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	<title>Commenti per Linutile</title>
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	<description>Essere un uomo utile mi Ã¨ parso sempre qualcosa di veramente schifoso    C. Baudelaire</description>
	<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 09:41:11 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su Surrealistic Series: Paragraph #1 di Anna Maria Ortese</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2008/06/10/surrealistic-series-paragraph-1/#comment-621</link>
		<dc:creator>Anna Maria Ortese</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 23:06:03 +0000</pubDate>
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		<description>Commento 14:
Neanche io, Vincenzo, quando scrivo una poesia penso di recuperare Montale o Piccini...
AIUTOOOOOO!!!
Piccini chi?
Il poetesso cattolico contemporaneo?
Ma forse ho capito male...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Commento 14:<br />
Neanche io, Vincenzo, quando scrivo una poesia penso di recuperare Montale o Piccini&#8230;<br />
AIUTOOOOOO!!!<br />
Piccini chi?<br />
Il poetesso cattolico contemporaneo?<br />
Ma forse ho capito male&#8230;</p>
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		<title>Commenti su Mare di Anna Maria Ortese</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2008/07/08/mare/#comment-620</link>
		<dc:creator>Anna Maria Ortese</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 23:00:26 +0000</pubDate>
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		<description>?</description>
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		<title>Commenti su Lâ€™ultimo passeggero di marcaragno</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2008/07/14/l%e2%80%99ultimo-passeggero/#comment-619</link>
		<dc:creator>marcaragno</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 12:42:48 +0000</pubDate>
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		<description>Sul labor limae ci sarebbe da discutere:Ã¨ uno dei pochi elementi che, in poesia, possono essere sottoposti ad una vaglio 'tecnico'. Basta leggerla ad alta voce, non dico per apprezzare(il che giÃ  comporterebbe un giudizio di valore), ma semplicemente per accorgersi delle assonanze e del ritmo. 
Che tu non abbia mai visto un autobus inseguire il sole poco importa. Come non avrai mai visto una selva oscura nel mezzo del cammin di nostra vita o l'infinito dal monte Tabor. Vederle davvero, queste cose, sarebbe la morte della poesia. 

Cordiali saluti da Gervasio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul labor limae ci sarebbe da discutere:Ã¨ uno dei pochi elementi che, in poesia, possono essere sottoposti ad una vaglio &#8216;tecnico&#8217;. Basta leggerla ad alta voce, non dico per apprezzare(il che giÃ  comporterebbe un giudizio di valore), ma semplicemente per accorgersi delle assonanze e del ritmo.<br />
Che tu non abbia mai visto un autobus inseguire il sole poco importa. Come non avrai mai visto una selva oscura nel mezzo del cammin di nostra vita o l&#8217;infinito dal monte Tabor. Vederle davvero, queste cose, sarebbe la morte della poesia. </p>
<p>Cordiali saluti da Gervasio</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Commenti su Lâ€™ultimo passeggero di Tonio</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2008/07/14/l%e2%80%99ultimo-passeggero/#comment-618</link>
		<dc:creator>Tonio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 10:05:16 +0000</pubDate>
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		<description>L'ambientazione dell'autobus non mi piace per niente. La poesia manca di labor limae e, in tutta sinceritÃ , non ho mai visto un autobus inseguire il sole.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ambientazione dell&#8217;autobus non mi piace per niente. La poesia manca di labor limae e, in tutta sinceritÃ , non ho mai visto un autobus inseguire il sole.</p>
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		<title>Commenti su Una poesia inglese di Fontan Blog &#187; Una poesia inglese - Il blog degli studenti.</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2008/07/17/una-poesia-inglese/#comment-617</link>
		<dc:creator>Fontan Blog &#187; Una poesia inglese - Il blog degli studenti.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 10:00:41 +0000</pubDate>
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		<description>[...] sconosciuto: [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] sconosciuto: [...]</p>
