Linutile

Essere un uomo utile mi è parso sempre qualcosa di veramente schifoso C. Baudelaire

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Nel paese delle meraviglie (Chiaiano)

Pubblicato da ilasil su 23 Giugno, 2008

di Ilaria Mariano

[l'immagine è stata presa qui, si possono vedere chiaramente le schiere di camorristi e frange violente che portano avanti la proteste]

Ci mancava solo la pioggia fuori stagione a rendere effettivo il traguardo più avanzato del processo nichilista che sta investendo la città di Napoli. Tonnellate d’acqua si sono riversate nell’ultimo fine settimana su città e, soprattutto, periferie asfissiate dalla monnezza in accumulo da più di una settimana. Non può essere ormai troppo lontana l’ora estrema in cui la Napoli - Fenice sarà chiamata, ancora una volta, a dimostrare di saper rinascere dalle proprie ceneri. Intanto il peso dell’emergenza confluisce tutto sul territorio di Chiaiano e Marano (quello destinato, per l’appunto, al deposito delle ceneri), nella periferia nord di Napoli. Nell’attesa dei risultati dei carotaggi in corso nelle cave, in base ai quali si deciderà definitivamente riguardo la costruzione della discarica, la monnezza, la grande parassita, alleandosi alla pioggia, altro nemico storico di Napoli, sfrutta la forza motrice degli allagamenti per conquistare spazi, invadere, occupare. Un venerdì notte catastrofico per le strade di Marano: tombini ostruiti dall’immondizia, allagamenti con tanto di rifiuti galleggianti, circolazione completamente bloccata nelle strade principali, cassonetti che nel loro scivolare sulle acque investono macchine e quant’altro. Gli effetti mattutini: strade distrutte per gli allagamenti ed invase in ogni angolo dall’immondizia in festa, e la sensazione di un tuono come una voce:<<Che discarica sia!>>.

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Alla mia nazione di Pier Paolo Pasolini

Pubblicato da 8avio su 12 Giugno, 2008

di Pier Polo Pasolini

[è raccomandato l'ascolto della recitazione di Vittorio Gassman]

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino! Leggi il seguito di questo post »

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Traducendo Brecht di Franco Fortini

Pubblicato da 8avio su 1 Giugno, 2008

di Franco Fortini

Un grande temporale
per tutto il pomeriggio si è attorcigliato
sui tetti prima di rompere in lampi, acqua.
Fissavo versi di cemento e di vetro
dov’erano grida e piaghe murate e membra
anche di me, cui sopravvivo. Con cautela, guardando
ora i tegoli battagliati ora la pagina secca,
ascoltavo morire
la parola d’un poeta o mutarsi
in altra, non per noi più, voce. Gli oppressi
sono oppressi e tranquilli, gli oppressori tranquilli
parlano nei telefoni, l’odio è cortese, io stesso
credo di non sapere più di chi è la colpa. Leggi il seguito di questo post »

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Gomorra Fragmentation, per una lettura

Pubblicato da cb su 27 Maggio, 2008

di Roberto Saviano

maledizione

- la merce ha in sé tutti i diritti di spostamento che nessun essere umano potrà mai avere.

- Nessuno chiedeva, tutti constatavano che merci non soffrono il caldo e questa era condizione sufficiente per non spendere soldi in condizionatori.

- “Euro, dollaro, yüan. Ecco la mia triade.”

- Profitto, business, capitale. Null’altro. Si tende a considerare il potere che determina certe dinamiche e allora lo si ascrive a un’entità oscura: mafia cinese. Una sintesi che tende a scacciare tutti i termini intermedi, tutti i passaggi finanziari, tutte le qualità d’investimento, tutto ciò che fa la forza di un gruppo economico criminale.

- “Questi qua sono tutti pregiudicati. Spaccio, furti, ricettazione, rapina…qualcuna fa pure le marchette. Non c’è nessuno pulito. Qua più ne muoiono, meglio è per tutti…”

- L’organizzazione criminale coincide direttamente con l’economia, la dialettica commerciale è l’ossatura del clan.

- Il clan non impone con l’intimidazione il prodotto che decide di “adottare” ma con la convenienza.

