La Banda Spersa In Ordine Sparso:
Ottavio Sellitti, Carlo Brio, Francesca Aprea, Ilaria Mariano, Marco Aragno, Nella Califano, Valentina Fiori, Filippo Ansieri, Antonio Cristiano, Diana D’Ambrosio
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[Un Editoriale/Manifesto]
di Ottavio Sellitti
Fra le ossessioni ricorrenti che ci perseguitano vi è da un po’ il rifiuto, quasi schifato, di tutto ciò che afferisce alla sfera del convenzionale, del preferibile, dell’utile appunto. Brividi al sentire parole come sistemato o ordinato o previdente o conveniente.
Abbiamo da un po’ il chiodo fisso della bellezza dell’inutile, ovverosia dell’inutilità della bellezza.
Bello è inutile perché non riproducibile in serie, le stampe dei Girasoli sono stampe di Girasoli e non Van Gogh, l’atmosfera di “più-caro=migliore” che si respira oramai sempre in più luoghi si fatica a classificare l’arte perché innumerabile, inestimabile, si fatica a pensarla perché non inseribile in un punto del grafico cartesiano.
Da un po’ gli uomini hanno preso ad apprezzare ciò che non richiede impegno umano per essere gustato, lasciandosi circondare da ciò che capirebbe anche un cane, trionfano le tette del Bagaglino sulle sottili risate a denti stretti di Decameron (r.i.p.).
L’utile si staglia sullo sfondo del cielo per la sua necessaria, quasi matematica comprensione, ciò che non presenta quella semplice, immediata utilità è scartato perché non inteso, perché sforzo sarebbe usare la propria umanità, preferibile lasciarla sopita e frasi trascinare dalla corrente del necessario. Anche chi non ha senso estetico si potrà pavoneggiare con le tele incomprese acquistate dando molte monete al mercante d’arte. Chi non vuole addentrarsi nella trama troppo contorta e inconcludente con personaggi con caratteri strani pieni di sfaccettature può ritrovare un rassicurante contrasto tra buono e cattivo nel veloce, lineare e chiacchierato Best seller.
Qui vogliamo essere scoglio nella corrente, vogliamo creare nelle lisce non idee increspature screziate di pensieri. L’uomo riscopra ciò che è suo e non utile: il Piacere, la conoscenza dei pensieri di altre menti, la lettura, la creazione della propria umanità, la scrittura, le bellezze traboccanti da un disegno senza senso, i non significati celanti mille interpretazioni di un film diverso, la meraviglia che 2+2 può non essere una-somma-che-fa-4 ma un incontrarsi di sguardi.
Risuoneranno qui le nostre per nulla utili umanità, a volte di suoni nuovi, altre volte riecheggiando antiche melodie, è nostra speranza che voi possiate e vogliate essere ancora cassa armonica perché si possa sospendere quest’ordinato silenzio.

