Diario di un Gambero: pag 90

di Mr. Shrimp

Nella coscienza delle cose, dei sentimenti; si perde tutto quello che, in uno stato di incoscienza, si può gustare (piacevole) pur senza comprenderlo, senza inquadrarlo. Ma quando tutto si inscatola – senza profondità – se ne indovina immediatamente la fine – o il suo maschio. Continua a leggere ‘Diario di un Gambero: pag 90′

Durs Grünbein

di Durs Grünbein

Un moto

Questo minimo buffo di vento, nell’aria
_________un gorgo ma di un secondo, perché un
_____________passero spaventato è volato via
________________________a un passo da me, ed era già

fuori dalla mia vista e una delle
_______________foglie più leggere è andata in briciole
_________________nel suo risucchio. Continua a leggere ‘Durs Grünbein’

Diario di un Gambero: pag 29

di Mr. Shrimp

Sono attraenti, i prati, anche incorniciati di spugne squadrate (prima gialle e poi brune).

Le persone parlano, in lontananza, non si sentono – sembrano boccheggiare – e le bocche sempraperte mimano maschere di tufo (gialle e porose). E vorrei non essere solo, potrei avere un compagno e insieme giudicare gli altri. Perché da solo perdo contro i troppi

«ci sono decisamente troppi sguardi!». Continua a leggere ‘Diario di un Gambero: pag 29′

Lavoratoriii? Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!

2 ottobre ‘95, municipio di Campi Salentina. Il sindaco consegna le chiavi della città a Carmelo Bene, gilet nero Versace e bottoni smerigliati. Decine di disoccupati ululano giù in strada e lanciano pomodori putridi. Il maestro si defila da una porta secondaria. Un disoccupato gli strepita addosso: “Stronzo, dammi lavoro!”. Carmelo bene lo centra in un occhio con uno sputo che è una bellezza balistica. Continua a leggere ‘Lavoratoriii? Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!’

PER UN XXV APRILE

di Alberto di Raco

____________________I

Noi, qui, riuniti in questo
Treno di periferia. in silenzio.
noi qui.
perché a quest’ora di mattina
perché a quest’ora di sera.
ogni giorno noi, tutti d’accordo,
ci alziamo
alla stessa ora. con la stessa fatica
con lo stesso malumore
con lo stesso torpore
ed ogni giorno noi, tutti d’accordo,
prendiamo alla stessa ora questo stesso treno Continua a leggere ‘PER UN XXV APRILE’

निर्वाण

di V.


_____________________I
Delle cose improponibili, anche dall’alto, oltre il terrazzo
Di breccia affacciato sul porto, sulla calata paonazza
E la costruzione rossastra incoronata di madonne e ali
Di angioletti carcerati da catene di lampadine
Luogo delle grandi intuizioni: si sentiva il tremolare
Dell’acqua sulle pareti e i colori che tremavano
Ovunque
Verso le sei, saltando il te con
Le paste Continua a leggere ‘निर्वाण’

Ezra

L’età richiedeva un’immagine
Della sua rapida smorfia,
Qualcosa per la scena moderna,
Ma, in tutti i modi, non la grazia attica.
No, non certo i sogni tenebrosi
Dallo sguardo interiore;
Meglio falsità
Che i classici parafrasati!

L’`età chiedeva´ sopratutto uno stampo in gesso
Fatto senza perdita di tempo,
Un cinema in prosa, no, non certo l’alabastro
O la `scultura´ della rima.

____________________________________________________

FRANCESCA

Venivi innanzi uscendo dalla notte
Recavi fiori in mano,
Ora uscirai da una folla confusa,
Da un tumulto di parole su di te.

Io che ti ho vista fra le cose prime
Mi adirai quando sentii dire il tuo nome
In luoghi volgari. Continua a leggere ‘Ezra’

Romanza della luna, luna

di Federico García Lorca

Carmen Paris – Romance de la luna, luna

A Conchita García Lorca

La luna vino a la fragua
con su polisón de nardos.
El niño la mira mira.
El niño la está mirando.
En el aire conmovido
mueve la luna sus brazos
y enseña, lúbrica y pura,
sus senos de duro estaño.
Huye luna, luna, luna.
Si vinieran los gitanos,
harían con tu corazón
collares y anillos blancos. Continua a leggere ‘Romanza della luna, luna’

La verde illusione

di Forough Farrokhzad


Per tutto il giorno piangevo nello specchio,
la primavera aveva ceduto la mia finestra
alla verde illusione degli alberi.
Troppo grande il mio corpo per entrare
nel calice della mia solitudine,
mentre l’odore della mia corona di carta
macchiava l’aria di quelle terre senza sole. Continua a leggere ‘La verde illusione’

Oltreneapolis. Nuovi simboli di Napoli

Oggi 24 Marzo 2009, alle ore 18.00, presso la PicaGallery verrà inaugurata la mostra OLTRENEAPOLIS curata da Carlo Baghetti.

La mostra tratterà di alcune peculiarità della città alla luce della sensibilità e allo stesso tempo capacità critica di fotografi e poeti. L’aggettivo “nuovi\nuova” svincola gli autori da una rappresentazione che colga simboli già dati e riconosciuti dal pubblico.
In questo momento storico e artistico, nel quale i canoni tradizionali sono stati messi in crisi, i partecipanti alla mostra esprimono alcuni esempi di un contesto urbano in evoluzione (interpretabile in senso positivo o negativo), ne raffigurano un particolare, che contiene al suo interno il germe del tutto, lasciando alla fantasia del pubblico la capacità e il gusto di creare nessi interpretativi.

Grasshoppers

parola – inchiostro
pane – oppio
miccia – proiezione
io – fuoco
tasto – accartocciarsi
lancetta – luce
cavallo – viola
pallina – polvere
pezzi – luna
limiti – attesa
no – catena
ammicco – prigione
amico – iride Continua a leggere ‘Grasshoppers’

Non-Luoghi

da Citta di Vetro, Trilogia di New York, di Paul Auster, traduzione di Massimo Bocchiola, Enaudi

Per la prima volta da quando aveva comprato il taccuino rosso, ciò che scrisse qual giorno non aveva niente a che fare con il caso Stillman. Viceversa, si concentrò sule cose che aveva visto mentre camminava. Non si fermò a riflettere su quello che stava facendo, né ad analizzare le possibili implicanze del suo atto inconsueto. Era ansioso di registrare alcuni fatti, e volle metterli nero su bianco prima di dimenticarli.

Oggi, come mai prima: i barboni, gli spiantati, le vagabonde coi sacchetti della spesa, i miserabili e gli ubriaconi. Variano dal semplice indigente al relitto umano. Dovunque ti giri, te li trovi davanti, nei quartieri alti come nei bassifondi. Continua a leggere ‘Non-Luoghi’

Pasternak a Mojmilo

di Velimir Milošević


Quella notte lessi Pasternak
Ma tuonava esplodeva dappertutto
Versai il verso d’amore contro l’incubo del buio
La lirica combatte contro la cecità

Nella gola secca del povero
Si versò il cratere della tempesta tonante
Tutta la notte inghiottii e senza sosta singhiozzai
La lirica combatte contro la cecità

Verso l’alba e non allo spuntar del giorno
Verso l’albeggiare che sarà stato allo spuntar dell’alba
I cannoni sembrarono ammutoliti Continua a leggere ‘Pasternak a Mojmilo’

Neoplasie

di Vincenzo Birra

Ovvero, malformazioni di letture notturne

Neoplasia #1 (o della luna)

Allunammo.
Chi sa quando. Chi sa se per davvero. È vero: dietro questo esercizio di scepsi si nasconde la mia ignoranza.
Ma a cosa servirebbe? Aprire l’enciclopedia del 74′ per consultare, quanti vocaboli? Quante rivoluzioni e liberazioni.
Allunammo. Continua a leggere ‘Neoplasie’

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Niente è vero tutto è permesso

Un Aforisma

Se è assolutamente necessario che l’arte o il teatro servano a qualche cosa, dirò che dovrebbero servire ad insegnare alla gente che ci sono attività che non servono a niente e che è indispensabile che ci siano.

Eugène Ionesco.

Un dialogo

-...non capisco, cosa vuoi dire? -Non curo dire altre parole che frammenti di un discorso amoroso. -Pensi questo basti? -Credimi, una sillaba di troppo farebbe esplodere il mondo, dirne una in meno lo disgregherebbe. -Il Mondo? -Certo, il mio Mondo. -Allora Buona Fortuna, ne avrai bisogno! -La Fortuna l'ho avuta scoprendo il mio desiderio, la lascio a te, mi basta il tuo sorriso, amico.

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