- Sconfitti nel potere economico significa immediatamente sconfitti nella carne.

- “Rione Terzo Mondo, non entrate”

- “Fare un pezzo”: un’espressione mutuata dal lavoro a cottimo, l’uccisione di un uomo equiparata alla fabbricazione di una cosa, non importa quale. Un pezzo.

- “Fatemi uscire da qua!…Diteglielo al masto!”

- Qui lavorare come garzone, cameriere, o in un cantiere è come un’ignominia. Oltre ai soliti eterni motivi: lavoro nero, ferie, e malattie non pagate, dieci ore di media al giorno, non hai speranza di poter migliorare la tua condizione. [...] Questi ragazzini imbottiti, queste ridicole vedette simili a marionette da football americano, non avevano in mente di diventare Al Capone, ma Flavio Briatore, non un pistolero, ma un uomo d’affari accompagnato da modelle: volevano diventare imprenditori di successo.

- Bisogna invece riuscire a capire se qualcosa è rimasto. Questo vado a rintracciare. Cerco di capire cosa galleggia ancora d’umano; se c’è un sentiero, un cunicolo scavato dal verme dell’esistenza che possa sbucare in una soluzione, in una risposta che dia il senso reale di ciò che sta accadendo.

- Il peggio che raccontano è lo scarto del peggio. A Secondigliano molti cronisti credono di trovare il ghetto d’Europa, la miseria assoluta. Se riuscissero a non scappare, si accorgerebbero di avere dinanzi i pilastri dell’economia, la miniera nascosta, la tenebra da dove trova energia il cuore pulsante del mercato.

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Evoluzione

Pubblicato da collaboratori su 26 Maggio, 2008

di Antonio Moraca

[l'immagine è stata presa qui(ma dissentiamo con il contenuto del sito)]

Ti saluto mio popolo razzista
ti offro un rinfresco di memoria:
tu per primo vedesti i tuoi partire
e adesso rinneghi la ta storia.
Cosa fanno di sbagliato se si spaccano il sedere
in lavori che tu oggi nemmeno puoi vedere?
Sei viziato, esasperato, ti consoli con la tele
senza chiederti se è vero tutto quello che si vede.
Uno ruba, l’altro spaccia
tutti a casa e così sia,
poi la fabbrica si spacca
ed altra gente in quest via.
Bada bene non rischiare!
Non pensar di migliorare!
Col culo a terra si sta male
forse è meglio sopportare
una pelle un po’ diversa,
un accento ancor di più
che governano una barca
che tu butteresti giù. Leggi il seguito di questo post »

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La mia ideologia è quella sbagliata

Pubblicato da collaboratori su 20 Maggio, 2008

di Valentina Fiori

[i diritti dell'immagine sono del rispettivo proprietario]

“La mia ideologia è quella sbagliata”, quel giorno aprii gli occhi e mi ritrovai con questa frase che mi danzava dentro, doveva essere qualche retaggio dei sogni che avevo fatto, che purtroppo al mattino non riuscivo mai a ricordare. Mi apparivano sempre come un mix di sensazioni e di immagini, ma mai che riuscissi a mettere a fuoco qualcosa; eppure quella notte dovevo aver sognato qualcosa di forte e di particolare legato a quella frase. Leggi il seguito di questo post »

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La Domenica delle Salme - Fabrizio De Andrè

Pubblicato da 8avio su 20 Aprile, 2008

[Festeggiamo oggi la maturità anagrafica di questa canzone di Fabrizio De Andrè, dopo 18 anni di agonia anche nell'Italia sempre in ritardo rispetto la più attenta Europa si è celebrato il funerale di Utopia, i politici hanno finalmente smesso di guardare lontano verso qualcosa di irrealizzato, aggiustando la rotta man mano. i votanti li hanno seguiti nella realtà, stanchi delle promesse tentennate; a qualcuno resta una vibrazione di protesta in gola]

Tentò la fuga in tram
verso le sei del mattino
dalla bottiglia di orzata
dove galleggiava Milano
non fu difficile seguirlo
il poeta della Baggina
la sua anima accesa
mandava luce di lampadina
gli incendiarono il letto
sulla strada di Trento
riuscì a salvarsi dalla sua barba
un pettirosso da combattimento. Leggi il seguito di questo post »

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Risultati elezioni politiche 2008/2

Pubblicato da 8avio su 15 Aprile, 2008

di Ottavio Sellitti

[la prima parte è leggiblie qui]

Splendido, o Italia, finalmente libera, finalmente ti sei liberata dal mostro comunista dai denti aguzzi affamati di carni di bambini.

