Vinia

di carlo Brio

Su un deserto ovale
come l’occhio che vede
l’aria d’un altopiano andino
con la palpebra calata,
ti incontro piantato nelle quattro
impronte –
ciò che non si vede da lontano è dove siamo –
ti interrogo, occhio di sfinge,
le tigri mastine azzannano
l’anno nuovo della mia schiena
come arabeschi parziali,
figure pietrose saltano intorno
a farfalle monacate,
taci e ci contiene
il silenzio di questa bolla
che profonda sta tra
una stella e una stella
uno spazio e uno spazio.
Solo si sentono i nostri
Fiati.

Un commento

  1. Meursault · · Rispondi

    Di grande spessore ritmico, come sempre. E di grande impatto, di grande potenza le immagini. Forse un po’ leziosa in certe scelte lessicali, secondo me.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: