Venezuela prepara ponte-aereo con Gaza

da selvas.org

Palestina

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Il Presidente Chávez, durante la visita all’Ospedale Cardiologico Infantile di Caracas, ha annunciato che il suo governo sta preparando un ponte aereo con Gaza, per aiutare la popolazione assediata e bombardata. “Gli israeliani impediscono il transito dei convogli della Croce Rossa e degli aiuti umanitari. La barbarie è arrivata fino a questo punto..

Chávez ha detto che “…se nel mondo ci fosse dignità, il presidente israeliano Peres e Bush dovrebbero essere portati di fronte alla Corte Penale Internazionale. Bisogna rispettare le leggi e il diritto internazionale”.

Ricordando le 6oo vittime civili -in maggior parte bambini- un Chávez commosso e allo stesso tempo indignato ha aggiunto che i soldati israeliani “sono dei vigliacchi perchè bombardano un popolo indifeso, mentre dorme, innocente”.
Ha fatto un appello ai cittadini israeliani a “mettersi una mano sulla coscienza e ribellarsi contro il governo. Il mondo deve fermare questa pazzia”.

[Non so se El Presidente Hugo Chavez darà seguito a questo proposito, trovo tuttavia importante registrarne anche solo l’esternazione. Ascoltare le voci italiote è desolante, Chavez per lo meno quando parla, non solo è simpatico, ma tende a non leccare alcun budello culare: non le manda a dire, in somma. Se se sarà necessario posterò altri aggiornamenti. P.S. Sconsiglio vivamente di apprendere notizie riguardo la guerra israelo-palestinese dai mezzi di comunicazione italiani: meglio seguire via web, a cominciare dalle Piste che suggeriamo nella barra laterale. A cominciare da qui. cb]

10 commenti

  1. Quanto dolore in questo inizio anno, guerra, guerra e sempre guerra, ormai le parole servono a poco.

  2. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    Belle parole (e lo saranno ancora di più quando si convertiranno in fatti). Ma, almeno a me, fa storcere il naso sentir parlare di diritto proprio chi tempo fa voleva indire un referendum per proporre la sua rielezione ininterrotta fino al 2031 (il che sarebbe contrario ad un principio fondamentale dello stesso diritto internazionale a cui si appella, ossia la sovranità del popolo). E soprattutto chi, in patria, applica una specie di dittatura mediatica ad exemplum di Berlusconi, con programmi finalizzati alla sua divinizzazione che dominano per ore il palinsesto televisivo. E’ anche vero che nelle vicende assurde della politica latinoamericana è meglio non entrarci perché è una realtà che a noi, di cultura europea, appartiene poco. Per il resto, mi auguro che il suo intervento sensibilizzi maggiormente le grandi potenze che, guarda un po’ i casi della vita, STAVOLTA se ne stanno a guardare.

  3. Non dovresti storcere il naso per i motivi spiegati perché:

    – [un attimo di esitazione: a quale referendum ti riferisci? Se è quello del 2 dicembre 2007, allora ricordo che] Chavez ha fatto, al tempo, una proposta di riforma costituzionale, che, con un’oscillazione di voti irrisoria, pur col 44% di astensioni, è stata bocciata dal popolo venezuelano. Chavez riconobbe immediatamente legittimo il verdetto al Consiglio Nazionale Elettorale. Proprio perché la sua era una proposta di riforma ed è stata posta democraticamente al vaglio del Popolo, non vedo dove o quali diritti Chavez abbia leso. La proposta tra l’altro prevedeva, tra altre e più interessanti cose quali la ristrutturazione dello stato sociale, la possibilità illimitata di rielezione alla Presidenza del Paese…come avviene in Italia, ad esempio…

    – credimi è davvero difficile parlare di dittatura mediatica quando fino a un anno fa, più o meno, uno dei canali analogici più seguiti era la RCTV, canale commerciale che aveva appoggiato i due golpe intentati a Chavez. (Poi la licenza alla RCTV non è stata rinnovata, la licenza concessa ad un’altra televisione, ma la RCTV è libera, e lo fa, di trasmettere via cavo!). Molta altra televisione appartiene alla destra antichavista.