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Risultati elezioni politiche 2008

Pubblicato da 8avio su 14 Aprile, 2008

di Ottavio Sellitti

A chi ha già votato e a chi non l’ha ancora fatto o non lo farà, buona giornata, eccovi le previsioni sui risultati elettorali.

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Dell’Italia di questi tempi (1861)

Pubblicato da cb su 13 Aprile, 2008

di Pasquale Villari

*

Se noi avessimo prima trasformata la nostra società, per far poi la rivoluzione politica, non ci troveremo nelle condizioni in cui siamo, appunto per aver fatto solo una rivoluzione politica, colla quale si sono mutati il Governo e l’amministrazione.

da Il Brigantaggio, Lettere Meridionali

*

Il giorno in cui l’Italia si dichiarasse impotente a rispettare e a far rispettare le leggi più elementari della giustizia, essa avrebbe pronunziata la propria condanna di morte; avrebbe in faccia all’umanità confessato che non ha il diritto di esistere. Che importerebbe infatti all’umanità un’Italia unita e libera piuttosto che divisa e oppressa, se la nostra libertà dichiarasse che, per esistere, deve permettere che i sacri diritti dei deboli vengano ogni giorno violati?

da La Mafia, Lettere Meridionali

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Non è un paese per poveri

Pubblicato da cb su 4 Aprile, 2008

[Pubblichiamo l'incipit dell'articolo di Sergio Baratto apparso su ilprimoamore, ripreso e apparso su altri siti e blog letterari. Il problema si ripete, ma la meraviglia mia personale, per quanto accade, è sempre la stessa e se così non fosse, credo, sarebbe una vera tragedia. Monta la meraviglia, dunque, ed anche la rabbia. Un popolo, quello rom, che è un anticorpo contro ogni totalitarismo è il bersaglio principale, da mesi a questa parte, di un linciaggio continuo, con tanto di ruspe comunali e molotov di spedizioni punitive. Oltretutto, certi candidati premier non fanno mistero nei propri programmi elettorali che la 'questione rom' debba essere risolta con l'estradizione (dicono: cacciamoli a calci in c..o, a dire il vero) di tutti gli zingari (dimenticando che molti zingari sono cittadini 'italiani', con tanto di carta di identità) e di tutti gli extracomunitari. I pogrom non finiscono. L'articolo di Baratto è fondamentale e per questo lo segnaliamo diffondiamo leggiamo apprendiamo. Ricordo solo che qui è possibile aderire all'appello contro la messa al bando di un popolo da parte di un altro sedicente civile. ] cb

di Sergio Baratto

A Milano sgomberano l’ennesima baraccopoli di disperati, tra i soliti commenti nazisti della gentaglia di merda che – non so spiegarmi come – ha sostituito negli anni i milanesi originali con dei cloni antropologicamente degenerati.
Mentre la sindaca latita, probabilmente occupata a smaltire la sbornia di godimento (quello permesso dalla Chiesa, per carità d’Iddio) per la valanga di soldi che arriveranno ai suoi amici con l’Expo 2015, il vicesindaco in giacca cravatta e orbace fa piazza pulita – anzi Bovisa pulita – di rom.
Sono centinaia. La maggior parte di loro ha un lavoro. Alcuni, addirittura, un lavoro regolare! Gli altri no, continuano a lavorare in nero nei cantieri delle nostre belle piramidi. Ovviamente ci sono vecchi, malati, bambini, donne incinte.
In un paese per esseri umani, uno direbbe: toglierli dalle miserabili bidonville in cui vivono è doveroso. Non per gli abitanti del quartiere, ma per gli abitanti delle bidonville.
Ma non funziona così, perché evidentemente non siamo un paese di umani (infatti a mio modesto parere siamo un paese di merda).

