Nel fuoco del mondo

di Ottavio Sellitti

Di riposo ora sazio
la vena perduta ricerco
e affondo nel fosso
la penna e mi sporco
al gomito, giù mi
immergo nel suolo
saluto le talpe,
onoro i vermi
assiepati operosi su e in un gonfio
corpo morto.
Trovo l’acqua
bagnava i muri di pozzi
ora piena di liquami sozzi
ne bevo grossi sorsi
scorre nella pancia
al braccio
alla penna
del male dell’uomo
alla madre terra
mi inginocchio sul fuoco
nel punto
del centro
del mondo
e piango, ancora,
lacrime lorde di vapor grigio
carezzo il mio cranio rasato
di cicatrici segnato
con dita secche
con unghie strappate
da tenaglie di parole
riusate…

– Uomo
puoi tu di te
a te
chieder perdono?

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