    Nessuna dittatura. Chavez sta costruendo, o tentando di, un nuovo Sud America e, a quel che ne so, è stato eletto democraticamente, democraticamente è stata rifiutata una sua riforma costituzionale, ci sono state 12 consultazioni elettorali in 8 anni, ha subìto diversi tentativi di golpe (uno dei quali, spassosissimo, organizzato dalla CIA, che cercò di far sollevare una rivoluzione tra i giovani, il rappresentante dei quali, chiamato a parlare in Parlamento, dopo un atto teatrale di abbandono dell’assemblea, dimenticò sul leggio il foglio con le istruzioni da seguire per allestire la messinscena) e si è operato per il proprio paese, nazionalizzando e ridistribuendo un po’ di quella ricchezza che appartiene alla Repùblica Bolivariana de Venezuela.

  4. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    Forse mi sono spiegato male. Non ho mai detto che Hugo Chavez è un dittatore. Rileggi pure quello che ho scritto. Nel senso che non lho detto ancora. Infatti, a modo suo, rappresenta una piacevole eccezione nel panorama politico sudamericano a cui il ventesimo secolo ci aveva abituati (tra golpe, organismi paramilitari, desaparecidos, dittature militari, interventi diretti o indiretti e/o celati o spudorati degli Stati Uniti, presidenti in divisa e galloni, massacri e chi più ne ha, più ne metta). Chavez è stato eletto democraticamente e, anzi, da quel che so, inizialmente gli fu persino negato l’accesso al soglio presidenziale, nonostante le libere elezioni popolari l’avessero scelto. Più di una volta si è tentato di destituirlo, nel tentativo di farne un nuovo Salvador Allende. Ed una volta, pur di salvare la sua gente, si consegnò persino, spontaneamente, alle forze avverse, venendo poi “liberato” grazie all’appoggio della stessa gente che tanto aveva imparato ad amarlo. Nulla da ridire, insomma, sul suo percorso politico, né tantomeno sul modo in cui amministra il potere. Certo, ha le sue pecche, ma anche Abraham Lincoln ce l’aveva. Questo è quello che direi se la mia analisi si fermasse all’evidenza delle cose. Ma andiamo con ordine.

    Nel mio post, io mi riferivo esclusivamente alle parole da lui spese sulla situazione, d’altronde più che cinquantennale, della striscia di Gaza. Il referendum che è stato proposto, come tu dici, nel dicembre 2007, non è proprio precisamente quello che lui aveva pensato: la sua idea balorda prevedeva che, qualora alle successive elezioni non si fosse presentato nessun altro candidato (o qualcosa del genere), allora lui sarebbe dovuto essere confermato automaticamente Presidente fino al 2031. Non succede in nessuna parte democratica del mondo una cosa del genere: in nessuno Stato con forma repubblicana il mandato presidenziale supera le due o tre volte consecutive. Una rara eccezione è rappresentata dall’Italia dove, però, il Presidente della Repubblica ha scarsi (se non nulli) poteri decisionali e, perlopiù, nella prassi consuetudinaria non viene comunque mai riconfermato allo scadere del suo mandato. Comunque, nessun presidente viene eletto per ricoprire un mandato trentennale, questo è certo. Il fatto che, poi, il referendum non sia stato più proposto così come doveva essere non elimina la mia idea di fondo: come può parlare così spudoratamente di diritto e Corte internazionale chi aveva partorito un’idea contraria a tal punto ad ogni principio giuridico moderno?!

