Lucio Battisti: Hegel

di Pasquale Panella e Lucio Battisti


Ricordo il suo bel nome: Hegel Tubinga
ed io avrei masticato
la sua tuta da ginnastica.
Il nome se lo prese in prestito dai libri
e fu come copiare di nascosto,
fu come soffiare sul fuoco.
Cataste scolastiche: perché?
Quando tutto è perduto non resta che la cenere e l’amore;
e lei nel suo bel nome era una Jena.
Chi di noi il governato e chi il governatore
son fatti che attengono alla storia.
Chi fosse la provincia e chi l’impero
non è il punto:
il punto era l’incendio.
Erano gli esercizi obbligatori estetici,
le occhiate di traverso, e tu guardavi indietro;
c’eravamo capiti, capiti all’inverso.
Ci diventammo leciti per questo.
D’altronde, d’altro canto.
A volte essere nemici facilita.
Piacersi è così inutile.
Un bacio dai bei modi grossolani
sfuggì come uno schiaffo senza mani.

Talmente presi ci si rese conto
d’essere un’allegoria soltanto quando
ci capitò di dire, indicando il soffitto col naso,
di dire “Noi due” e ci marmorizzammo.
La corda tesa, amò l’arco
e la tempesta la schiuma,
il cuore amò se stesso,
ma noi non divagammo.
L’animo umano è nulla se non è
una pietra da scalfire ricavando
i capelli e il suo bel piede.
Era la collisione, il primo scontro epico,
perché non scritto ma cavalcato a pelo,
ed ognuno esigeva
la terra dell’altro,
le mani, la terra, la carne, il terreno.

Hegel 1994

4 commenti

  1. le canzoni di battisti sono da ascoltare. tutte!
    :)

  2. Le canzoni le inizio a capire dopo molti ascolti, quando la melodia diventa familiare e le parole escono assieme dallo stereo e dalla mia memoria. Allora fatta mia la parte esterna (la musica e le parole cantate) mi si schiudono a poco a poco alcuni possibili interpretazioni, delle visioni, delle ispirazioni, delle storie, immagini. Così immaginando parto per idee e a volte mi pare di capire la canzone, ovviamente quel che io vedo mi rimane sempre ammantato di dubbio (dubito molto delle mie capacità esegetiche) in questo caso però non credo di sbagliare molto (potrei anche farlo) se penso che Pasquale Panella sia riuscito benissimo a tradurre un sistema filosofico in una canzone(d’amore!)

    Hegel, intento com’è a fare girotondi attorno a Platone che indica il cielo ed Aristotele che accenna alla terra, non dovrebbe aversene troppo a male alla notizia che le sue idee hanno trovato ottima espressione non negli Stati o nei Popoli ma nella guida alla voce di Lucio Battisti e di aver contribuito non al circolo ma al punto (che era l’incendio)

    Ciao

  3. quando pensavo di aver finalmente capito il testo, ecco che arrivi tu a rovinarmi tutto…
    :) eh eh

  4. mary_pri.pri · · Rispondi

    ragazzi se qualcuno potrebbe aiutarmi..mi servirebbe un analisi del teso di questa canzone e in genere i collegamenti filosofici…
    porto battisti e in particolare hegel all esame di maturita
    aiutatemi!

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