Detto poco senza meditazione (II)

(Preparativo per una poesia e un commento)

di carlo brio

a chi sa

Qui è il nulla, e non sono pronto. Fuori e dentro tutto conosco, e non lo vedo più. E per questo cerco, così partiva la caccia come un monaco col suo carico di legname piallato. Cerco qualcuno che mi dica ciò che non esiste, quel che esiste lo conosco da bambino. È da bambino che si impara tutto. Dopo si imparano e dicono solo sciocchezze, mutilazioni che mutilano il cervello, che pure si automutila giacché non capisce che dovrebbe azzerarsi. Zittirsi. Il silenzio non lo apprezziamo, e nemmeno lo disprezziamo, semplicemente lo ignoriamo. Ciò che non voglio ignorare sono io, così mi ignoro di continuo cercando il modo di non ignorarmi. Di essere presente. Chi è davvero presente, quanti sono assenti? Quando sono assente sono presente e quando sono presente sono assente. Non lo capisco nemmeno lo capisci tu, ma non ci capiremo mai se non scendiamo a livelli altissimi, così in alto che sarebbe come in basso, e io e te non ci saremmo, saremmo io e te, solamente, uno e due senza uno e due, saremmo uno e due, senza uno e due, saremmo uno, uno solamente. Impara queste cose, che non significano niente.

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