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		<title>Commenti su Estate (odio l&#8217;estate) di Bruno Martino di Giuliana</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2008/07/17/estate-odio-lestate-di-bruno-martino/#comment-616</link>
		<dc:creator>Giuliana</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 23:26:42 +0000</pubDate>
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		<description>Bella canzone e molto buona l'idea di mettere le tre versioni, con accenti differenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bella canzone e molto buona l&#8217;idea di mettere le tre versioni, con accenti differenti.</p>
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		<title>Commenti su Vago et soffro di Estate (odio l&#8217;estate) di Bruno Martino &#171; Linutile</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2008/04/13/vago-et-soffro/#comment-615</link>
		<dc:creator>Estate (odio l&#8217;estate) di Bruno Martino &#171; Linutile</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 07:57:49 +0000</pubDate>
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		<description>[...] anche struggimento Ã¨ vita, [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] anche struggimento Ã¨ vita, [...]</p>
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		<title>Commenti su Tre metamorfosi - Nietzsche(due in atto ed una in auspicio) di Thelema - Pagina 2 - CoseNascoste Forum</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2008/04/26/tre-metamorfosi-nietzschedue-in-atto-ed-una-in-auspicio/#comment-614</link>
		<dc:creator>Thelema - Pagina 2 - CoseNascoste Forum</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 11:38:06 +0000</pubDate>
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		<description>[...] la Magia) è proprio ciò che hai descritto tu. Per chi non lo ha letto, lo suggerisco vivamente: Tre metamorfosi - Nietzsche(due in atto ed una in auspicio) « Linutile  Thelema    __________________ There is no God but [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] la Magia) è proprio ciò che hai descritto tu. Per chi non lo ha letto, lo suggerisco vivamente: Tre metamorfosi - Nietzsche(due in atto ed una in auspicio) « Linutile  Thelema    __________________ There is no God but [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Dal Premio Luzi Al Futuro Incerto Della Poesia di Meursault</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2008/06/07/dal-premio-luzi-al-futuro-incerto-della-poesia/#comment-613</link>
		<dc:creator>Meursault</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 13:08:33 +0000</pubDate>
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		<description>Ti ringrazio, Filippo, per essere intervenuto. Soprattutto Ã¨ confortante sentirti dire certe cose. Ma, come hai giustamente detto, siamo meno esposti alla parola poetica, o meglio meno sensibili, piÃ¹ sordi alle 'sue sirene'. Io penso che la ragione antropologica-culturale, sulla quale non mi sono soffermato nell'articolo, sia legata proprio al nome che si Ã¨ voluto dare questo bel sito, Linutile, che per me, come per tutti gli altri che lo frequentano, rappresenta una nicchia di ideale preservazione da quell'attivitÃ  erosiva con la quale la societÃ  di oggi si manifesta. La poesia, come l'arte in generale, in questa congerie, soffre di una demitizzazione culturale, e, per converso, ri-mitizzazione negativa che sostituisce agli archetipi gli stereotipi, primo su tutti la televisione. PiÃ¹ in generale le arti soffrono di quella che gli antropologi contemporanei chiamano proprio desacralizzazione('il mulino di ofelia' di Ida Magli). PerchÃ¨ in fondo, cos'Ã¨ la poesia se non mito? Quello che viene a destituirsi, nel caso di specie, Ã¨ la metafisica del linguaggio, ridotto a gamme di suono sempre piÃ¹ insignificanti. La parola diventa funzionalizzata, asservita alle dinamiche dell' utile e dell'inutile che, in un mondo in cui il prodotto diventa necessitÃ , rappresentano l'unica 'morale' possibile. Il linguaggio che tira Ã¨ quello burocratico, oppure la 'chiacchiera' di heideggeriana memoria. E' il concetto del 'fare'(da cui la radice etimologica di 'poesia')che Ã¨ stato selvaggiamente stuprato dal concetto di 'funzione'. Non piÃ¹ 'cosa fai' ma 'come funzioni'. E in questo processo di reificazione permanente cosa siamo piÃ¹? Intelligenze ridotte a simulacri dell'avvenire? Essenze evaporate in sterili forme? Ti lascio in risposta un'interrogativo che solo un grande come Montale poteva lasciarci e che, sicuramente, vale piÃ¹ di ogni mia o nostra risposta.

Addii, fischi nel buio, cenni, tosse
e sportelli abbassati. E' l'ora. Forse
gli automi hanno ragione. Come appaiono
dai corridoi, murati!
