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	<title>Linutile &#187; collaboratori</title>
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		<title>Linutile &#187; collaboratori</title>
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		<title>I Shardana &#8211; Opera lirica di Ennio Porrino</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 08:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Ennio Porrino]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Masala]]></category>
		<category><![CDATA[I Shardana]]></category>
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		<description><![CDATA[di Giovanni Masala

«Nella musica di Porrino la Sardegna possiede ben più che un insieme di note musicali; la musica di Porrino assicura per sempre alla sua terra, depositaria del grande tesoro, una voce in capitolo nella grande scena del mondo» (F. Karlinger).
Pochi sanno che Ennio Porrino è il maggiore compositore che la nostra isola abbia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=2374&subd=linutile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>di Giovanni Masala</em></p>
<p><img class="alignnone" src="http://lagiraffa.files.wordpress.com/2009/01/wwwdomusdejanasorg.jpg?w=385&#038;h=490" alt="" width="385" height="490" /></p>
<p><em>«Nella musica di Porrino la Sardegna possiede ben più che un insieme di note musicali; la musica di Porrino assicura per sempre alla sua terra, depositaria del grande tesoro, una voce in capitolo nella grande scena del mondo»</em> (F. Karlinger).</p>
<p>Pochi sanno che Ennio Porrino è il maggiore compositore che la nostra isola abbia espresso. Innumerevoli sono le vie e le piazze che portano il suo nome, ma pochi sanno chi egli fosse veramente. Questo processo di riscoperta raggiungerà il suo apice il 14 e il 16 gennaio 2010, date in cui il Teatro Lirico di Cagliari riproporrà al pubblico la grande opera lirica <em>I Shardana</em>, che 50 anni fa ottenne un enorme successo al Teatro San Carlo di Napoli (21 marzo 1950), al Teatro Massimo di Cagliari (18 marzo 1960) e, per l’ultima volta (anche se solo in forma oratoriale), all’Auditorium del Foro Italico (Roma, 24 settembre 1960).</p>
<p>Nato a Cagliari nel 1910 e morto improvvisamente a Roma nel 1959 a soli quarantanove anni, Ennio Porrino rappresenta indubbiamente una figura di primissimo piano nel mondo componistico del nostro paese e sicuramente la più grande della Sardegna. Ancora ventenne si afferma con la lirica <em>Traccas</em> (su versi di Sebastiano Satta) nel concorso nazionale <em>La Bella Canzone Italiana</em>. Segue una strepitosa carriera il cui apice è sicuramente costituito dalla prima rappresentazione assoluta de <em>I Shardana</em> al Teatro San Carlo di Napoli; la sua morte improvvisa è di circa sette mesi più tardi. L’autorevole enciclopedia musicale tedesca <em>Die Musik in Geschichte und Gegenwart</em> riporta che «la grande opera <em>I Shardana</em> fu accolta dalla critica come “la più importante opera lirica composta in Italia in questo dopoguerra”» (Felix Karlinger, 1962). Ed effettivamente, all’indomani della rappresentazione sancarliana del 21 marzo 1959 le critiche sono eccezionalmente positive. Sia riviste specializzate che quotidiani attribuiscono a <em>I Shardana</em> tanti meriti e uno soprattutto unanime: la capacità dell’artista di coniugare magistralmente l’antica e gloriosa storia sarda con la musica classica moderna, attingendo nel contempo alla musica tradizionale dell’isola mediterranea.Il 18 marzo del 1960 <em>I Shardana</em> verrà rappresentata, in occasione della commemorazione del compositore, al Teatro Massimo di Cagliari, e riscuoterà anche nella capitale sarda un grandissimo successo; dopo, il silenzio… Era la prima e l’ultima volta che la cultura nuragica andava in scena! Non va dimenticato inoltre, che all’epoca della rappresentazione de <em>I Shardana</em> Porrino ricopriva ormai dal 1951 l’incarico di professore ordinario di composizione al Conservatorio romano di Santa Cecilia a cui si aggiunse, dal 1956, anche quello di Direttore del Conservatorio Giovanni Pierluigi da Palestrina di Cagliari e di Direttore Artistico dell’Ente Lirico e dell’Istituzione dei Concerti.<span id="more-2374"></span></p>
