia, mandò in onda un servizio dal sapore necrologico previdentemente (e sapientemente) già preparato.

  7. marcaragno · · Rispondi

    Avevo previsto che mi avresti risposto così. Cerco di risponderti per le rime. Punto per punto.
    1) ‘Il dato è inquietante e distrugge completamente tutto quello che stai dicendo: non è la televisione che è così (per cui, ecco, dovremmo spegnerla, materialmente o spiritualmente non ha differenza), ma sono gli spettatori a VOLERLA così. Altrimenti, se così non fosse, “Porta a porta” & co. avrebbero fatto il pienone.’
    Anzitutto non mi sembra di aver mai portato avanti l’idea che la televisione sia un’entità sovraumana indipendente dai gusti e dalle scelte del pubblico. Il pubblico ha scelto il grande fratello, ma fino a che punto può definirsi una scelta? La televisione impone da vent’anni programmi-trash e diseducativi allevando generazioni di giovani rimbecilliti. Ritorno a ribadire il ruolo pedagogico che la televisione generalista non può rifiutare. Gli studenti di una classe di scansafatiche preferiranno un professore alla Maria De Filippi che parlerà solo di inciuci e petegolezzi d’amore o un professore alla Piero Angela che strologherà sui massimi sistemi dell’universo? Sceglieranno il vacuo, ma questo non significa che l’istituto scolastico non possa assegnare alla classe il professore Angela per migliorare il livello culturale e l’istruzione degli studenti stessi. Mi rendo conto di quanto il paragone con la scuola possa reggere fino ad un certo punto, perché in televisione intervengono fattori ben diversi come la pubblicità e i palinsesti. Però l’esempio è calzante per comprendere un aspetto del rapporto massmedia-fruitori. Poi aggiungo una nota: gli 8 milioni di spettatori del GF di cui parli sono, per la maggior parte, giovani, gli stessi giovani allevati dai programmi di canale 5.
    2)’la prima è che, secondo la tua teoria, il caso di Eluana Englaro rappresenterebbe un reality show come e più del “Grande Fratello”, ergo, l’uno o l’altro, il concetto andato in onda su Canale 5 lunedì sera è lo stesso.
    Dici che è stata vergognosa la scelta di preferire il programma di Endemol (e con questo sono stra-d’accordo con te) ad una serata su Eluana, eppure questa teoria è assolutamente in contrasto con l’idea che porti avanti: la vicenda di questa poveraccia deve o non dev’essere trattata ad ogni piè sospinto dalla televisione? Perché, ti spiego, mandarla in onda anche su Canale5 avrebbe significato dedicarle la prima serata del 71% delle principali emittenti televisive italiane!’
    Ancora una volta dimostri di aver letto in maniera superficiale il mio articolo e le mie risposte: ho parlato del MODO di fare e di intendere la televisione, non della televisione in sé. Non ho mai negato che la vicenda Eluana potesse entrare in televisione, ma ho disprezzato il MODO con cui la vicenda è stata trattata ed è stata trasformata. Io stesso ho seguito una belissima puntanta su Eluana che Mentana ha dedicato a matrix la scorsa settiamana. Mentana sfiorò solo la vicenda umana e privata per affrontare tutt’altri temi come l’eutanasia e l’accanimento terapeutico. Ribadisco per l’enessima volta: è normalissimo che di fatti di cronaca si occupino giornali e televisioni. Una vicenda come quella di Eluana dischiude una potenza simbolica fortissima e pone l’uomo di fronte a interrogativi di capitale importanza come la vita e la morte. E’ giusto che la comunità ne parli ed esprima le sue posizioni. E’ vergognoso, invece, che le telecamere facciano della morte di Eluana e delle sue ultime ore di vita un reality da seguire in direttissima. E’ vergognoso che si occupino interi spazi televisivi per parlare della vecchia vita di Eluana, del rapporto coi genitori, delle amiche, dei suoi sogni mai realizzati, del padre-boia o assassino, dell’incidente etc. Invadere gli aspetti più intimi e privati di Eluana, che appartengono soltanto alla famiglia e alla sua storia, significa distruggere la persona per farne solo un chiacchiericcio mediatico, una storiella zuccherosa e strappalacrime da raccontare alla stregua degli inciuci del grande fratello. Capisci? Sulla scorta di queste premesse, non c’è contradditorietà nella mia teoria: il GF è stato preferito alla morte di Eluana perché la morte di Eluana è stata negli ultimi tempi trattata e considerata un prodotto televisivo al pari del GF. Il GF però tirava di più. Se Eluana fosse stata considerata come una persona, il GF non sarebbe stato trasmesso, perché Eluana sarebbe stata considerata di gran lunga più importante. Se leggi bene, non ho mai detto che canale5 avrebbe dovuto necessariamente affrontare la morte di Eluana, ma solo che non avrebbe dovuto mandare in onda il Grande Bordello. Mandare in onda il Grande Bordello e lasciare la delicata vicenda di Eluana alla rete mediaset più piccola(rete4 di emilio fede!)ha significato decretare il trionfo della tv commerciale sulla tv ‘pedagogica’. Secondo il mio modesto parere, canale5 avrebbe dovuto parlare del caso Englaro in un MODO che non toccasse il privato, ma tenesse conto dei risvolti culturali, simbolici, medici, giuridici della vicenda. Cosa che PORTA A PORTA non ha fatto, accanendosi sugli aspetti più mielosi del caso. Con questo ho risposto anche alla tua ultima osservazione.