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

- Presti anche tu alla fioca
litania del tuo rapido quest'orrida
e fedele cadenza di carioca? -</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti ringrazio, Filippo, per essere intervenuto. Soprattutto Ã¨ confortante sentirti dire certe cose. Ma, come hai giustamente detto, siamo meno esposti alla parola poetica, o meglio meno sensibili, piÃ¹ sordi alle &#8217;sue sirene&#8217;. Io penso che la ragione antropologica-culturale, sulla quale non mi sono soffermato nell&#8217;articolo, sia legata proprio al nome che si Ã¨ voluto dare questo bel sito, Linutile, che per me, come per tutti gli altri che lo frequentano, rappresenta una nicchia di ideale preservazione da quell&#8217;attivitÃ  erosiva con la quale la societÃ  di oggi si manifesta. La poesia, come l&#8217;arte in generale, in questa congerie, soffre di una demitizzazione culturale, e, per converso, ri-mitizzazione negativa che sostituisce agli archetipi gli stereotipi, primo su tutti la televisione. PiÃ¹ in generale le arti soffrono di quella che gli antropologi contemporanei chiamano proprio desacralizzazione(&#8217;il mulino di ofelia&#8217; di Ida Magli). PerchÃ¨ in fondo, cos&#8217;Ã¨ la poesia se non mito? Quello che viene a destituirsi, nel caso di specie, Ã¨ la metafisica del linguaggio, ridotto a gamme di suono sempre piÃ¹ insignificanti. La parola diventa funzionalizzata, asservita alle dinamiche dell&#8217; utile e dell&#8217;inutile che, in un mondo in cui il prodotto diventa necessitÃ , rappresentano l&#8217;unica &#8216;morale&#8217; possibile. Il linguaggio che tira Ã¨ quello burocratico, oppure la &#8216;chiacchiera&#8217; di heideggeriana memoria. E&#8217; il concetto del &#8216;fare&#8217;(da cui la radice etimologica di &#8216;poesia&#8217;)che Ã¨ stato selvaggiamente stuprato dal concetto di &#8216;funzione&#8217;. Non piÃ¹ &#8216;cosa fai&#8217; ma &#8216;come funzioni&#8217;. E in questo processo di reificazione permanente cosa siamo piÃ¹? Intelligenze ridotte a simulacri dell&#8217;avvenire? Essenze evaporate in sterili forme? Ti lascio in risposta un&#8217;interrogativo che solo un grande come Montale poteva lasciarci e che, sicuramente, vale piÃ¹ di ogni mia o nostra risposta.</p>
<p>Addii, fischi nel buio, cenni, tosse<br />
e sportelli abbassati. E&#8217; l&#8217;ora. Forse<br />
gli automi hanno ragione. Come appaiono<br />
dai corridoi, murati!<br />
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .</p>
<p>- Presti anche tu alla fioca<br />
litania del tuo rapido quest&#8217;orrida<br />
e fedele cadenza di carioca? -</p>
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		<title>Commenti su Dal Premio Luzi Al Futuro Incerto Della Poesia di Filippo Ansieri</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2008/06/07/dal-premio-luzi-al-futuro-incerto-della-poesia/#comment-612</link>
		<dc:creator>Filippo Ansieri</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 08:48:36 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Marco,
ho letto con attenzione il tuo articolo. AhimÃ¨ condivido la tua sensazione... La poesia stenta a trovare spazio nel nostro tempo illuminato dalla luce fioca dei monitor. Ma, non so se Ã¨ speranza o veritÃ , sono convinto che la poesia e  la letteratura siano espressione dell'umanitÃ  e non prescindono dal tempo in cui si trovano. La poesia Ã¨ un'elemento della nostra natura al cui richiamo oggi siamo meno esposti. Ci troviamo nella stessa condizione dell'Ulisse di Kafka che passa davanti alle sirene usando tappi di cera e catene per non cedere alla propria natura. Ma, tra noi uomini, c'Ã¨ anche chi il canto delle sirene riesce ad immaginarlo, a trovarlo o ad essere trovato, e l'astuzia, il "multiforme ingegno", serve a ben poco... 

a presto 
F.A.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Marco,<br />
ho letto con attenzione il tuo articolo. AhimÃ¨ condivido la tua sensazione&#8230; La poesia stenta a trovare spazio nel nostro tempo illuminato dalla luce fioca dei monitor. Ma, non so se Ã¨ speranza o veritÃ , sono convinto che la poesia e  la letteratura siano espressione dell&#8217;umanitÃ  e non prescindono dal tempo in cui si trovano. La poesia Ã¨ un&#8217;elemento della nostra natura al cui richiamo oggi siamo meno esposti. Ci troviamo nella stessa condizione dell&#8217;Ulisse di Kafka che passa davanti alle sirene usando tappi di cera e catene per non cedere alla propria natura. Ma, tra noi uomini, c&#8217;Ã¨ anche chi il canto delle sirene riesce ad immaginarlo, a trovarlo o ad essere trovato, e l&#8217;astuzia, il &#8220;multiforme ingegno&#8221;, serve a ben poco&#8230; </p>
<p>a presto<br />
F.A.</p>
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