Paul Celan – Quanti astri, a noi…

Quanti astri, a noi,
dati. Io ero,
allorché ti guardai – quando? –
ero fuori, fra
gli altri mondi.

Oh queste vie, galattiche,
oh questa ora, che sospinge
fino a noi le notti
a gravare sui nostri nomi. Non è
vero, lo so, che noi
vivessimo, c’era soltanto
un cieco respiro che andava
tra Laggiù e Non-Qui e Talvolta;
sfrecciava, cometa, un occhio
verso una terra estinta, nelle forre
dove andava a spengersi, e lì stava,
mammella superba, il tempo,
in cui, in su e in giù
e oltre, cresceva ciò
che è o fu o sarà -,

io so,
io so e tu sai, noi sapevamo,
non sapevamo, noi lì
c’eravamo, e no,
e talvolta, se puramente il Nulla
stava fra noi, sapemmo andare
a un perfetto incontro.

Paul Celan, da Die Niemandrose

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