    n.b. A Mentana quello che non è andato giù è proprio il fatto che non gli sia stato concesso spazio, non per il fatto che a Vespa fosse stata concessa la prima serata e a lui no. Lui aveva proposto alla rete tre alternative: dedicare uno speciale di matrix in prima serata, far finire il GF alle 22 per anticipare la seconda serata di Matrix, interrompere il GF verso le 21 e trenta per lasciare una mezz’ora ad uno speciale del tg5. Tutte proposte bocciate.

  8. Mi sembra che LVDC operi uno scetticismo fine solo a se stesso… La scepsi per la scepsi..mmmh.. interessante

    V.B

  9. marcaragno · · Rispondi

    Senza alimentare inutili polemiche, spero di postare in questi giorni – sempre che riesca a trovarlo – il bellissimo passo di Heidegger sulla chiacchiera, sul quel ‘si dice e si fa’ che estranea l’individuo dalla riflessione e banalizza la comunicazione. Mi sembra una citazione molto calzante in riferimento alla discussione su Eluana e sulla televisione di oggi.
    Per il resto, spero che LVDC abbia capito il senso del discorso. Aggiungo una definizione che mi pare ancora più chiara sulla televisione di oggi: ciò che non digerisco è quello che alcuni filosofi del linguaggio, con un po’ di fantasia ed originalità, hanno definito ‘pornografia dei sentimenti’, insomma l’esibizione sfrontata e ‘inautentica’ – giusto per restare nell’ambito heideggeriano – del proprio privato, lo sputtanamento della propria privacy sul mercato delle falsità.

  10. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    x V. Birra:
    Sinceramente non capisco dove hai individuato il mio scetticismo. Inoltre, la scepsi, per definizione, non è mai fine a se stessa: ti prego d’illuminarmi al riguardo.

    x marcaragno:
    Mi hai risposto per le rime, punto per punto, eppure hai tralasciato la parte più importante, cioè quella finale. Per quanto riguarda la consecutio del ragionamento, mi sembra che tu abbia cominciato portato avanti delle idee e abbia finito per sceglierne delle altre, in parte anche in contrasto con quelle precedenti. Comunque l’importante è che ti sia spiegato: ti disturba l’aspetto voyeuristico della trattazione mediatica della vicenda Englaro, ma riconosci che l’argomento è importante e va trattato a prescindere. Per me finisce qua.

  11. marcaragno · · Rispondi

    Capisco che non avevi voglia di rispondermi, ma io almeno mi sono sforzato di motivare ampiamente le mie ragioni. Tu insisti col dire che ti ‘sembra’ che abbia portato avanti delle idee per sceglierne altre senza uno straccio di motivazione. Se non sai cosa dire, abbi la bontà di tacere. Errare è umano. Questa volta hai frainteso malamente tutto quello che ho detto nell’articolo e nei commenti, prendendo fischi per fiaschi, traendo conclusioni avventate, e mettendomi in bocca cose che non ho mai detto. Contento tu.

    Saluti

  12. marcaragno · · Rispondi

    ‘e va trattato a prescindere’

    Questo dimostra che non hai capito una mazza. E’ da due giorni che tutta la discussione verte proprio su questo ripetendomi fino alla nausea. Mah.

  13. marcaragno · · Rispondi

    Stasera otto e mezzo dedica una puntata al ‘quinto potere’. La7, ore 20:30.

