Alla mia nazione di Pier Paolo Pasolini

[è raccomandato l’ascolto della recitazione di Vittorio Gassman]

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

di Pier Polo Pasolini [Da: La religione del mio tempo, Garzanti, Milano, 1961]

2 commenti

  1. baldacchini,baldracche tra le genti nate da una storia senza ci-viltà, senza storia in alcuna parola o gesto dis-piegato tra un costume e un altro, oltre uno stretto d’acqua ci nasce uguali, diversi, innesti di questa o quella razza:noi, tutti, senza che nessuno possa dichiararsi puro. Né noi né ogni nostra idea altro non è che ria teo-rea. ferni

  2. Gladiatorum · · Rispondi

    Feudi, feudini, mafie e accordi sottobanco….alla faccia del benessere dei cittadini; questa è l’Itaglia

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