sueño

di Ottavio Sellitti

Ti saluto stamane
alta bionda smilza
dai capelli corti
___sfiorano tondi il collo
ed occhi d’un blu
cui si smarriscono le stelle
assieme ai pesci, lucenti.

Ti salutai stanotte
______________in sogno
eri per strada, in una strada
con palazzi di mattoni gialli
mi guardi, io son preso
e perso mi ritrovo nella musica
venuta da un ragazzo
seduto su un muro
________di mattoni gialli
con una scatola nera in mano
batte il tempo,
___________lui,
_____________con la testa,
e tu coi tuoi fianchi ondeggiavi
_____la gonna lunga color cobalto
ed io obbediente ai tuoi occhi
_____seguo i fianchi, palmo contro stoffa
l’altro palmo aperto ti copre cinque
_____vertebre e vibrano
mentre annusa la mia bocca
lo stormo in volo
tra il monte del collo
____l’orecchio
______e il colle del mento
ombreggiato da nuvole bionde
portate dal vento che la musica
____(direttrice d’orchestra)
suggerisce ai fiumi montagnosi
_____della Corsica
e ai fiumi carnosi
_____del tuo petto,
_______segnato dai passi dei pastori
_______transumanti
_______e dai movimenti delle loro pecore,
e ti stringo, tento con le braccia(arti)
a deviarti l’equilibrio dell’orbita
e un kalpa passa
e l’ellisse è completo
e io lo chiamerei mondo.

Scendiamo ossequiosi quel tanto
che basta alla legge di gravità, quel tanto
che basta a mischiare
i terremoti che ci scontravano
ai movimenti (più piccoli)
della Terra.

Nel fondo ormai
___quando i miei confini
____sono i confini
_____disegnati dalle tue insenature
______bagnate dal mare
_______delle labbra, attirate
_______roje tra rubie crini alle labbra
_______identiche(e identici) senz’altro
_______all’acqua
_io e te ___l’idrogeno,
l’ossigeno__l’incontro
mossi da equilibri che vennero
prima di noi e per esser dopo di noi
sono in noi! e siamo noi!
vortichiamo
_________in un giroscopio
fermi.

la luce o troppa pace spezza el sueño

mattino porta il dubbio
chi sei? non so
ballo sul rasoio:
il passo falso,
lo sguardo a un ricordo,
musica nota lontana,
selciato tempo fa’ calpestato,
mi assorbon nel buio
che scruto volentieri.

chi sei non so.
mi manchi.

15 commenti

  1. Non Chiamarmi Orfeo · · Rispondi

    Mi spiace essere così drastico ma la poesia non mi piace per niente, l’ho letta, la prima volta, senza conoscere la tua precedente produzione e non mi ha dato niente, poi ho letto i tuoi precedenti: mi ha fatto quasi schifo. Scrivi sempre le stesse cose, una poesia d’amore della peggior specie; trita e ritrita. E non provare a fare (come hai fatto nei post precedenti) a fare il nome di Umberto Poli, non ci provare proprio con me, non attacca: era un secolo fa era diverso, era un vero poeta.
    Cambia strada, è un consiglio

  2. marcaragno · · Rispondi

    Come odio le persone che non si firmano. E’ facile nascondersi dietro lo schermo di un computer.

  3. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) x giuliano · · Rispondi

    E perché dovrebbe firmarsi? …Mica l’ha minacciato di morte! Ha espresso un giudizio e dato un consiglio. Potrà essere deprecabile o meno, ma non ha fatto nulla di più. Non ha dimostrato di mancare di coraggio, non firmandosi.

  4. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    Giuliano non c’entra niente, ovviamente.

  5. marcaragno · · Rispondi

    Tu sei un altro che si nasconde, quindi è ovvio che prendi le sue parti. Voi anonimi siete un’accolita tanto vigliacca quanto insulsa. E’ facile sparare col capo coperto da un passamontagna.

  6. francescaprea · · Rispondi

    Ieri, ad uno spettacolo teatrale, ho sentito di anonimato, ora non vorrei entrare strettamente nel merito delle vostre diatribe, nè prendere le parti dell’una o dell’altra posizione, ma da colei che si estranea il più delle volte, mi sento di dire che una firma ha meno valore di nulla( soprattutto in poesia), le parole dicono da sole che si sappia o meno della voce che le pronuncia, della mano che le scrive.
    E sul valore della parola ci sarebbe da discorrere per tempi definitivamente indefiniti.
    ora che il caro “non chiamarmi orfeo” abbia dato consigli, pareri o altro(minaccie di morte!) poco importa, il messaggio che ottavio e tutti noi leggendo abbiamo recepito è chiaro di per sè, a cosa servirebbe una firma?
    Sbardiamoci di queste identità superflue, discerniamo il celebre dal letto,il compiuto da colui che compie.
    Il mio discorso è molto più sottile di quanto sembra, il leggere tra le righe basta a fare un pensiero-parola manifesto.
    Lasciate, a chi lo desidera, di celarsi dietro la parola.

