Un Quadro Indiano Sulla Parete Della Mia Stanza

di Ilaria Mariano

Un passo dopo l’altro, la neve cigola al mio tocco elegante e fiero. L’ombra allungata della mia figura in movimento si alterna alle lunghe tenebre, che si fanno più scure penetrando gli alti busti degli alberi e le loro chiome frastagliate. Furtivo avanzo in un bosco di tenebrosi coriandoli e fari cupi.
Non ti vedo!
Procedo alla cieca, vagabondo nella nebbia, appigliandomi saldo al ghiaccio sotto i miei passi. I miei artigli penetrano nella neve per non perdermi, voglio sentire il mio corpo pesante, il mio pelo più folto e più argenteo perché risalti nelle tenebre.
Sottile insicuro e furtivo vago in un bosco di ombre.
I lunghi alberi coprono il cielo notturno. Nera è la neve, nera è la nebbia, di ghiaccio i miei occhi, poco l’ossigeno e assetati i miei polmoni, bagnati i miei occhi, tremante il mio corpo, e la neve fredda e la notte buia.
Non ti sento!
Si dimena il mio tormento tra questi boschi, e io corro più veloce della notte, penetrando la mia disperazione. Il vento glaciale mi dilania ma non arresta la mia follia, il mio urlo. Corro e sbatto la testa contro le mura della mia vita. Mi riprendo e corro ancora. Corro, fin dove la nebbia diventi musica. Corro. Ma d’improvviso, come se la catena attaccata al mio guinzaglio, tesa, mi trattenesse per la gola, sono costretto ad arrestarmi. Il respiro mi soffoca ma il freddo è divenuto ossigeno che attingo voracemente. Il dirupo si distende pochi metri avanti alle mie zampe, in eterno vuoto, sordo silenzio. Nelle sue profondità il nulla.
Poi alzo gli occhi. Non più cappa di tenebre, la notte diviene grande, avvolgente, e mostra la luna piena, suo trofeo. Allora il mio cuore accelera con i tremiti dei miei arti, mentre i miei occhi oscillano al vuoto, poi alla luna, e al burrone, poi alla notte, al mio uragano, e al silenzio… e poi alle percussioni dentro di me, alle urla dentro di me, agli spari dentro di me,alla vita dentro di me che, impazzita, si dimena e morde le sbarre con i denti. Mentre chiudo gli occhi e alzo il muso alla luna, una lacrima si scioglie e cade nel profondo silenzio, perdendosi.

Uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

Ulula lupo e sciogli la neve con le tue lacrime, dimostra alla notte la tua libertà, raccoglila, fosse anche solo illusione. Spezza le catene con il tuo canto e sii orgoglioso, urla il tuo grido e non temere di farlo.
La tenda velata offusca metà della tua figura, ed io, di tanto in tanto, la scosto e ti ammiro nella tua vittoria, ascoltando il tuo urlo e sentendolo pulsare nel mio stomaco e nel mio petto.

Un commento

  1. sono parole bellissime…non conoscevo questa tua dote… sei molto brava complimenti. Roby

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