Die Welle (L’onda)

di Silvana Fiori

Ho visto “Die Welle” (L’onda), un film di Dennis Gansel uscito in Germania il 13 marzo (remake del film per la Tv “the Wave” del 1981 diretto da Alexander Grasshoffe) basato sull’esperimento che nel 1967 un insegnante della Cubberley Highschool di Palo Alto in California aveva condotto con i suoi studenti per spiegare i meccanismi alla base di una società nazista: “The third Wave“. Aveva deciso di mettere in atto nella sua classe un esperimento, creando un movimento immaginario di cui si era fatto leader indiscusso basato sulla disciplina, la forza e l’esclusione di chi non sottostava alle regole.

Il film è però ambientato in una scuola di una immaginaria città tedesca. La scuola diventa il laboratorio per un esperimento in cui centinaia di studenti vengono trasformati in membri di un’ideale società nazista

Reiner Wenger, un insegnante di Sport e Politica deve tenere un corso sull’autocrazia. Il tema dittatura annoia gli allievi che cominciano a lamentarsi “‘Uffa, ancora con la dittatura! Basta!”. Ciò non dipende da una loro mancanza di interesse, ma piuttosto dal fatto che i ragazzi credono di sapere tutto del nazismo.

Essi sono dell’opinione che una dittatura non sia più possibile in Germania. Al professore viene allora l’idea di fare un esperimento pedagogico.

Gli studenti non gli devono più parlare con il tu, ma devono rivolgersi a lui con il lei, chiamandolo Herr Wenger e devono alzarsi in piedi quando vogliono dire qualcosa. Subito si annunciano disciplina, concentrazione, unione, accompagnati da massime come ” La disciplina rende forti” e “La comunità rende forti”.
Una sorta di ‘uniforme’, jeans e camicia bianca sottolineano il sentimento di appartenenza. Chi non partecipa viene emarginato. Il nuovo movimento viene chiamato ‘L’ondata’. Subito c’è il ‘saluto onda’, i ‘logos onda’ in tutta la città, una propria Homepage, un blog e feste per i membri, quelli che la pensano in un altro modo vengono tagliati fuori.

Ma quando uno studente si offre come guardia del corpo di Rainer e il torneo di pallanuoto degenera in una rissa Il professore capisce che l’esperimento è finito fuori controllo.

Solo: chi riuscirà ora a fermare ‘l’ondata”? A interrompere l’esperimento?

Il film funziona, malgrado le figure stereotipate. Il malvisto outsider che si distacca e diventa quasi un folle omicida, il simpatico sportivo che viene da una famiglia sfasciata e cerca ardentemente il calore dell’ambiente familiare della sua ragazza e dei suoi comprensivi genitori, la ragazza intelligente di buona famiglia che sicura di sé rifiuta il trend. I protagonisti sono ragazzi non appariscenti, discreti che non hanno niente a che fare con il neonazìsmo né con i picchiatori di destra, ciononostante vengono risucchiati in questo vortice. Chi prima nella classe non era nessuno, ora fa il gradasso, il solido Ordnung dopo poco tempo segue altre regole, in alto ci sta chi partecipa al movimento, sotto chi non partecipa.

Il dilemma “come funzionerebbe oggigiorno la seduzione di un leader” viene risolta dal regista con bravura. Molto precisamente pone l’accento verso l’individualizzazione che lascia il singolo sempre più solo, con l’inclinazione verso il gruppo, con il desiderio di conformità e mostra le possibilità di abusi e la manipolazione di questi nostri istinti.

Conclusione: attenzione all’obbedienza estrema all’autorità! Chi ha la certezza di essere immune da una tale emozione, in questo film gli viene tolta, viene privato di tale certezza.

Spero che questo film arrivi anche in Italia.

9 commenti

  1. ricopio da ilprimoamore:

    L’eccezione o la norma?

    «In questa storia, si usano le parole per nascondere quel che è accaduto e ancora può accadere. Si dice: Raffaele era un bullo. Non lo era. Si dice: è un delinquente. Non lo era. Si dice: è solo una mela marcia, è un caso isolato. È falso che sia la sola mela marcia del cesto, il caso non è isolato ma addirittura, nella sua assurdità, ordinario. Si dice: la politica non c’entra. E invece, c’entra, eccome, se politica è l’odio per il diverso, se politica è un’ideologia diffusa là fuori che legittima chi vuole liberarsi di chi non è uguale a te, per colore della pelle, per convinzioni, per religione, per la lunghezza dei capelli. Tutto questo ha un nome: razzismo, xenofobia. Se si usano le parole appropriate, le ragioni della morte di Nicola – e di quel ha combinato Raffaele con i suoi amici – saranno evidenti. È quel che dovreste fare: chiamare le cose con il proprio nome.»

    (Giuseppe D’Avanzo, “Raffaele e le anime nere di Verona. Educazione di un neonazista“, La Repubblica, 08/05/08.)

    Pubblicato da s.baratto il 08-05-08

  2. anonimo · · Rispondi

    Tutto questo deve far meditare; a questo mondo non c’è proprio nulla di scontato. La libertà conquistata col sangue dai nostri padri deve esserci sempre a cuore.

  3. Camilla · · Rispondi

    E spero anch’io che questo film arrivi in Italia. Dovrebbero farlo vedere nelle scuole per insegnare ai ragazzi a stare attenti a ogni falsa seduzione.

  4. Vivo fra l’Italia e la Germania e dopo la lettura di quest’articolo andrò sicuramente a vedere il film di cui ho già sentito parlare e spero comunque che il film arrivi anche in Italia.
    Intanto grazie a Silvana Fiori per questo input.

  5. una profe · · Rispondi

    Interessante… avverto e sperimento quotidianamente
    i rischi dell’autoritarismo, e mi piacerebbe che qualcuno mi desse la possibilità di vedere il film e riflettere, magari insieme a ragazzi/e. Grazie della segnalazione.

  6. Federica · · Rispondi

    Posso permettermi una critica?
    L’esperimento non ha niente a che vedere col nazismo. Attenzione ai facili paragoni…

  7. interessante!per caso uscirà anke in italia?

  8. […] gli viene tolta, viene privato di tale certezza. Spero che questo film arrivi anche in Italia. Die Welle (L?onda) Linutile __________________ […]

  9. ce l’ha fatto vedere il prof di storia.
    Bel film devo dire, ma forse un pò esagerato.

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