Per questo

di Marco Aragno

Per questo siamo stati, per non perdere
il vizio di ricordare
per dare i nostri nomi alle strade,
mettere gli infissi alle porte
quando s’oscura il cielo sulle case.
Ma questa mattina traspare
con un chiarore di cellula
sulla nostra vita.
Ogni volto si riapre
con la stessa pace – esula
nel colore atteso. Tu mi guardi
trascorsa da questo tempo
E ti accendi nella forma di sempre.
Dietro le cose nulla agita il vento.
Solo la luce traversa le nostre mani.

3 commenti

  1. bella bella, marco

  2. francescaprea · · Rispondi

    Molto bella la poesia, marco, forse il migliore dei pezzi da te pubblicati su questo sito.(il resto non posso saperlo, sarebbe come giudicare una parte del tutto, ammesso che esista un tutto, un uno, un niente, ammesso possa essere legittimo un giudizio: ma questo è un’altro discorso)Belle le immagini, luminose, il lessico morbido ed incisivo allo stesso tempo( bene accompagna il contenuto) Per il resto…palese l’impronta montaliana: “dietro le cose nulla agita il vento” suona come ” forse un mettino andando in un’aria di vetro,/arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:/il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro/di me,con un terrore di ubriaco.”( o almeno è quello a cui per istinto, evocazione, sono ricondotta)Ad ogni modo complimenti e buon lavoro.
    francesca

  3. marcaragno · · Rispondi

    Cara Francesca, ringrazio te e carlo per il commento. Mi fa piacere che abbiate gradito.
    Montale. Forse che sì che forse che no. La poesia è del lettore, per carità. Puoi vederci quello che vuoi. Di sicuro Montale è il punto di confluenza di tutta la poesia del ‘900, e quindi anche il nostro punto di partenza. Ma nei miei versi, almeno nelle intenzioni, non ho voluto assolutamente condannarmi ad una riproposizione del suo pessimismo di ricetta leopardiana. Anzi, nel mio piccolo e modesto mondo, ho cercato un superamento. ‘Luminosa’ hai detto. Lo dovrebbe essere anche nei risvolti. Il vento che non agita le cose, è un vento che non distrugge, che non scompiglia. Le cose sono lì, intatte, cristalizzate nell’attimo, sottratte ad ogni divenire.

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