  7. marcaragno · · Rispondi

    Francesca, inserire il proprio nome significa esporsi, mettersi in gioco, al di là dei contenuti. Mica è un caso che in questo sito i commenti più ‘pesanti’ provengano – quasi tutti – da gente che non ha un volto e nemmeno un nome, avatar che si aggirano sulla rete solo per sfogare i loro deliri e sbollire le loro paturnie quotidiane, gente che fa di siti come questo solo una ringhiera da cui sputare sulla testa dei passanti.
    Sbarazzarsi del proprio nome e commentare in anonimo significa offendere l’interlocutore, mancargli di rispetto. Chi parla con chi?
    Il commento di ‘non chiamarmi orfeo’ è tutt’altro che un commento: non c’è un’analisi del testo, ma solo un florilegio di insulti all’autore – compreso l’invito a cambiare strada.

  8. francesca · · Rispondi

    Caro Marco, mi dispiace che tu non abbia inteso ciò che volevo dire, eppure mi sembra di averlo premesso. Non intendevo entrare nel merito del commento, il mio discorso, ribadisco, è più sottile di quanto sembra. Cerca di non fermarti a ciò che scrivo, ma scendi in profondità. Il mio era un intervento per parlare di parola e di poesia-parola, e non del commento o del nome di chichesia, non so se prima sono stata, mio discapito, equivoca, spero che ora la mia posizione sia più chiara. Se preferite azzuffarvi vi lascio fare, ma io mi ritiro.
    francesca.

  9. marcaragno · · Rispondi

    Ho capito perfettamente che volevi estendere il tuo discorso ad un tema di gran lunga più interessante dei commenti che ci hanno preceduto, anche se questo non mi sembra il contesto adatto.
    Sono comunque pronto ad ascoltarti ed ad aprire un dibattito sul valore della parola. Se vuoi uscire ‘fuori traccia’ ed inaugurare una discussione seria, stabiliamo delle coordinate.
    Sarò pure deficiente, ma non riesco a leggere tra le righe e a risponderti a tono se i confini della discussione – almeno fino a mezz’ora fa – erano ben altri.

  10. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) x marcaragno · · Rispondi

    Caro marcaragno, dici che io sono un altro anonimo. Ma, per me, anche tu lo sei. Sei un marcaragno qualunque. Che cambierebbe se ti dicessi come mi chiamo, cosa faccio nella vita o quanti anni ho? Non conosco personalmente nessuno di voi e quindi non potrei nemmeno temere di essere vilipeso per strada o altro. Magari io sono di Zermatt e voi di Vojvodina Novi Sad. Oppure siamo vicini di casa ma non lo sappiamo. E allora? Che cambia? Nessuno qua (tranne rare eccezioni) critica la fisicità o la vita comune degli utenti, ma soltanto quello che scrivono o, al massimo, le idee che esternano o che lasciano percepire. La critica, ben costruita o costituita da meri insulti, è pur sempre una forma di critica e, quindi, non c’è nulla da nascondersi. E poi sei tanto convinto che, di persona, non direi le stesse cose che dico “col capo coperto da passamontagna”? A mio avviso, dunque, la tua polemica è sterile quanto fuori luogo. Per non dire oltremodo qualunquista.

  11. marcaragno · · Rispondi

    Ma hai esaurito il lessico? Dai a tutti del qualunquista. Intanto l’uomo ‘qualunque’ qui sei solo tu. Sin dai primi commenti, io ho avuto sempre la bontà di firmarmi. Tu ti sei presentato da anonimo e nella tua vita virtuale – forse anche in quella reale – morirai da anonimo.
    A differenza tua che ti rigiri la frittata riempendoti la bocca con una retorica da quattro soldi – trita e ritrita per giunta -, parto da un dato di fatto che tengo a ribadire: tutti i commenti più offensivi o poco ‘politically correct’ sono sempre partiti da persone sconosciute e per di più senza un nome o una firma che permettesse di identificarli. Se tu hai difficoltà, come altri, a spendere il tuo nome su questo blog e hai preferito, sin dall’inizio, nasconderti nell’anonimato, significa che non hai il coraggio di esporti per quello che sei, ma che al contrario ami costruirti un avatar, una maschera personale dietro cui nascondere il tuo vero volto.
    In sostanza non cambia nulla, mi stai dicendo? Può darsi che avresti detto le stesse cazzate e avresti fatto tanta gazzarra anche presentandosi col tuo vero nome. Ma allora perché non firmarti, perché nasconderti e prenderci tutti per il culo spacciandosi sim(anti)paticamente per Aristarco? Sei sicuro che quell’idiota che batte la tastiera e scrive qui sopra sia sempre tu?

  12. marcaragno · · Rispondi

    P.s. Direttamente dal de mauro paravia:

    Critica: attività intellettuale che, in base a particolari concezioni estetiche, mira a chiarire, esaminare e giudicare le opere artistiche e letterarie: c. d’arte, teatrale, cinematografica etc

    Il commento ‘non chiamarmi orfeo’ sembra un attività ben poco intellettuale, fondata su ‘dubbi’ criteri estetici – personali ma indimostrati -, e soprattutto poco mirata a chiarire, esaminare e giudicare l’opera di ottavio. Soprattutto nella parte finale, la pseudocritica mossa al testo si è trasformata in una critica alla persona.
    Una critica è una critica, non un insulto, caro wc. Non mischiamo le carte, non giochiamo con i significati. Con la tua eristica non andrai molto lontano.

