Antonio vs Vita

di Antonio Moraca

Credo che qualcosa stia cambiando…o forse no, forse non cambia proprio niente ma c’è movimento. Non lo so se è per un film che ho visto, per una canzone che ho scritto o che ho ascoltato, ma c’è qualcosa. Ci credo…ci credo…e in questa dimensione quasi tantrica sto iniziando a crederci non con la testa adesso ma col cuore. Credo che comincio a vivere solo quando mi alzo all’improvviso di notte e e per dare sfogo all’insonnia comincio a scrivere, e le parole vanno giù da sole, io non faccio altro che scriverle come se qualcuno me le suggerisse. E’ una gran rottura ritornare indietro e “controllare” ciò che ho fatto…non mi va…vado avanti…tanto nessuno è obbligato a leggere…se non ti va puoi anche cambiare pagina…non me la prendo.

Sarà che forse scrivo seguendo uno stile e un tono già usati, ma cazzo!, almeno scrivo, poi scrivendo viene fuori sempre qualcosa che ti aiuta a conoscerti sempre di più.Una pagina bianca è come una donna: enigmatica, a volte noiosa…oggi potrebbe renderti felice, domani, potrebbe anche farti ammazzare… Sarà che mentre sono qui a scrivere un sacco di fesserie con quest’accento ostinatamente romagnolo che mi rimbomba fin dietro il cervelletto, mi sento stranamente un po’ felice e per stanotte questa sarà la mia camomilla.

Ci sono persone che passano nella vita senza neanche sfiorarla e magari vivono bene perché non si fanno tanti problemi, tutto gli scivola addosso come niente fosse; poi ci sono quelli che stanno cercandosi un posto in questo “passaggio” e due sono le cose: o vivono in continua angoscia, soffrendo o vivono abbastanza bene da finire i loro giorni con un ghigno beffardo sul volto. Io non so se sono passato, se sto passando o se passerò, ma una cosa è certa: se stanotte sono qui a domandarmelo è già qualcosa.

ANTONIO __ Vs__ VITA__

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5 commenti

  1. Certe notti i pensieri sono davvero troppi e hai ragione a scriverli, così prendono forma, si ordinano, il tuo dialogo con te divente più chiaro, se non altro alcuni di loro la smettono di cozzare tra orecchio e orecchio creando ingorghi dietro la fronte, dietro gli occhi verdi-dello-stesso-colore-della-camicia.

    Però di quel che hai scritto alcune cose non mi sono piaciute: il titolo e la coclusione (che poi si differenziano solo per alcuni numerini).

    Sul titolo ti chiedo, alla luce delle giuste riflessioni che chiudono la tua chiacchierata notturna con te(con tutti?), come puoi considerarti in lotta con la vita? Come puoi porti in una posizione di ostilità verso il tuo stesso essere? Passi la retorica passi la provocazione ma io non vedo alcuna sfida, se c’è qualcosa contro cui combattere anche solo il primo “Credo”(una parola densa e fortissima per significante e significato e di certo non l’hai usata per caso) che hai scritto ti fa vincitore.

    Quindi(ammesso che io abbia ben interpretato la conclusione) non mi spiego come tu possa darti perdente con un distacco di 19997 punti dalla vita. Primo(e ripeto): come puoi scindere il te istantaneo dal te dinamico immerso nel tutto che è sato sinora?
    Secondo: ponendoti come giudice, riflettendo sull’eventuale conflitto, tu il conflitto l’hai già superato, ormai riflesso nelle tue parole viene incamerato nella memoria.

    Antonio con questo pezzo io ho capito che hai già vinto, che ti resta da renderti solo conto che la tua vita non è vero che cel’hai in pugno, la tua vita -è- il tuo pugno, è le tue dita che stringono la penna, un plettro e carezzano(caressano;)) il viso di una donna.

    Un abbraccio amico mio, aspetto di potertene dare uno, forte, di persona.
    hasta la victoria(in ogni caso)

  2. dimentacavo, un giorno mi insegnasti che
    “la mente deve stare all’erta, perché anche se la carne è satura, le circostanze dell’esistenza sono abbastanza splendide”(Kerouac)

  3. Pirciulina · · Rispondi

    Certe notti somigliano a un vizio che non voglio smettere, smettere mai.
    Non smettere di scrivere, non smettere di constatare che vivi.
    Certe notti ti senti padrone di un posto che tanto di giorno non c’è.
    Non smettere di osservare chiaramente il mondo solo di notte. E’ già un passo avanti, “sentirsi vivere”.
    E si può restare soli, certe notti qui, che chi s’accontenta gode, così così.
    Certe notti o sei sveglio, o non sarai sveglio mai, ci vediamo da Mario prima o poi.
    Non smettere di ricercare il senso di quello che sta accedendo intorno, perchè non si deve sopravvivere ma vivere.
    Quelle notti son proprio quel vizio che non voglio smettere, smettere, mai.

  4. Caro Ottavio…
    io mi ricordo solo che un giorno un prof. mi disse:”wagliù…forza e coraggio c’a a’vita è nu passaggio!”;bene, mentre mi uscivano ste cosettine quì avevo da un lato la romagna che parlava e dall’altro un barlume di napoletanità che aleggiava con queste parole!
    Cmq non lo so che cacchio volevo scrivere…so solamente che seppure è una sfida che mi vede in svantaggio, la affronto ogni mattina con il sorriso sulle labbra e ma lo godo fino in fondo…arrivo alla sera che mi addormento ebbro di vita…porca troia fosse sempre così…cmq fin quando va non me ne perdo un attimo…è come assaggiare una bella pasta al forno che nn sai quando mangerai di nuovo, tanto vale mangiarne più che puoi!(lo so che il paragone CULinario non è molto pregnante ma ho dormito poco e questo riesco a dire!).
    Cara Pirciulina comlimenti,
    Sei entrata nello spirito di questa cosa…pensa che immaginavo di leggerla seduto dietro a un microfono con due giradischi ai fianchi :-)
    Non ti preoccupare che se continua così ce lo inventiamo un altro bar da rendere sacro ai posteri almeno nostri connazzionali…
    Ragà scusate ma vado a dormire un altro pò perchè ho un set di valigie della Roncato al posto degli occhi!

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