[…]doppio viaggio(sogno?) / ad occhi ben aperti e fermo

di Ottavio Sellitti

I

A notte angelo del mattino
buio diavolo della mente
sotto il sole chiaro.

II

il sole è annunciato da una stella
le stelle sono chiare meno del sole
ma del sole sono più
e le vorresti contare
ma non sono mai numeri
e si confondono nei loro nomi

i nomi delle stelle sono antichi
antico è chi le ha nominate

le stelle,
vestigia sulla terra
di qualcosa che non è
più grande
più piccolo
più vicino
o più lontano

le stelle,
vestigia sulla terra
dello sguardo (antico) di bestioni pelosi
che, ____ sulla terra,
____stesi
nel punto più in
_____________basso,
sentirono l’oltre
e un brivido
dalla testa
lungo la schiena
che era nell’istante prima
curva
nell’istante
ora
ritta!
lungo ogni vertebra
anche la più nascosta
che sempre
i brividi trovano
e vibrano
fino nelle punte delle loro dita
con pollici opposti
ma in accordo
con l’accordo
suonato dall’________infinito________ cielo
nei loro cervelli
scoperti menti,
fino alle viscere
nascoste da una
cauta natura
sotto peli
e pelli
e grasso
e muscoli,
fino ai piedi
che erano
nell’istante prima
arti,
fino ai battiti
più veloci
del cuore
nascosto da una
cauta natura
sotto peli
e pelli
e muscoli
e ossa
(uno in meno
-si dice –
nei maschi)

cuore che era
nell’istante prima
pompa di rosso sangue
nell’istante
ora
emozione immersa
in sangue rosso

III

Rossi sono i capelli
tuoi e di mia nonna
e io accarezzo i tuoi
e il mio bisnonno
quelli di mia nonna
e le diceva
-Gesù è nostro,
l’hanno rubato,
l’hanno tradito,
ascolta:
Bestemmiano,
loro-
e d’oro aveva la fede
attorno al dito
e rossa aveva la fede
nel cuore
per la prima gli hanno dato
un cerchio di ferro
per la seconda gli hanno dato
botte, sangue e un viaggio premio.

Si chiamava, il mio bisnonno, Arturo
e quella stella
(la più bella)
si chiama Arturo
– è lì! cangiante-
-dove?-
dici
-ne vedo tante-
la indico
e tu non fissi
il mio indice
e io fisso le stelle
nei tuoi occhi

IV

I tuoi occhi che cercano
una rotta sotto il cielo.

V

Ai tuoi occhi accosto i miei
e li guardo
negli occhi miei
che sono negli occhi tuoi
perché ti guardo e ti chiedo
se questo doppio viaggio(sogno?)
ad occhi ben aperti e fermo
non valga
la caravella sul mare di acqua e sale
la carretta su strade di sabbia e terra
l’Apollo(tuo fratello) su cieli di stelle ed etere,
e se le luci
che stanno dietro i nostri occhi
non siano più forti
degli alti fari sul mare
dei fuochi degli accampamenti
della (tua) luna bianca nel cielo del mondo.

7 commenti

  1. Nelle sale fresche e silenziose della biblioteca delle Oblate ho letto von grande piacere e sottile commozione la tua poesia. Contina il tuo lavoro e assapora ogni sensazione…

  2. otto…senza.parole…bravo…

  3. Caro Ottavio,
    la tua poesia mi ha commosso, ma….
    impariamo a stare lontani dalle blande emozioni che possiamo provare noi uomini del nostro tempo che, a volta senza consapevolezza, siamo immersi nei privilegi. Possa ricordare tu e chi legge la tua poesia che le scelte del tuo bisnonno, furono scelte di vita dolorosissime, che colpirono in maniera inesorabile la sua famiglia.
    Un grazie per le tue parole.

  4. Bellissima poesia!! Complimenti! Ma a questo punto la curiosità nasce spontanea…qual’è la storia del tuo bisnonno??

  5. Cara Ilaria, il mio bisnonno Arturo Picariello fu uno di quei napoletani che tentarono di ricostituire una cellula del Partito Comunista durante il fascismo, per questa sua azione, questa sua voglia, questa sua necessità, fu arrestato e condannato al confino sull’isola di Lipari, dove fu in sguito raggiunto dalla famiglia e visse molto duramente le conseguenze delle sue azioni e idee(perchè ci sono idee che richiedono azioni).
    A Valentina dico che le scelte di Arturo, per quanto abbiano condannato al dolore lui e la propria famiglia, sono le scelte che rendono la vita Vita, quelle responsabilità dinanzi alle quali sarebbe difficile (moralmente parlando) sfuggire, dei doveri che derivando da idee ben incastonate nella propria coscienza forse rendono la loro evasione peggiore e più penosa della punizione subita, questi sono gli Uomini, gli Italiani, non quelli che per quieto vivere si iscrivevano al partito e poi, strappata la tessera all’alba del 25 aprile, andarono a riempire di oltraggi il cadavere di Mussolini prima e poi fondarono la nostra nazione democratica e cristiana.

  6. Non solo il confino, Arturo Picariello fu anche imprigionato per vari mesi e sua mogle Fausta con i suoi due bambini rimase non solo in preda nel dolore, ma anche totalmente priva di mezzi.

  7. Caro Ottavio, la condotta del tuo bisnonno desta,naturalmente, immediata adesione e stima,specialmente tra noi ragazzi. Riflettendoci più cautamente,però,le riserve che mi è parso di leggere tra le righe del commento di Veltins hanno tutta la loro legittimità. Se non sbaglio era stato Tacito a mettere in luce la vanità a cui,per lo più,è destinato il martirio. L’idealità di certo rende l’uomo tale, ma la vita, se anche nutrita e sublimata dalle idee, resta in sostanza concreta e reale. Avviene che l’idea possa venire a contrapporsi alla vita stessa, e a quel punto la scelta radicale tra l’una e l’altra non è scontata. Se è vero che è giusta in entrambi i casi, paradossalmente è vero anche il contrario: in entrambi i casi è ingiusta.

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