    Seguono due piccoli appunti.
    Il primo riguarda il caso della RCTV, che tu hai citato in risposta alla mia locuzione “dittatura mediatica”. Come tu stesso hai detto, la RCTV trasmetteva fino ad un annetto fa. Va aggiunto, però, che la suddetta RCTV è la più antica emittente venezuelana e trasmetteva indisturbata da anni. D’altronde, le accuse di collaborazione golpista sono state giudicate inesistenti da un apposito tribunale. Morale della favola: la più antica emittente venezuelana è stata oscurata, almeno via etere (ma quanti venezuelani potranno permettersi di guardare la tv satellitare?), e, ad oggi, il BENIAMINO DELLA LIBERTA’ Hugo Chavez dispone a suo piacimento di almeno cinque canali, dai quali fa liberamente il lavaggio del cervello anche per sette ore consecutive (come quando espose le motivazioni assurde per cui aveva deciso di modificare il fuso orario venezuelano… ricordi? o meglio… conosci?). Senza dimenticare che applica un regime molto molto restrittivo sull’informazione (al confronto, l’Italia è la patria della libera informazione) su tutte le restanti emittenti. Mmm, questa vicenda mi ricorda qualcosa. Posso sapere, ora, perché mai se un bel giorno Berluscazzo dà il benservito a Luttazzi, Santoro (che, almeno a suo avviso, disponevano in malo modo della televisione pubblica) ed Enzo Biagi (ma per quest’ultimo è un’altra storia, molto più complessa), tutti gridano alla dittatura mediatica e se, invece, Chavez OSCURA (il Berlusca non è mai arrivato a tanto, diamine… al massimo s’è limitato a boicottare le sue figuracce nei telegiornali) nientedimeno che la più gloriosa emittente del suo Paese ha fatto bene perché quell’emittente, tutt’ad un tratto, era diventata filo-golpista e gestita dalla CIA (almeno così aveva detto Chavez: questa CIA-fobia mi ricorda sempre quella certa persona che vede comunisti dappertutto)?

    Il secondo appunto è di più ampio respiro. Ripeto che il senor Hugo Chavez, a mio avviso, non è un dittatore. Nel senso che non è nemmeno lontanamente paragonabile ad un Pol Pot o ad un Pinochet, ossia all’accezione novecentesca del termine “dittatore”. Ma non è nemmeno uno stinco di santo! Povera vittima, ha subito vari tentativi di golpe. Pan per focaccia: non dimentichiamo che anche lui aveva provato a più riprese a rovesciare l’allora governo nel lontano (nel senso che è stato dimenticato) 1992. Che facciamo? Due pesi e due misure? Se lo tentava lui il golpe, bene, se lo subisce, male? Il suo vantaggio, rispetto ai vari golpisti che l’anno preceduto e seguito, è che ha sempre riscosso un certo successo tra i cittadini: né più né meno dei tanti ufficiali romani che uccidevano i loro imperatori e poi venivano proclamati, guarda un po’, dagli stessi soldati che l’avevano aiutato nella congiura di turno. E’ vero, è stato nominato presidente in seguito a libere elezioni democratiche (che, poi, questo grado di libertà è sempre da verificare)… e quindi? Anche Mussolini (due volte, di cui solo la seconda si trattava di elezioni di facciata, mentre nel primo caso erano elezioni democraticissime) e Hitler e, come loro, tanti altri generalissimi prima acclamati dalla folla e poi ripudiati, sono stati eletti democraticamente. Questo elemento non dimostra nulla. Anche perché, se guardiamo alla Storia, molti dittatori sono stati eletti democraticamente: la dittatura non deve instaurarsi necessariamente da subito… se hai la possibilità di diventare presidente senza spargere laghi di sangue, puoi instaurarla anche DOPO (vedi ancora, e son due, Mussolini).
    E poi, vogliamo proprio parlarne di queste famose elezioni venezuelane? Sbaglio o l’ultima si trattava di un qualcosa del tipo “vuoi riconfermare il presidente in carica? SI o NO?”… un referendum, praticamente, in luogo di elezioni…! E, per giunta, perfettamente permesso dalla Costituzione del 1999 voluta, guarda ancora il caso, dallo stesso Chavez! Ma stiamo scherzando? Ricorda tanto quello che fece Mussolini (e tre!) quando propose quella lista di nomi, da lui selezionati, tra cui gli italiani dovettero limitarsi a scegliere i componenti del futuro Consiglio fascista.
    E poi, per concludere, stiamo parlando sempre di quello stesso Chavez che lascia vivere i propri sudditi (perché questo sono, non liberi cittadini) nella miseria, mentre lui spende fior di quattrini per il suo benessere personale? Stavolta mi ricorda un certo Lenin che se ne stava bel bello ad aspettare la morte in una villa principesca dopo aver gridato per anni alle folle i suoi assiomi comunisti (ma va detto che, in quel caso, furono Stalin ed il Politburo ad assegnargli, contro la sua stessa volontà, quella residenza degna della Villa San Martino ad Arcore). No, caro CB, Hugo Chavez non è un dittatore di quelli che abbiamo visto spuntare come funghi per tutto il Novecento. Cazzo, ma non è neanche un simbolo della libertà come mi sembra che tu voglia dipingerlo! Ergo, per favore, fallo almeno in rispetto dei valori liberal-democratici, rimangiati la frase lapidaria “nessuna dittatura”.

