Majakovskij – A Sergej Esenin

Voi ve ne siete andato,
___________________come suol dirsi,
________________________________all’altro mondo.
Il vuoto…

_________Volate,

_______________fendendo le stelle.
Senza un acconto,
_______________senza libagioni.
Sobrietà.
No, Esenin,
__________questo
________________non è dileggio, –
in gola
______ho un groppo di pena,
________________________non un ghigno.
Vedo
_____che con la mano recisa, esitando,
dondolate il sacco
_______________delle vostre
_________________________ossa.
Smettetela,
_________cessate!
________________Siete matto?
Lasciarsi
________imbiancare
__________________le guance
__________________________dal gesso mortale?
Proprio
______voi che
____________sapevate sbizzarrirvi,
come nessun altro
_______________a questo
______________________mondo.
Perché,
______a che scopo?
______________L’incertezza ha provocato scompiglio.
I critici borbottano:
________________«Le cause
sono queste
__________e quelle,
_________________e in specie
__________________________lo scarso affratellameto
per effetto
_________della molta birra e del molto vino».
Si dice
______che se aveste sostituito
_________________________la bohème
__________________________________con la classe,
la classe avrebbe influito su di voi
__________________e non vi sareste più accapigliato.
Già, come se la classe
__________________spegnesse la sete
________________________________col «kvas».
La classe
________anche lei non scherza nel bere.
Si dice
¬¬______che, a mettervi accanto
_________________________qualcuno di «Na postù»,
sareste diventato
______________assai più bravo
___________________________nel contenuto:
voi
___avreste scritto
_______________al giorno
_______________________centinaia di versi
stucchevoli
__________e lungagginosi,
_______________________come Doronin.
Ma, a parer mio,
______________se si fosse avverata
___________________________una tale incongruenza
vi sareste soppresso
_________________ancor prima.
Meglio infatti
____________morire di vodka
che di tedio!
A noi
_____non sveleranno
__________________i motivi della perdita
né il cappio
__________né il temperino.
Forse,
_____ci fosse stato
________________inchiostro all’«Angleterre»,
non avreste avuto ragione
_____________________di tagliarvi
_______________________________le vene.
Gli epigoni si rallegrarono:
______________________«Imitiamolo!»
Poco mancò
__________che un drappello di loro
______________________________non facesse di sé giustizia.
Perché
______aumentare
_______________il numero dei suicidi?
Meglio
______accrescere
_______________la produzione d’inchiostro!
Ora
____per sempre
______________la lingua
______________________è chiusa tra i denti.
È inopportuno
____________e penoso
____________________coltivare i misteri.
Il popolo,
________creatore del linguaggio,
ha perduto
_________un reboante
___________________sbornione apprendista.
E c’è già chi porta
_______________rottami di versi in suffragio
da precedenti
____________esequie,
___________________quasi senza rifarli.
Nel tumulo
_________conficcano
___________________pali di ottuse rime, –
è così
_____che bisogna onorare
______________________un poeta?
Per voi non è stato sinora
_____________________fuso alcun monumento
– dov’è
______il bronzo squillante
______________________o il granito a faccette? –
e già ai cancelli della memoria
_________________________poco per volta
____________________________hanno ammucchiato
le ciarpe delle dediche
___________________e delle ricordanze.
Il vostro nome
____________nei fazzolettini è moccicato,
Sobinov sbava
_____________la vostra parola
e canticchia
___________sotto una betullina stenta:
«O amico mio,
_____________né un so-o-o-spir».
Eh,
____poter discorrere altrimenti
con codesto
__________Leonid Lohengrinyč!
Potersi qui levare,
_______________tonante attaccabrighe:
«Non vi permetto
_______________di cincischiare
___________________________i miei versi!»
Poterli
______assordare
______________con un fischio a tre dita
contro la nonna
______________e Dio, la madre, l’anima!
Perché si disperda
_______________l’inettta marmaglia,
gonfiando
_________come vele
__________________un nuvolo di giacche,
perché
______alla spicciolata
___________________Kogan se la batta,
storpiando
_________i passanti
__________________con le picche dei baffi.
Finora
______il canagliume
__________________s’è poco diradato.
Molto è il lavoro,
_______________occorre fare in tempo.
Bisogna
________dapprima
_________________trasformare la vita
E, trasformata,
____________si potrà esaltarla.
Quest’epoca
___________è difficiletta per la penna.
Ma ditemi
_________voi,
____________sciancati e sciancate,
dove,
_____quando,
____________qual grande si è scelto
una strada
________più battuta
_________________e più facile?
La parola
________è un condottiero
_____________________della forza umana.
March!
______Che il tempo
_________________esploda dietro a noi
______________________come una selva di proiettili.
Ai vecchi giorni
______________il vento
_____________________riporti
solo
____un garbuglio di capelli.
Per l’allegria
___________il pianeta nostro
_________________________è poco attrezzato.
Bisogna
_______strappare
_______________la gioia
______________________ai giorni futuri.
In questa vita
___________non è difficile
_______________________morire.
Vivere
______è di gran lunga più difficile.

.

(1926)

di Vladimi Majakovskij, Trad. di A.M. Ripellino

2 commenti

  1. marcaragno · · Rispondi

    Ho sempre difficoltà a confrontarmi con la poesia russa in generale. Non perché non l’aprezzi in sé ma per l’atipicità – e quindi, se vogliamo, l’originalità – di questa tradizione rispetto a quella italiana. C’è un’aura di maledettismo che l’avvicina più ai simbolisti francesi che non ai poeti di casa nostra, anche per la passione civile e lo scontro frontale con la società che contraddistinguono esperienze come quelle di Esenin o lo stesso Majakovskij. Un universo letterario da esplorare, senza dubbio, che privilegia l’asprezza al patetismo, la prosasticità affabulatoria alla brevitas ermetica.
    Finiti gli ‘studi’ sulla lirica italiana del ‘900, ci ritornerò su sicuramente. Grazie del pezzo.

    1. Bragioli · · Rispondi

      Riascoltare “Bene! Quattro modi di morire in versi”. Interpretato da Carmelo Bene. La poesia russa appare, gloriosa e disperata

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