  13. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    Partendo dal presupposto che non ho mai voluto difendere le pseudo-teorie portate avanti da “Non chiamarmi Orfeo” e confermando la mia idea da altre parti esposta che ognuno ha il diritto di dire quello che vuole, fermo restando il principio di motivare, dietro richiesta, quello che si è detto (concetto che andrebbe spiegato ad un certo Giuliano), non è colpa mia se “qualunquista” è la prima parola che mi viene in mente di fronte a comportamenti così diffusi. Alla prima frase detta da un anonimo, giusta o errata che sia, s’inneggia subito al fatto che l’anonimo in questione trovi il coraggio di dire certe cose perché “si nasconde dietro ad un computer”. Al riguardo, ribadisco la mia idea che il tuo intervento era fuori luogo, in quanto non c’è bisogno di particolare coraggio per giudicare l’operato di una persona. La “paura” potrebbe sorgere nel momento in cui bisognerebbe criticare aspramente un amico o prendere in giro qualcuno per una sua deformità fisica o per qualche suo trascorso burrascoso. E’ vero, come hai notato, che i commenti più aspri provengono dagli “anonimi”. Ma, probabilmente, la ragione non è quella che ricerchi tu. Probabilmente, azzardo, i “conosciuti” (cioé “quelli che si firmano”) non hanno, LORO, il coraggio di criticare coi giusti toni (magari un po’ accesi) l’operato degli ALTRI “conosciuti” (forse per il timore di venire poi criticati a loro volta oppure per il timore di dover poi litigare con un amico). Io non so quali rapporti intercorrano tra i vari “firmati” del blog. Quello che so è che, dal mio punto di vista, per me siete tutti uguali, nel senso che non conosco nessuno di voi, né alcuno di voi conosce me. Quindi, non cambierebbe assolutamente nulla se mi firmassi con nome, conogme, codice fiscale ed indirizzo. Se anche lo facessi, per gli altri utenti resterei un nome come un altro. E, comunque, non mi mancherebbe il coraggio di dire quello che penso. Anche perché non credo di avere a che fare con degli Stalin o degli Hitler che, al minimo dissenso, sparano a vista: non avrei ragione, né io né gli altri “anonimi”, di nasconderci dietro ad un computer. Potrei averla se cominciassi a dire che uno di voi è cornuto, che uno di voi è brutto da fare schifo o che uno di voi ha qualsiasi altro difetto, ma non è nel mio stile offendere con colpi così bassi e gretti. Ergo, evita queste demagogie da due soldi, che, paragonata alla mia retorica da quattro soldi (che, d’altronde, lo è SOLO PER TE e non mi sembra nemmeno “trita e ritrita”, se proprio lo vuoi sapere… vabbè, sono opinioni), perde di brutto nel confronto.
    P.S.: non vedo il motivo per cui la mia debba essere “eristica”. Mi sembra inutile colpirti coi tuoi stessi mezzi, citando dizionari, ma sai bene (spero) cos’è l’eristica: io non parlo di dati oggettivi, certi, ma di opinioni, per cui non puoi accusarmi di fare uso dell’eristica. Mi sa che sei proprio tu quello che, col suo modo barbaro di attaccarsi ai particolari insulsi dell’agire umano, non andrai molto lontano.

  14. marcaragno · · Rispondi

    Questa è una delle tue rare risposte che riesce, almeno in parte, a convincermi delle tue ragioni. Non a caso, il mio non era un attacco diretto esclusivamente nei tuoi confronti, ma era una critica sul malcostume – molto diffuso sul web e anche su questo blog – di commentare, sboccare, attaccare, insultare senza che l’utente si qualifichi o renda nota la sua identità. In fin dei conti di quest’atteggiamento ti sei reso ‘colpevole’ anche tu, sebbene, nel tuo caso specifico, non cambierebbe nulla rivelare la tua identità, poiché nessuno a quanto pare ti conosce e ti ha mai visto in giro.

    p.s.l’eristica al mio paese è quell’atteggiamento sofistico di portare avanti una ragione fino alla fine, anche se sbagliata, facendo appello al proprio armamentario verbale o alle proprie capacità persuasive. Insomma secondo l’eristica puoi ‘far prevalere la tua tesi anche se falsa(de mauro paravia)’. In diversi occasioni mi pare tu sia ricorso ad essa negando l’evidenza dei fatti. Ma, in tutta onestà, non mi va di questionare anche sulle tue sofisticherie per aprire l’ennesima polemica. Fa’ conto che non abbia detto nulla.

  15. LVDC (il cui vero nome è Aristarco) · · Rispondi

    Non credo di aver mai negato l’evidenza dei fatti su questo sito. Oppure vuoi azzardare l’idea anomala che mi hai conosciuto in passato e abbiamo affrontato altre discussioni ed io l’avrei rimosso?

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