Nel paese delle meraviglie (Chiaiano)

di Ilaria Mariano

[l’immagine è stata presa qui, si possono vedere chiaramente le schiere di camorristi e frange violente che portano avanti la proteste]

Ci mancava solo la pioggia fuori stagione a rendere effettivo il traguardo più avanzato del processo nichilista che sta investendo la città di Napoli. Tonnellate d’acqua si sono riversate nell’ultimo fine settimana su città e, soprattutto, periferie asfissiate dalla monnezza in accumulo da più di una settimana. Non può essere ormai troppo lontana l’ora estrema in cui la Napoli – Fenice sarà chiamata, ancora una volta, a dimostrare di saper rinascere dalle proprie ceneri. Intanto il peso dell’emergenza confluisce tutto sul territorio di Chiaiano e Marano (quello destinato, per l’appunto, al deposito delle ceneri), nella periferia nord di Napoli. Nell’attesa dei risultati dei carotaggi in corso nelle cave, in base ai quali si deciderà definitivamente riguardo la costruzione della discarica, la monnezza, la grande parassita, alleandosi alla pioggia, altro nemico storico di Napoli, sfrutta la forza motrice degli allagamenti per conquistare spazi, invadere, occupare. Un venerdì notte catastrofico per le strade di Marano: tombini ostruiti dall’immondizia, allagamenti con tanto di rifiuti galleggianti, circolazione completamente bloccata nelle strade principali, cassonetti che nel loro scivolare sulle acque investono macchine e quant’altro. Gli effetti mattutini: strade distrutte per gli allagamenti ed invase in ogni angolo dall’immondizia in festa, e la sensazione di un tuono come una voce:<<Che discarica sia!>>.

Eccoci al dunque: La Discarica.
E’ da mesi che assistiamo alle proteste tenaci di popolazioni che accolgono l’annuncio della costruzione di una discarica nei propri territori come un terribile cataclisma. E’ da mesi che ascoltiamo pareri, dibattiti, promesse di garanzie da parte dello stato. Ma non c’è soluzione: il compromesso con le popolazioni campane si è rivelato un traguardo sempre più lontano. La parola discarica continua a generare proteste in tutto il territorio.
Ormai anche il più disinteressato all’argomento avrà avuto modo di assicurarsi il raggiungimento di alcuni punti fermi: le discariche sono una fase imprescindibile nel processo di smaltimento dei rifiuti (anche un sistema di raccolta differenziata prevede, in una fase ultima, l’accumulo di rifiuti non riciclabili in una discarica), discariche costruite a norma di legge non sono dannose per le popolazioni circostanti e si trovano in tutte le città del mondo.
Sono le argomentazioni, legittime, su cui poggiano le condanne, di stato e politica, alle proteste campane. A non essere legittimo è il semplicismo con cui si approccia la questione.
Qualora il terreno dovesse risultare adatto, la situazione di Chiaiano non si presenterebbe troppo diversa, a quanto pare, da tante altre in Italia. Nella trasmissione di Santoro si faceva l’esempio di una discarica situata nel pieno centro di Roma, a pochi km dalla quale sembrerebbe operante addirittura una tra le maggiori imprese agricole del paese. I cittadini di Chiaiano, come tutti gli altri,
sarebbero, dunque, mossi unicamente da un allarmismo eccessivo e disinformato.
Mai verità fu più parziale.

Si è parlato di fiducia nelle istituzioni. Lo stato ha chiesto un atto di fiducia verso le sue capacità di gestione e controllo. Ma questa richiesta su chi ricade? La gente a cui viene chiesta fiducia è la stessa che ha assistito, anzi ha vissuto sulla propria pelle, le ultime “meraviglie” made in Italy. Non si può credere che un terremoto distruttivo, come lo scandalo rifiuti a Napoli, possa essere d’un tratto cancellato dalle coscienze di cittadini che ne hanno ancora sotto gli occhi le macerie. Il paese delle meraviglie è riuscito ancora nella realizzazione dell’inverosimile. Questa gente, che d’improvviso ha assistito all’ accumulasi di tonnellate di spazzatura nelle proprie strade,ha visto venire a galla, gradualmente, fatti che rasentano il grottesco. Grottesca è l’epopea per la costruzione del termovalorizzatore di Aversa, l’attestazione che le ecoballe accumulate e pronte all’incenerimento non sono altro che normale spazzatura, le inchieste su una collusione tra amministrazione e camorra che avrebbe permesso lo sversamento nelle discariche di materiale nocivo, per non parlare di quanto è stato detto sulle discariche abusive che avrebbero avvelenato le campagne del casertano. Sono dati che non possono essere spazzati via e che sono spie di un andazzo che ancora non fa nulla per smentirsi. Non ci si può non chiedere perché dopo la prima emergenza rifiuti nulla è stato fatto per avviare un sistema di raccolta differenziata. E’una gestione che risulta incomprensibile e che non può permettersi di chiedere fiducia . I cittadini di Chiaiano hanno assistito, a poca distanza, ai disastri delle discariche di Villaricca e Qualiano. Non può stupire che lottino contro l’estensione della metastasi ai propri territori. E uno stato che appare improvvisamente promettendo garanzie e tutele fino ad ora mai attuate non può pretendere credibilità. Verrebbe da chiedersi, ai modi dello scrittore (che tra i primi ha smascherato i traffici illeciti di rifiuti tossici per mano della camorra), <<quando tutto questo succedeva, dove eravate?>>.
E viene in mente quanto si racconta, con dolore, nel celebre libro dello scrittore, Gomorra. Parliamo di luoghi dove vige un ordine diverso dal resto del paese, dove la latitanza dello stato è divenuta, ormai, abitudine per una popolazione che ha imparato a identificare l’istituzione con l’inefficienza, il malfunzionamento, lo sperpero, la corruzione e collisione alla malavita. E’ con queste qualificazioni che oggi lo stato chiede fiducia. Come può stupire lo scetticismo che ottiene in risposta?! La condanna semplicistica delle proteste è l’ennesima beffa!

Eppure, come dice qualcuno, “la monnezza non ce la possiamo mangiare”. Perché l’emergenza trovi finalmente risoluzione è necessario individuare una discarica che raccolga i rifiuti almeno per i due anni necessari (ma siamo sicuri?) al completamento del termovalorizzatore di Acerra e all’avvio della differenziata. Chiaiano appare l’unica soluzione.
Mentre la politica all’unanimità va dispensando vaghe rassicurazioni e garanzie, il governo minaccia la repressione dell’esercito.

L’accesso alla cava di Chiaiano è ostacolato, dai manifestanti, per via di un presidio permanente situato proprio all’ingresso del comune di Marano. E’ qui il cuore della protesta, quello che ha assistito agli scontri con la polizia. A questa gente il governo chiede fiducia attraverso la minaccia. La via della presenza concreta ancora non è imboccata. Lo stato pretende una credibilità che ancora non si impegna a guadagnare fornendo alle paure risposte concrete. Non bastano gli appelli alle norme di sicurezza vigenti: sono le stesse norme eluse e calpestate in passato. Si prendano provvedimenti di controllo sulla nuova discarica nuovi, credibili, reali, che non si limitino ai soli due anni previsti per il riempimento ma si estendano oltre. Lo stato si impegni ora ad impostare un nuovo rapporto che possa costruire nel tempo una fiducia che oggi è vano chiedere.

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