Gomorra Fragmentation, per una lettura

maledizione

– la merce ha in sé tutti i diritti di spostamento che nessun essere umano potrà mai avere.

– Nessuno chiedeva, tutti constatavano che merci non soffrono il caldo e questa era condizione sufficiente per non spendere soldi in condizionatori.

– “Euro, dollaro, yüan. Ecco la mia triade.”

– Profitto, business, capitale. Null’altro. Si tende a considerare il potere che determina certe dinamiche e allora lo si ascrive a un’entità oscura: mafia cinese. Una sintesi che tende a scacciare tutti i termini intermedi, tutti i passaggi finanziari, tutte le qualità d’investimento, tutto ciò che fa la forza di un gruppo economico criminale.

– “Questi qua sono tutti pregiudicati. Spaccio, furti, ricettazione, rapina…qualcuna fa pure le marchette. Non c’è nessuno pulito. Qua più ne muoiono, meglio è per tutti…”

– L’organizzazione criminale coincide direttamente con l’economia, la dialettica commerciale è l’ossatura del clan.

– Il clan non impone con l’intimidazione il prodotto che decide di “adottare” ma con la convenienza.

– Sconfitti nel potere economico significa immediatamente sconfitti nella carne.

– “Rione Terzo Mondo, non entrate”

– “Fare un pezzo”: un’espressione mutuata dal lavoro a cottimo, l’uccisione di un uomo equiparata alla fabbricazione di una cosa, non importa quale. Un pezzo.

– “Fatemi uscire da qua!…Diteglielo al masto!”

– Qui lavorare come garzone, cameriere, o in un cantiere è come un’ignominia. Oltre ai soliti eterni motivi: lavoro nero, ferie, e malattie non pagate, dieci ore di media al giorno, non hai speranza di poter migliorare la tua condizione. […] Questi ragazzini imbottiti, queste ridicole vedette simili a marionette da football americano, non avevano in mente di diventare Al Capone, ma Flavio Briatore, non un pistolero, ma un uomo d’affari accompagnato da modelle: volevano diventare imprenditori di successo.

– Bisogna invece riuscire a capire se qualcosa è rimasto. Questo vado a rintracciare. Cerco di capire cosa galleggia ancora d’umano; se c’è un sentiero, un cunicolo scavato dal verme dell’esistenza che possa sbucare in una soluzione, in una risposta che dia il senso reale di ciò che sta accadendo.

– Il peggio che raccontano è lo scarto del peggio. A Secondigliano molti cronisti credono di trovare il ghetto d’Europa, la miseria assoluta. Se riuscissero a non scappare, si accorgerebbero di avere dinanzi i pilastri dell’economia, la miniera nascosta, la tenebra da dove trova energia il cuore pulsante del mercato.

– Puoi collocare tutto in un casellario di senso che lentamente ti costruisci, ma gli odori, quelli non possono essere irrigimentati, ci sono.

– Le occasioni qui non capitano, ma si strappano coi denti, si comprano.

– [il Kalashnikov] È il vero simbolo del liberismo.

– Comprare mitra, sparare, consumare persone e cose, e tornare a comprare.

– Michail Kalashnikov…porta con sé l’imperativo quotidiano dell’uomo al tempo del mercato: fa’ quello che devi fare per vincere, il resto non ti riguarda.

– Le armi sono l’estensione diretta delle dinamiche di assestamento dei capitali o dei territori, il mischiarsi di gruppi di potere emergenti e di famiglie concorrenti.

– Parlava di Cosa Nostra come di un’organizzazione schiava dei politici, incapace di ragionare in termini d’affari, come invece facevano i camorristi casertani. Per Schiavone la mafia voleva porsi come anti-Stato, e questo non era un discorso da imprenditori.

– Non esiste il paradigma Stato-anti Stato. Ma solo un territorio in cui si fanno affari: con, attraverso e senza lo Stato:

– Imprenditori. Così si definiscono i camorristi del casertano: null’altro che imprenditori.

– Francesco Schiavone Sandokan, Michele Zagaria e il clan Moccia erano i più importanti soci di Cirio e Parmalat in Campania.

– Se la camorra fosse tutto il potere non ci sarebbe il suo business che risulta essenziale nel meccanismo dello scalino legale e illegale. In questo senso, ogni arresto, ogni maxi processo, sembra piuttosto un modo per avvicendare i capi, per interrompere fasi, piuttosto che un’azione capace di distruggere un sistema di cose.

– La costituzione dovrebbe mutare. Scrivere che si fonda sul cemento e sui costruttori.

– Ti sfogliano lentamente. Una foglia al giorno, fin quando ti trovi nudo e solo a credere che stai combattendo con qualcosa che non esiste, che è un delirio del tuo cervello. Inizi a credere alle calunnie che ti indicano come un insoddisfatto che se la prende con chi è riuscito e per frustrazione li chiama camorristi. Giocano con te come con lo shangai. Tolgono tutte le bacchete di legno senza mai farti muovere, così alla fine rimani da solo e la solitudine ti trascina per i capelli. È uno stato d’animo che qui non ti puoi permettere. È un rischio, abbassi la guardia, non riesci più a comprendere i meccanismi, i simboli, le scelte. Rischi di non accorgerti più di niente. E allora devi dare fondo a tutte le tue risorse. Devi trovare qualcosa che carburi lo stomaco dell’anima per andare avanti. Cristo, Buddha, l’impegno civile, la morale, il marxismo, l’orgoglio, l’anarchismo, la lotta al crimine, la pulizia, la rabbia costante e perenne, il meridionalismo. Qualcosa. Non un gancio a cui appendersi. Piuttosto una radice sotto terra, inattaccabile. Nell’inutile battaglia in cui sei certo di ricoprire il ruolo di sconfitto, c’è qualcosa che devi preservare e sapere. Devi essere certo che si rafforzerà grazie allo spreco del tuo impegno che ha il sapore della follia e dell’ossessione. Quella radice a fittone che si incunea nel terreno ho imparato a riconoscerla negli sguardi di chi ha deciso di fissare in volto certi poteri.

da Gomorra, di Roberto Saviano

6 commenti

  1. Meursault · · Rispondi

    Pezzo forte. Spero di ‘risponderti’ presto con la mia recensione.

  2. ke palle pero cn sta camorra……..

  3. eppure, qui, non si parla di camorra.

  4. costello · · Rispondi

    io preferire “cotton club”,lucky luciano,bonanno,niente a vedere,AL CAPONE

  5. Ho appena terminato di leggere Gomorra, i discorsi, le discussione li lascio agli altri, ciò che a me è rimasto è la Morte che gronda da ogni pagina del libro.
    Ed è la Morte a volte quotidiana, dai risvolti così raccapriccianti che deve farci riflettere sul concetto di Legalità.
    Comunque un grande libro, scritto da un uomo coraggioso.

  6. Oggi pomeriggio a Fahrenheit su Radiotre è cominciata una maratona spontanea di lettura da parte degli ascoltatori in cui ognuno legge 10 righe di Gomorra. Uno dei tanti modi per essere vicini a Roberto Saviano dopo le rinnovate minacce di morte nei sui confronti.

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