  5. Wow, LDVC è ritornato!!

  6. Nel primo commento non facevi menzione della dittatura venezuelana, è vero, ma nella risposta mi sono permesso di estendere lo sguardo alla quasi totale stampa italiana, a cominciare da Repubblica, passando per Toni Negri (!), che vedono e presentano Chavez come un caudillo rosso. Però, come ora sostieni, per te Chavez ha tutte le caratteristiche per essere un dittatore. Tuttavia, non rimangio la frase lapidaria, nemmeno in rispetto dei valori liberal-democratici. Perché secondo la mia percezione di quanto avviene in un posto così lontano (ne convengo con te, sulla lontananza, che poi, però, non è nemmeno tale o così reale se si pensa ai tentativi dei paesi latino americani di riallacciarsi strenuamente, e sempre abbandonati, alle tradizioni europee: basti pensare che durante le rivoluzioni messicane si portavano per la strada quadri di Marx, Kropotkin, Errico Malatesta, Bakunin, etc., e che Chavez si richiama, tra gli altri, al nostro Toni Negri quando parla di Socialismo del XXI secolo, etc) – secondo la mia percezione, dunque, il Venezuela non è una dittatura, né vi è qualche dittatura al suo interno. Come hai detto Chavez, a quanto ne sai, è stato democraticamente eletto, 67% dei voti, e ti ricordo che alle ultime elezioni, quelle in cui è stato eletto, gli osservatori internazionali non hanno rilevato scorrettezze o brogli à la socialisme africaine. O à la fascisme.
    Ora, ritornando al post e all’appunto sulla dubbia credibilità di Hugo Chavez nella sua affermazione por el heroico pueblo palestino, non posso che riprendere la questione referendum, la proposta costituzionale, ben argomentata da Tito Pulsinelli, e dire che la rielezione a più riprese sotto vaglio elettorale è tipica dei paesi occidentali: ora la si può criticare, e sta bene così, però i giornali italiani, spagnoli, etc, criticano tale proposta e dall’altro lato hanno per paladini tipi come la Thatcher et similia; siccome la Republica Bolivariana de Venezuela è una repubblica presidenziale, Chavez è l’omolgo di questi personaggi, non di Napolitano, bensì del quasi ormai fu Andreotti.
    Al di là della proposta, Chavez finora si è mantenuto lontano dai facili rivolgimenti che il populismo può produrre. A quel che ne so parla di un mondo possibile, a livello internazionale ha stretto rapporti con Paesi Orientali, e con Ecuador e Bolivia e Brasile creando un fronte per un’indipendeza sudamericana, e non solo. Avrà pure lo spauracchio della CIA, ma quale sudamericano non ce l’avrebbe! All’interno del paese ha esteso il diritto di voto a gente che davvero era desaparecida, una moltitudine di paria nemmeno iscritti all’anagrafe, ha nazionalizzato le aziende petrolifere, parla di femminismo e diritti civili, ha l’appoggio di un popolo intero, ha all’opposizione ultramiliardari indecenti, parla di un mondo possibile, cioè proprio di un mondo possibile, guarda al mondo non solo al suo giardino (quello che un tempo era il giardino della Casa Bianca). Non ne faccio un paladino della libertà, o forse sì, ma non era questo l’intento del post: Chavez, oltre a parlare di ponte aereo, ha quasi smobilitato l’ambasciata israeliana in Bolivia, cacciandone l’ambasciatore. E in tutta l’America le prese di posizione sono state fortissime, anche negli USA! In Italia, invece, e da questo scoramento è partita la segnalazione, non succede niente né si dice niente, ma parlo proprio letteralmente: non si ‘dice niente’, e ne deriva, almeno per me, uno stordimento asfissiante.
    Poi, naturalmente, puoi essere di idee diverse e vederci un dittatore in potenza, un Buce….ma…non ci metterei la mano sul fuoco.
    Soprattutto perché ho un aneddoto da raccontare molto carino: è un esame di storia contemporanea, una stanza luminosa abbastanza spaziosa, due Docenti a tenere colloquio con altrettanti esaminandi, io assisto insieme ad un amico, la Docente più a destra è una macchina di domande intelligenti e dissoda-cervello, l’esaminanda non riesce a smuovere molti neuroni, allora la Docente, molto comprensiva, le pone una domanda abbastanza generale, semplice in fin dei conti, le chiede di parlare del Fascismo: l’esaminanda sembra riprendersi, trema un po’ meno e riacquista colore, poi dice che Mussolini salì al potere con le elezioni…la Docente si paralizzò, l’incarnato divenne cereo e la cacciò fuori sbalordita, e ancora oggi si chiede come siano possibili castronerie simili.