  14. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    Caro, marcaragno, due sono le strade: o fai pace con le cervella o impari a spiegarti, perché, a questo punto, io non ti capisco proprio. Io concludo dicendo “Comunque l’importante è che ti sia spiegato: ti disturba l’aspetto voyeuristico della trattazione mediatica della vicenda Englaro, ma riconosci che l’argomento è importante e va trattato a prescindere” e tu dici che non ho capito una mazza perché la discussione verte su questo sin dall’inizio. “Mah”, a questo punto, lo dico io! Se non ho capito una mazza vuol dire che, senza via di scampo, tu porti avanti l’esatto contrario di quello che ho detto. Ossia, provo a tradurre, “ti eccita l’aspetto voyeuristico della trattazione mediatica della vicenda Englaro, ma per te l’argomento è di scarsa importanza e non andrebbe trattato”. Ti rendi conto di quello che dici? E la cosa bella è che ti permetti anche d’offendere…!
    Per non parlare, poi, del post precedente. Mi dici che errare è umano che ho frainteso malamente quello che hai detto nell’articolo e nei commenti, prendendo fischi per fiaschi, traendo conclusioni avventate, e mettendoti in bocca cose che non ho mai detto. Secondo me ti droghi. Tutto è partito, secondo il modo più semplice di dialogare, dal chiederti spiegazioni per alcuni punti che non avevo compreso (forse perché sarò limitato mentalmente, questo non so dirtelo): non ho mai tratto conclusioni avventate, né ti ho messo in bocca cose che non hai detto (portamente UNA SOLA PROVA e dimostramelo, allora, visto che tu sei così bravo a motivare le cose che dici). Del resto, come potrai leggere anche da solo, sin dalla tua prima risposta, hai cominciato ad attaccarmi dicendo cose che poco c’entravano con quelle che ti dicevo io. Anzi, io stesso ho preso a dirti che ero d’accordo con te, eppure tu continuavi a ribadire sempre le stesse idee. Per questo, presa coscienza della convergenza delle nostre teorie, ad un certo punto mi sono distaccato dalla discussione. E non avrei potuto fare altrimenti, in quanto la “discussione” è terminata quando tu hai risposto al mio primo post, ma non l’hai capito. Evidentemente, avevi voglia di litigare (e ci hai provato, provocandomi ed offendendomi) o di sentirti importante agli occhi dei frequentatori del blog (poveraccio te, se basta così poco per sentirti importante). D’altronde, non dimentichiamo che tu sei “marcaragno”, quello che si espone etc. etc. mentre io sono “LVDC”, quello che si nasconde (vedi tue cazzate sparate riguardo a vecchia discussione).
    Qualora non l’avessi ancora capito, te lo ripeto: SONO PERFETTAMENTE D’ACCORDO CON TE, SOLO CHE NON AVEVO CAPITO ALCUNE COSE E TE NE HO FATTO RICHIESTA. L’unica idea che ho provato a portare avanti (e questo NON vuol dire che sia in contrasto con le tue), in maniera celata, è che è importante parlare di una vicenda del genere perché riguarda tutti noi. Lamentarsi del fatto che talk-show e telegiornali si fossilizzino sulle foto di quando l’Eluana era nel fiore della vita, sui sogni non realizzati e su tutto quanto fa scappare una lacrimuccia, è evidente che s’è trattato di un’abile manovra linguistica condotta da quella parte che voleva la morte. Inutile dire che tale parte è comandata dallo stesso Beppino Englaro, che, altrimenti, non l’avrebbe fomentata scrivendoci anche un bel librone strappalacrime sopra.

  15. marcaragno · · Rispondi

    Mi scuso se ti ho dato addosso. Non ho intenzione di prolungare questa polemica. Sottolineo semplicemente che della tua ‘conclusione’ ho messo in evidenza solo le ultime due parole, vale a dire ‘a prescindere’. Perché tutta la discussione verte proprio su questo, cioè quali aspetti della vicenda televisione e media sarebbero ‘autorizzati’ a trattare. ‘A prescindere’ significherebbe trattare la vicenda senza limiti. Risolto l’equivoco.

    p.s. Quella che, attraverso il tuo ragionamento, mi hai attribuito è l’idea che canale5 dovesse trattare la vicenda di Eluana al posto del GF e che la televisione non dovesse, in generale, trattare il caso. Cose che non ho mai detto.

    Saluti.

  16. marcaragno · · Rispondi

    http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/gb-protesta-tv/gb-protesta-tv/gb-protesta-tv.html?rss

    a quanto pare, l’idea di spegnere la tivvù per davvero, non è solo mia.

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