Poesia dell’estate e dei cuori

di Carlo Brio

Un palazzo vecchio in una strada
Un cortile vecchio in un palazzo
Fantasmi che giocano in cortile

Le croci le hanno assegnate
Una per il tuo orecchio
Una per il tuo occhio
Una per la tua mano
Una per il tuo cuore

Non avrei voluto cominciare così
L’inizio era un sole di giugno
Ancora a venire
Era i cani di una strega
E qualche promessa da racimolare
Nella mano chiudere a coppa
E soffiarle nel tuo orecchio, le promesse,
ingenue bianche, di quelle che sono perditempo,
un se resti, se non vai, fino ad almeno,
ma ogni promessa nasce da una croce
ogni lacrima, che è una promessa,
nasce da una croce, ogni croce
è una promessa.

Il tuo cuore elefantino, il tuo cuore:
amaramente la scodella
sul marmo al mattino.

Il tempo, il tempo, dammi tempo
dammi per aggiustare, aggiustare:
poi che si prova, si prova sempre,
il tentativo è il tentativo estremo.
I campi coltivati d’estate bruciano.
Brucia l’estate la casa del ritorno.

Le piaghe dei visi, i coralli
conto, ormai pure piccole le ho per famiglia
Le mie le tue le sue

A cuori intrecciati da radici segrete
Un’unica ferita da baciare
Benedire
Comprendere

2 commenti

  1. giocolierediparole · · Rispondi

    Complimenti!

  2. non male. Togli qualche virgola, soprattutto a fine verso.
    Non male veramente.

    AnnaR.

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