    Come ha scritto qualcuno più informato di me: Que viva Chavez!

    p.s.

    altro aneddoto: nel 2007 il Time chiese al pubblico di scegliere l’uomo dell’anno: al primo posto venne eletto uomo dell’anno Hugo Chavez. Il Time però non mise in copertina il faccione indigeno.

  7. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    Mi dispiace per la tua Docente, dovrebbe riguardarsi un po’ di storia prima di ostentare questi atteggiamenti. La prima volta Mussolini fu eletto in Parlamento senza brogli, checché ne dica quella parte dell’istruzione che si è incaponita a voler riscrivere la storia, a cui appartiene evidentemente quella professoressa (o assistente che fosse). Ed anche Hitler fece la stessa cosa: il suo unico “broglio” è stato approfittare del momento di debolezza di gente del calibro di Bruning. Come ho già detto, la dittatura, e la soppressione della libertà delle elezioni, è venuta dopo. Informati, se non ti risulta.
    Il motivo per cui ti ho chiesto di rimangiarti la lapidaria frase “nessuna dittatura” con cui hai liquidato, a mio modesto parere, troppo frettolosamente il regime di Chavez è dovuto ad una semplice considerazione: in molti sistemi politici del secondo Novecento, la verità si è conosciuta soltanto dopo, quando tali sistemi sono entrati in crisi. Prima di Gorbaciov, il mondo intero era convinto che nell’Unione Sovietica si vivesse da Dio: tutti illuminati dall’ideale comunista, censura limitata, benessere collettivo ed equamente ripartito. Poi si è scoperto quel che si è scoperto. Lo stesso dicasi per Cuba: per tanti anni Fidel Castro è riuscito a farci credere che il suo popolo navigasse nell’oro grazie alla sua politica. Per non parlare della realtà del regime militare al potere in Argentina tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80: soltanto pochi mesi prima della destituzione del regime, il fantasma dei desaparecidos ha cominciato a campeggiare sul mondo intero e soltanto grazie a quei pochi stranieri che ne avevano provato sulla propria pelle l’esperienza (se le autorità fossero state più furbe a lavare i panni sporchi in casa magari non ne sapremmo ancora nulla o, comunque, non azzarderemmo un numero di 30mila vittime nel parlarne). Ti basti pensare a quello che pensavano dell’Italia durante il primo dopoguerra: agli occhi del mondo intero, il regime fascista aveva risollevato sorprendentemente l’economia italiana potendosi addirittura permettere una certa autarchia. Altrimenti perché credi che il Fuhrer abbia fatto di tutto per ingraziarsi i favori del Duce ed imitarne l’ascesa politica, nonostante le numerose porte in faccia? Lo sai che Hitler esponeva con orgoglio il busto littorio nel suo ufficio personale, mentre Churchill tesseva le lodi del nostro amato Benito, ergendolo a simbolo della democrazia? E allora? Dov’era la dittatura? Poi, se per te Winston Churchill è stato un dittatore, dillo pure apertamente. Probabilmente Chavez non si scoprirà mai essere stato un dittatore, ma non dovresti essere così frettoloso nel giudicarne tutta rose e fiori la politica: non sarebbe il primo che si rivela essere peggiore degli altri e, del resto, mi sembra che il suo comportamento (le cose che ho accennato più tante altre ancora) presenti tutti i presupposti per rivelarsi tale.

