Risultati elezioni politiche 2008

di Ottavio Sellitti

A chi ha già votato e a chi non l’ha ancora fatto o non lo farà, buona giornata, eccovi le previsioni sui risultati elettorali.

Io ho dato il mio bravo voto inutile e mi sento di pensare e parlare sul 13 e il 14 aprile.

Nella mia analisi non contano nulla i seggi assegnati a chi o a quale cerchietto colorato, per questo leggete altri interventi di altri più autorevoli giornalisti o comici.

Ho intenzione una breve predizione, i reali candidati a vincere queste nuove elezioni sono chiaramente Veltroni e Berlusconi, i restanti, chi davvero e chi con ipocrisia ipertrofica, hanno dichiarato che non perseguiranno vie quali inciuci, unioni, alleanze, incesti, ping pong, teletrasporto e salto nell’iperspazio.

I due reali candidati hanno idee notevolmente simili, sia per quanto riguarda i problemi da risolvere sia per quanto riguarda le soluzioni a questi problemi. Ne segue che chiunque conseguirà l’agognata maggioranza apporterà quei piccoli ritocchi, quelle piccole quantità di stucco che sono necessarie di tanto in tanto per evitare che il baraccone Italia si sfaldi, tuttavia senza sognarsi anche solo di guardare le crepe enormi che ne minano la struttura, per timore di esserne risucchiati.

Le idee diverse come sempre restano fuori dai quadri di comando italiani, gli italiani hanno paura delle novità e sono tanto affezzionati ai loro antichi leader. Quelli che hanno governato negli ultimi 14 anni esattamente sette anni, la metà, ciascuno e che dopo ogni governo riuscivano a scontentare talmente noi cittadini da essere relegati all’opposizione per leccarsi le ferite e gettare bile sulla maggioranza; quelli che hanno da più di un decennio governato uno la Campania (il centrosinistra) ed uno la Sicilia (il centrodestra);
quelli che guardano con occhi lucidi e commossi oltreoceano, sognando il liberismo all’italiana finanziato dalle tasse dei cittadini, senza vedere lo sfacelo delle banche e dei mutui; quelli che pur dopo averci mostrato, per dovere, quache battibecco, hanno deciso insieme di investire 23,5 miliardi di euro nostri (per non parlare delle vite bruciate in tumori o strappate via in un’esplosione) in spese militari; quelli che sono sempre gli stessi e che da un decennio a questa parte hanno condotto l’Italia non solo in ginocchio, ne hanno smantellato la cultura, la sanità, i trasporti, lo spettacolo, il turismo, l’ambiente, il prestigio, la produttività e gli abitanti.

Questi governeranno per 1, 2, 3, 4 o 5 anni facendosi le loro brave leggi, continuando a spendere e spandere quel che noi investiamo nel nostro Paese, che vorremmo investire in noi ed invece finisce chissà dove, forse nelle tasche di quel 10% di Italiani che posseggono la metà di tutta il capitale italiano. Noi se scontenti faremo i nostri bravi scioperi, magari anche qualche corteo e poi, dopo aver urlato ed esserci sfogati ben bene, torneremo a farci i fatti nostri, così campiamo cent’anni.

So da ora che chiunque vincerà tra quache ora le elezioni dirà di vedersela nera e so che noi non la riusciremo nemmeno a distinguere dal buio, soffriremo e lo sfacelo girellerà in giro come piace tanto a lui.

Alla prossima, con dolore, un inutile

[la seconda parte dei risultati, ovvero quella post-elettorale è visibile qui]

12 commenti

  1. Patriota · · Rispondi

    Ha vinto il bene…ora siamo liberi da questi luridi e viscidi rossi di c….o!!!
    RIALZATI ITALIA!!

  2. patriota…la cappella!

  3. Io spero, caro patriota, che tu appartenga ad una ricca famiglia di industriali o imprenditori… arricchiresti, altrimenti, quella (ahimè) ampia schiera di gente che si lascia ingannare da un bel sorriso smagliante e consente, con il proprio voto, che il governo di un paese si trasformi in salvaguardia degli interessi di un singolo. Putroppo la cecità è dilagante. Dai tempi di Machiavelli non è cambiato molto!

  4. […] [la prima parte è leggiblie qui] […]

  5. questo post ha avuto 1015 visite, nessuno ha ribattuto alle cose qui scritte, o sono stati tutti comunisti o i lettori veltrusconiani non hanno motivazioni valide da addurre al proprio voto o se ne fottono altamente.

  6. Patriota · · Rispondi

    Cara Ilaria, ti rispondo dicendoti che provengo da una famiglia operaia e che quando c’era Silvio la mia tasca pesava e si sentiva che avevo qualche euro in più e non come quando c’era il Mortadella.
    Vorrei dire ancora che con il Silvio c’erano sgravi fiscali e io nel biennio 2004-2006 non le ho pagate con la grande riforma: “NO TAX AREA” quindi ti esorto a riflettere.
    Un saluto affettuoso.

  7. Patriota, non dalle poche tasse si vede la validità di un governo; è anche questo un punto importante ma non il solo.
    L’eccessiva leggerezza delle nostre tasche non nasce solo per via delle tasse, questa è una delle componenti ma è impossibile pensare di ridare dignità ai dipendenti solo diminuendo le tasse di qualche punto percentuale, bisogna anche considerare che le tasche sono leggere perchè vi entra ben poco, perchè gli stipendi sono fermi da molto tempo ed alcuno inferiori ai mille euro. Ora presiederà il consiglio dei ministri colui che rappresenta coloro che hanno tenuto in questi anni gli stipendi bassi, le speranze sono rosee davvero.

