Hai visto mai la Luna?

di Ottavio Sellitti

Hai visto mai la luna
sorgere rossa dal mare, di sera
sui giardini lucenti di lucciole
quando vola per l’aria
di una piazza il profumo
di quei fiori non ancora limoni?
Hai mai accordato il sonno
sul grano biondo nel bacio del sole
al mobile frinir delle cicale?
Hai assaggiato tu mai
carne arrostita da un fuoco di faggio
sedendo su pietre tra
foglie e legnetti che sanno di terra
e che terra saranno?
Hai mai riempito le tue mani nude
con neve fredda di nessun calore
col vento che ti taglia
la faccia e ti fa sentire le ossa
e il colore che hai nel petto tuo?

Se si allora non ti meraviglierai
se una notte d’inverno un viaggiatore
nella stazione che è una selva oscura
di pilastri e persone,
insieme ad uno perso
nel mezzo del cammin della sua vita,
e a quello che passeggia
per gli orti al meriggiare,
e a quello che combatte
i mori e le greggi e i mulini a vento,
e anche a quello che è ancora
lì a vivere on the road
with his friend who has seen the best mind of his
generation destroyed
by madness, starving hysterical naked
,
e a quello che è cieco
ma vede e sa del manto del giaguaro
il complesso disegno,
e a quello che è sceso
dal treno con una grossa valigia
portata per dover seguire l’uso,
e a quello che ammoniva
Carpe diem quam minimum credula
postero
alla ragazza Mente-chiara,
e a quello che ha raggiunto
un posto che si chiamasse “anarchia”,
e ai tanti ancora occhi nella folla,
siederà ad ascoltare
dalla bella zingara bocca d’oro,
che potrebbe chiamarsi Shahrazàd
la storia di Eva e della sua mela.

11 commenti

  1. complimenti otto!!!
    sono molto felice per te, per la carriera letteraria da te intrapresa. Sei riuscito a capire cosa veramente hai da sempre amato.
    saluti Mario

  2. Carriera non è proprio il termine che mi piaccia di più per definire ciò che faccio…ciò che sono; ti ringrazio comunque molto per i complimenti e per aver connesso te al progetto Linutile.
    Ottavio

  3. Bravo. Veramente bravo. Ho letto una decina tra poesie e racconti stasera, ma solo questa mi ha colpito (evitando di commentare gli altri, onde non scatenare altre inutili querelles). Scritta bene, con tanti rimandi storico-letterari (forse a tratti un po’ troppo ostentati), tratta una tematica che mi ha sempre affascinato. Purtroppo come ideologie siamo agli antipodi, ma devo ammettere che è molto bello quello che hai scritto e che ho letto stasera. Solo due appunti, che potrai considerare o meno: mi è sembrato troppo lungo, rispetto agli altri autori, il riferimento a Ginsberg, e poi hai sbagliato la scrittura del nome della narratrice del ciclo delle Mille e una Notte. Ma, a prescindere da queste quisquilie (un particolare che ha disturbato la mia lettura e che magari a te piacerà, ed un piccolo errore probabilmente di digitazione che t’invito a correggere), è un bel componimento.

  4. Ringrazio LVDC per i complimenti e per la correzione al nome, era tale nelle mie orecchie di bambino e tale quindi è nella mia memoria, in ogni modo è stato corretto.
    Per quanto riguarda quelle che tu chiami querelles la linea del sito è di accettare ogni commento, specie quelli critici, ovviamente se si tratta di critiche costruttive, pertanto aspetto altre tue parole.
    Ciao
    Ottavio

  5. Silvana F. · · Rispondi

    Ho apprezzato la tua poesia, soprattutto la prima parte. Bella e musicale, e in un componimento poetico penso che abbiano un’importanza fondamentale la pregnanza delle parole e il loro suono.
    Troppe esplicite citazioni letterarie nella seconda parte, secondo me.

  6. Le esplicite citazioni mi parevano necessarie per testimoniare l’unità dell’uomo tanto nelle sensazioni stagionali date dal rapporto con la Natura della prima strofa che nella condivisione e conoscenza di quel che altro uomo ha per lui prodotto, ovvero nelle sensazioni date dal rapporto con se stesso.

  7. Poesia felice, un inno alla vita, anche a quella vita sotterranea, che ognuno si porta dentro senza saperlo.
    Concordo che le citazioni della seconda parte possono apparire un po’ ostiche, ma basta leggerle qualche volta in più per poterle”digerire” e carpirne la bellezza ed il significato.

  8. Annibale Di Muro · · Rispondi

    Guarda la coincidenza, mentre leggevo la tua poesia il random musicale del mio pc passava “Spunta la luna dal monte” di Bertoli…
    Storie di uomini e di notti.
    Grazie O.

  9. […] (1) in alcuni live De Andrè modificava questo verso, sostituendo alla parola arrivederci la parola Anarchia. […]

  10. marcaragno · · Rispondi

    Mi imbatto per caso in questo testo e lo rileggo con piacere. Resta un adorabile pastiche.

  11. […] in alcuni live De Andrè modificava questo verso, sostituendo alla parola arrivederci la parola Anarchia. This entry was posted in Fono|Grafie and tagged Amico Fragile, amore, chitarra, Fabrizio De […]

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