    P.S.: Tornando sulla questione della squallida proposta referendaria, il fatto che vari uomini come Andreotti o la Thatcher siano stati rieletti a profusione non significa un bel niente: nessuno di loro è stato rieletto per trent’anni e, comunque, la consultazione elettorale si è tenuta sempre ad intervalli regolari, comprese le crisi. In trent’anni cambia la popolazione ed anche buona parte dei votanti: t’immagini che significherebbe essere governato da uno che fu scelto da mio padre venticinque anni fa? Ergo evita scalate agli specchi.

    P.S.2: Stendo un velo PIETOSO sul tuo intervento riguardo alla Person of the Year. Tale “premio” è assegnato alla persona che ha fatto maggiormente parlare di sé, di certo non alla migliore. Altrimenti non si spiegherebbe come, nel corso degli anni, l’abbiano “vinto” persone come Hitler (proprio perché, col suo atteggiamento pre-bellico, aveva destato molto scalpore con le sue teorie e la sua prepotenza), Stalin (due volte), Mossadeq e sovrani tutt’altro che democratici come Hailé Selassié e Faysal. E stava per essere scelto persino Bin Laden nel 2001 (poi si optò per il sindaco di New York Giuliani, scelta più giusta)! Il fatto, quindi, che il tuo amato Chavez (inorridisco al “que viva Chavez”) sia stato proposto (solo proposto, d’altronde) non significa un benemerito cazzo. Lo capisci questo? Dunque, sei pregato di rimangiarti almeno quest’ultima considerazione.