Continua

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Alla stazione

Pubblicato da 8avio su 28 Marzo, 2008

di Ottavio Sellitti

All’apertura delle porte della stazione, fra i marmi bianchi non avanzarono i passi frettolosi dei viaggiatori, ma degli stivali affaticati. Erano uomini grossi, con grembiuli color turchino sporchi di sangue, guantoni spessi e mascherine bianche. Sudavano copiosamente lasciando gocce di umore umano e sangue sul pavimento immacolato. Sudavano tanto non per il clima, che era per il periodo innaturalmente freddo, erano decisamente sotto sforzo. Trascinavano, a gruppi di sei, delle carcasse scuoiate di cavalli. I viaggiatori si spostavano con ribrezzo alla vista di quella macabra operazione, interrogando alcuni con sguardi attoniti gli Addetti al Controllo Umano che presiedevano la stazione; questi lasciavano fare, anzi alcuni subito presero ad aiutare gli stanchi omoni, lerciando inevitabilmente anche le divise del color del marmo.

Le carcasse vennero disposte al centro dell’atrio, a spirale, chi si sgravava del proprio peso, immediatamente, asciugando il sudore con degli stracci cavati fuori dalla tasca del grembiule, tornava fuori per la strada, portando poi un altro carico. La spirale di corpi si allargava di minuto in minuto, continuava la catena di operai indaffarati e i viaggiatori venivano spinti sempre più contro le pareti dell’edificio, evitando la puzza di putrefazione che veniva da quell’ammasso morto.

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Amos Oz: Contro il fanatismo

Pubblicato da collaboratori su 18 Marzo, 2008

di Diana D’Ambrosio
“la coerenza è l’estremo rifugio
degli uomini privi di fantasia “
(O.Wilde)

L’estrema coerenza e il fanatismo sono strettamente legati per il fatto che uno alimenta l’altro. Molto spesso, soprattutto negli anni dell’adolescenza, ci è stato detto della necessità di cambiare prospettiva, di imparare a non vedere solo in bianco e nero e di considerare le sfumature, ci hanno insegnato che la virtù sta nel mezzo: e forse, per quanto difficile da praticare, essa è una delle soluzioni del fanatismo.
Contro il fanatismo (Feltrinelli, 2004, 78 p., 4,50 €, trad. Loewenthal E.) è una raccolta di tre lezioni tenute all’Università di Tubinga nel gennaio 2002. Lo spunto è stato dato dall’attacco alle Torri Gemelle. Leggi il seguito di questo post »

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Aggiunta inevitabile

Pubblicato da 8avio su 18 Marzo, 2008

[...]

Piango i monaci credenti in una società diversa massacrati dai capitalisti rossi.

R.I.P.

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La cultura, la violenza: un’epistola

Pubblicato da 8avio su 17 Marzo, 2008

[Presentiamo un secondo frammento del vasto carteggio disperso, di cui qui abbiamo presentato la prima lettera recuperata, creduta unica superstite. Il lavoro dei filologi procede febbrile e si confida nella prossima pubblicazione di nuovi documenti. Oltretutto, le numerose mail di questi giorni, che ci hanno invitato a proseguire nel lavoro di ricerca, sono lo stimolo necessario nei momenti di stanca. Stateci alle costole. Ottavio Sellitti, cb]

Caro Enrico Fuente,
ho atteso la tua con trepidazione, cosa notevole ed insolita. Molto probabilmente è perché la tua risposta avrebbe dovuto farmi superare lo stallo cui erano giunti i miei pensieri, ciò non è stato, tuttavia mi hai permesso di riformularli trovandovi alcuni errori e forse alcune feconde immagini.
Tanto per esser chiari, quel che tu dici è vero, la via da te indicata è forse ora l’unica percorribile, ma a me non pare giusto, la verità è ben lontana dalla giustizia, questo è triste. Come noti a ragione, ora come ora, con la caduta del Muro ed il fallimento delle cosiddette Repubbliche socialiste europee sarà difficile che qualcuno possa vedere al di là del fallimento della pratica, la giustizia dell’idea. Enrico sto male, vedo dinanzi a noi un cammino duro, vedo i politicanti vergognarsi di stringere il pugno o incrociare falce e martello, sono stupidi, ciechi, su questo hai ragione.

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