Prossimanza ad Amore

di Carlo Brio

Sono le parole diventate insufficienti, come colto da soffocamento improvviso, immerso in un fluido più denso che i polmoni non sanno filtrare, piantato in strati profondi sono, pure se non so quanto, dove le parole non viaggiano con identica velocità, anzi rinculano, tornano da dove sono nate, dove vorrebbero essere state non nate, in un cullìo che ancora non so gestire, dove ansia e gioia confondono in una lieve pressione del petto, che accelera verso un sorriso e uno sguardo per un mondo capovolto, e bello, per una visione serale che è: bella – e il resto non c’entra più, il centro è divenuto uno, e sono le parole diventate insufficienti.
Torna la seconda telefonata lunga.
Assiso dove siamo assisi contempliamo la possibilità del silenzio.
Immagina l’alba sui picchi della cordigliera andina, immagina la comparsa per processione del sole, la luce che sfenestra le tenebre, immagina l’armonia degli elementi dopo le lotte titaniche di cui fosti testimone dalla rosa dei non nati, guarda, guarda il sole e i suoi cani: prendi la benedizione sulla fronte e sul viso, t’illumina la luce il sorriso che dischiudi, le labbra guardale colorate dopo la paralisi greca, ch’era solita mutare in ghigno incompreso, e per il collo bianco come la neve del picco più alto la pace si distende per essere raccolta: nel bacio.
Tenerezza.
Oh, tenerezza!
Poiché, se devo collocarmi, presso di te sto, io, che nel calore del Namib…
Poiché non è spavento dirmi dove sto, poiché sto imparando le rotte sulla sabbia d’un ovale minuscolo, circonfuso d’una biondura salina che ristora e ricompatta l’ossa, che, per natura, di calcio sono poche, rotte che segno e disfo col gesto d’un dito, che m’insegnano dove io sto, la maga presso cui il mio apprendistato s’è iniziato, poiché la magia, che non è di questo mondo, non è davvero scomparsa, e l’apprendiamo come s’apprende, silenzio dopo silenzio, il silenzio.

Un commento

  1. marcaragno · · Rispondi

    Bella lettura, Carlo. Apprezzato anche il linguaggio e le suggestioni ‘stilnovistiche’.

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