  8. Che Hitler abbia ottenuto il potere legalmente e poi abbia rovesciato tutto a partire dall’incendio del Reichstag, è vero. Su Mussolini non saprei: se consideri il mandato di formare un governo da parte di Vittorio Emanuele III una forma “liberal-democratica”, allora… (tu hai parlato di DOPO essere eletti, ma Mussolini, pur eletto deputato insieme a 35 seggi, non era a capo d’alcuna coalizione di governo, mi sembra, e dall’analogia che proponi con Hitler mi pare proprio che puntassi a dire questo, la stessa Docente poco informata di cui sopra sbroccò all’udire della presa di potere tramite elezioni, non sull’elezione in sé in quanto deputato…ma probabilmente non conosco bene la materia, chiedo per questo a Veltins, se può, di darmi una mano, anche in privato)…
    Per il resto, certo, sono a conoscenza di quanto dici, ma mi pare partiamo da due prospettive totalmente diverse: per te, date le basi, cioè le basi che vedi tu, non è da escludere che Chavez possa trasformarsi in un neo-Pinochet o comunque in un dittatore, o non escludi che nei fatti già lo sia e che ne scopriremo le macchinazioni tra qualche decennio. Io vedo la situazione dal punto di vista opposto, e vedo un indigeno, come indigeno è Evo Morales, a presiedere una Nazione dell’America Latina, vedo che ha l’appoggio di più del cinquanta per cento della popolazione che più volte lo ha sostenuto e vedo che si è comportato impeccabilmente a livello del rispetto istituzionale. Vedo questo e mi fido delle fonti cui attingo. Se per te è l’opposto, pazienza, probabilmente hai ragione tu e tra vent’anni mi ricrederò, tuttavia, ora, da queste premesse, tu prendi la Storia del Novecento come maestra, io prendo il futuro come possibilità: due punti di vista diversi, che forse ci fanno giungere a due conclusioni diverse. (Fattore determinante di questa divergenza può ben sicuramente essere il fatto che io sono un deficiente e tu no, non lo escludo.)
    Condordo con gli esempi che hai fatto, l’URSS in primis – su Cuba mi astengo per incompetenza mia – (anche se già con Kruschov Stalin venne sputtanato) e nemmeno penso sia tutto rose e fiori il governo di Chavez:
    ritorno al motivo per cui ho postato l’articolo e ribadisco, il che è una percezione personalissima, che Chavez parla una lingua diversa, e altri insieme a lui nel SubContinente, e ragiona secondo una logica e un piano diversi. Per cui ribadisco e non rimangio che non considero il Venezuela una dittatura, nè ‘squallida’ la proposta referendaria perché vi era proposto la possibilità di rielezione illimitata, cioè la possibilità di essere scelti dal popolo come guida del Paese, punto. Non elezione a vita. Non l’impossibilità di altri governi, non la negazione della minoranza o dell’opposizione. Ma questa era solo una parte del testo, i venezuelani si sono espressi anche sul resto della proposta, un piano ventennale di radicale riforma del Paese, se il 51% è stato contrario, ben il 49% dei votanti è stato favorevole. Ritornando allo squallore: dopo le elezioni vinte, Chavez esordì con la battuta che se neanche quella volta l’avessero riconosciuto, avrebbe fatto approvare un decreto che lo tenesse in carica fino al 2031. Non è successo, era una battuta dovuta al clima nel Paese, tutt’altro che limpido. Paradossalmente, anche l’affermazione del No è stata un risultato favorevole: in questo modo i votanti contrari, facenti capo per lo più alla destra reazionaria, razzista e milardiaria, hanno confermato la Costituzione del 99, finora non riconosciuta proprio da quella opposizione politica. Tuttavia capisco la diffidenza che provi verso Chavez, non sei solo. (Aggiungo solo che i dubbi che nutri verso la degenerazione del potere di Chavez, erano gli stessi nutriti per Daniel Ortega, sandinista marxista e amico di Castro che, dopo aver ottenuto il potere con la Rivoluzione, cioè le armi, venne poi eletto presidente nell’84 ma quando al successivo vaglio elettorale fu bocciato…bé…il marxista guerrigliero se ne andò a casa, punto.)
    Per la pietà che mi dimostri, ti sono grato, poiché pietà dovrebbe essere l’umana postura verso l’umanità e ogni altra cosa. Tuttavia, mi pare di capire che il Person of the Year non è destinato a chi fa più parlare di sé, ma a chi è considerato for better or for worse, …has done the most to influence the events of the year, cioè chi (o cosa) nel bene o nel male ha maggiormente influito sugli eventi. Nel 2001 Bin Laden sarebbe stato patinato per aver fatto crollare le Torri e ‘cambiato il mondo’ (a quel che si sente dire in giro, a quel che alcuni dicono la gente percepisca). E ciò spiega anche Hitler, Stalin, e Khomeini, ma anche la Terra stessa. Se pure valesse la prima ipotesi, cioè dello sparliccìo, il cicaleggio gossipparo globale, sarei contento che Chavez, un politico del Terzo Mondo, sia stato scelto e abbia vinto la concorrenza di Shakira, Paris Hilton, Beckam e dell’Isola dei Famosi. Però che sia stato proposto vuol dire un benemerito cazzo, credo, se i lettori on line del Time non l’avranno scelto solo per il gossip non ricordo più con chi, la Campbell?, ma questo vorrebbe dire sapere quali sono state le intenzioni dei votanti, quali ragionamenti hanno seguito, etc etc, dati, in ogni caso, che si potranno leggere a proprio modo, tanto è facile andar di conto di questi tempi.
    Ritorno al mio parere, vediamo le cose in modo inconciliabile, spero però che, al di là dei timori di tutta la stampa occidentale, si sia compreso che quella proposta non era di per sé squallida, né che era un’elezione a vita e che si poneva l’attenzione su tutt’altra vicenda su cui, credo, sarà necessario ritornare nei prossimi giorni.
    Saludos