    ( riguardo il tuo nick vorrei sapere come puoi dirti patriota se poi la personalità politica di cui tessi le lodi è alleata da sempre con quella personalità politica che invece si pulisce il culo col tricolore e vorrebbe dividere la tua italia )

  8. Patriota · · Rispondi

    Caro 8avio,
    mi definisco Patriota perchè credo nell’attuale maggioranza parlamentare che è composta da FI e AN con l’appoggio sincero e leale della Lega Nord e del Movimento per le Autonomie per il Sud di Raffaele Lombardo.
    Sono convinto che questo sarà un buon governo che ridarà agli Italiani il sorriso che Prodi aveva tolto con una politica fiscale che opprimeva i consumi aumentando la pressione fiscale.
    Concludo dicendo che un paese con un alta tassazione va piano e in recessione (come ha specificato il Fondo Monetario Internazionale a proposito dell’Italia); la Lega Nord così temuta ha difeso i lavoratori e gli operai (un esempio: Malpensa) e secondo me dice bene il Senatùr Bossi quando afferma: “Il centro-destra vince. Grazie a noi. Siamo il nuovo partito dei lavoratori.”

  9. La lega è il partito del Nord, si autolimita nel rappresentare una limitata parte di italiani, non potendo comunque fare altro, è impensabile una lega non razzista, non federalista, non xenofoba, non limitata al nord fiero della propria ricchezza creata dal sudore dei meridionali emigrati e dall intelligenti menti imprenditoriali padane.
    Il centro destra effettivamente è il partito dei lavoratori, ma anche delle imprese, io azzarderei maggiormente delle imprese e del gran capitale, e non credo di sbagliarmi. Il crollo del potere di acquisto è un problema grave ma pensare di risolverlo solo diminuendo il prelievo fiscale mi pare una follia. Non pensare che il problema sia nei salari troppo bassi e quindi imputare una parte della colpa alle aziende italiane è un errore. Questo ragionamento andrà avanti ancora per poco poi non ci srà più molto da togliere ed allora l’Italia sarà al fallimento. Le imprese italiane devono capire che la concorrenzialità sul mercato è data anche dall’investire in macchinari e tecnologie all’avanguardia, non solo dal riuscire a tenere basso il prezzo del prodotto (obiettivo che si sposa male con l’alzare i salari) un esempio l’ipod cosa l’ira di dio e anche il doppio o il triplo rispetto ai concorrenti ma nonostante ciò vende moltissimo. Inoltre i Consumi non si fanno senza che i consumatori possano permettersi di consumare e sono coloro che erogani i salari a dover retribuire dignitosamente il lavoro, se Berlusconi esigerà questo dalle imprese italiane avrà i miei complimenti e gli andrò a stringere la mano in groppa ad un asino alato.

  10. era il gennaio del 2006 (per chi ha la memoria corta, al governo c’era ancora berlusconi) quando il senato approvò la proposta di cancellare i reati di “attentato all’integrita e all’unità dello Stato o alla Costituzione” e di “vilipendio alla bandiera”: solo se accompagnati da violenze potranno essere corrisposte detenzione (nel caso della prima) e pena pecuniaria (nel caso della seconda). insomma, l’ultimo governo berlusconi a permesso a bossi di dire pubblicamente di pulirsi il culo con il tricolore: il prossimo gli permetterà anche di farlo senza essere multato?

    l’italiano medio vuole vivere fesso e contento: “ma sì, voto berlusconi perchè mi abbassa le tasse!”. sissignori, certamente: ma per mandare avanti uno stato ci vogliono soldi, e se prodi a suo tempo aumentò le tasse fu perchè la politica fiscale del passato (ed, ahimè, futuro) ministro dell’economia tremonti aveva lasciato i conti in rosso proprio abbassando le tasse. il programma finanziario del governo prodi era a lunga scadenza, ed il suddetto italiano medio è impaziete e vuole tutto e subito: l’aveva sempre detto, “mettiamo in pari il bilancio poi riorganizziamo il peso fiscale”. risultato? quello che ci prepariamo a vivere nei prossimi tempi.

    non oso pensare a cosa ci aspetta: speriamo sia un fuoco di paglia.

  11. Invece per me è un sollievo sapere che posso svegliarmi e pisciare liberamente sul tricolore. Mi piacerebbe ancor di più insozzare con le mie urine un italiano a caso, come il nostro amico patriota figlio di operaio. “Operaio” che bella parola, una puttana di parola, sta bene in bocca a tutti ultimamente.
    Cari italiani continuate a contare gli spicci in saccoccia e se mai l’aveste dimenticato c’ è sempre la lotteria, nel caso vada male potete sempre accendere la Tv. Che belle illusioni, aspettate ancora che il mago faccia uscire il coniglio dal cilindro. Mi fate schifo.

    V.B

  12. da “De la démocratie en Amerique” di Alexis De Tocqueville, 1840.

    “….Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civilità e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri… Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronisrsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo”.

    … qualsiasi altra parola risulterebbe assolutamente superflua ed inutile. AG

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