  9. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    Non ho nient’altro da aggiungere. Fondamentalmente hai ragione: nessuno dei due può saperne più dell’altro riguardo a quello che avviene effettivamente in Venezuela. Diciamo che tu vedi il bicchiere della dittatura mezzo vuoto ed io mezzo pieno. Quindi non c’è da contrastarsi più di tanto riguardo al personaggio politico, men che meno per quanto concerne l’uomo in sé: i miei e i tuoi discorsi parlano di un potenziale dittatore o potenziale ottimo presidente.
    Solo una precisazione su Mussolini. E’ giusto quello che hai detto. Il Duce ricevette da Vittorio Emanuele III l’incarico di formare un nuovo governo e, presentatosi davanti alla camera per ottenere la fiducia, potè riscuotere tranquillamente circa il 75% di voti favorevoli. Questi voti favorevoli da chi provenivano? Dai suoi compagni di partito (liberamente eletti dal popolo), ma anche dai componenti di altri gruppi parlamentari (anch’essi liberamente eletti dal popolo). Giuridicamente non c’è nessun broglio: non è altro che un modo tutt’oggi contemplato dalla prassi italiana per risolvere i problemi di crisi parlamentare (il Capo dello Stato sceglie se procedere a nuove elezioni o conferire il nuovo incarico a qualcheduno). E non si può nemmeno obiettare che quel 75% di voti favorevoli fosse dovuto alla paura dei suddetti deputati (le camicie nere non erano ancora pienamente operanti, Matteotti se ne stava ancora vivo e vegeto e il futuro Duce non aveva fatto altro che marciare su Roma e la cosa in sé aveva poco da intimorire poiché, se quelle messe in campo erano tutte le forze mussoliniane, erano davvero scarse per far impallidire l’esercito italiano). Alle successive elezioni di qualche anno dopo, è vero che le camicie nere si preoccuparono di convincere coi loro metodi tutti i cosiddetti “indecisi”, ossia quelli che non figuravano militanti in altri partiti o iscritti et similia. Ma, a prescindere da questo, ottenne il 65% dei voti… un risultato strabiliante, specchio di un’Italia che aveva voglia di cambiare, che vedeva illusoriamente nei fascisti la possibilità di riscattarsi economicamente e politicamente a livello internazionale, dopo le delusioni della Grande Guerra. E, comunque, se pure broglio c’era stato, non se ne sapeva nulla. Va detto a mio sfavore, però, che molto contribuì anche la legge Acerbo, emanata ad personam (anzi, ad partitum) dal governo provvisorio giusto prima delle elezioni. Conclusione: MUSSOLINI SALI’ AL POTERE CON LE ELEZIONI, proprio come aveva detto, pur avvalendosi di un italiano da quinta elementare, la tua collega universitaria (e, forse, spero, se la magnifica Docente le avesse dato il tempo di approfondire il suo discorso, si sarebbe spiegata anche meglio, approfondendo tutti i prodromi della vicenda).
    Riguardo a Daniel Ortega… se ci riferiamo allo stesso Ortega (sempre che non sia l’ex calciatore doriano), sapevo che fosse stato eletto un bel po’ di anni dopo il suo attivismo nella guerriglia nicaraguense, quando ormai aveva già dismesso le armi da tempo. Comunque conosco poco il personaggio e prendo per buone le tue parole su di lui.
    Saludos para ti!

  10. 16 febbraio 2009

    Il referendum per la modificazione della Costituzione ha avuto il seguente risultato:
    54,3% favorevole,
    45.6% contrari.
    Le forze bolivariane hanno ottenuto un’importante affermazione. Entra a far parte
    dell’ordinamento istituzionale la possibilita’ di candidarsi ripetutamente alle cariche pubbliche elettive.

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