<p>All’estero il compositore sardo era già noto da tempo, in modo particolare grazie alle sue opere sinfoniche <em>Sardegna</em> e <em>Nuraghi</em>, eseguite più volte sia in Europa che negli Stati Uniti, e in numerose occasioni dirette dal celebre Leopold Stokowski, che in una lettera inviata a Porrino da New York il 5 gennaio del 1950 così si esprime poche settimane dopo l’esecuzione di <em>Sardegna</em> del novembre 1949 alla Carnegie Hall con la New York Philarmonic: “Caro Signor Porrino, da quando diressi la Vostra <em>Sardegna</em> sono stato terribilmente occupato per il mio lavoro. Ho sempre desiderato scrivervi, ma non volevo scrivervi di premura con molte altre cose in mente. Oggi finalmente sono, per quanto sempre occupato, abbastanza quieto. Secondo la mia opinione la vostra <em>Sardegna</em> è una grande musica e nello stesso tempo un’intensa espressione del sentimento della vera vita di Sardegna. Sebbene non sia mai stato là, mi pare di conoscere il paese e sono impaziente di poterci andare. Il vostro «poema sinfonico» esprime molto eloquentemente il sentimento e la vita, talvolta violentemente agitata. Altre volte la gaiezza di una festa o la danza all’aperto. Fui profondamente impressionato dalla qualità primitiva improvvisamente riscontrata a pagina 14 e 15 dello spartito e dall’agitazione che comincia a pagina 26. La pace pastorale che comincia a pagina 29 è un contrasto magnifico con quanto precede. A pagina 42/47 ho avuto soltanto le viole che suonavano con il solo basso e flauto. Questo sembrò dare un bilancio perfetto e chiarezza. Il suono delle campane lontane alla fine fu molto tranquillo. L’insieme è eseguito con poesia e l’atmosfera romantica di un’isola antica. L’orchestra, il pubblico ed io eravamo tutti commossi profondamente per la forza emotiva del pezzo”.</p>
<p><strong>Questa la trama dell&#8217;Opera:</strong></p>
<p><strong>PRIMO ATTO</strong> – La vicenda si svolge in Sardegna all’epoca dei nuraghi. Nell’antichità la Sardegna subì invasioni di razze diverse. Ad una delle più antiche incursioni, in epoca imprecisata, si fa risalire il tentativo di soggiogare l’isola e la cacciata dell’invasore da parte del popolo indigeno. I personaggi sono di carattere forte, austeri e tenaci nella difesa della patria, per la quale tutti sono pronti a qualunque sacrificio. È in uso, presso quei sardi, una cerimonia religiosa davanti alla Fonte Sacra per consacrare i «guerrieri», e a tale cerimonia si assiste nel primo atto per la consacrazione di Torbeno e Orzocco, i due giovani figli del capo Gonnario. Tra le voci inneggianti del popolo si stacca quella di Perdu, il guerriero cantore che invoca la vittoria e affida il popolo alla saggia guida di Gonnario. In contrasto con l’atmosfera festosa con cui tutti si preparano a celebrare il rito guerriero, Nibatta, moglie di Gonnario, tenera e dolente madre, timorosa per la sorte dei suoi figli, rimprovera il suo uomo perché troppo dedito alla guerra anziché alle opere dei campi e della pace. Gonnario mette fine ai lamenti di Nibatta ed ha inizio la cerimonia della consacrazione. Torbeno e Orzocco si inginocchiano. Il Sacerdote inizia, con gesti misteriosi, il rito: avanzano due donne che porgono una focaccia a ciascuno dei consacrandi, che ne prende un boccone. Altre due donne portano del sale e ne spargono una manciata sulle spalle dei due giovani. Il Sacerdote, infine, con una ciotola di legno, attinge l’acqua sacra e l’offre ai due fratelli che, uno dopo l’altro, bevono con religioso atteggiamento. Quindi a Torbeno e a Orzocco vengono consegnati gli elmi, le spade e gli scudi. Inizia la danza nuragica. Il ballo si svolge con espressione seria e attenta, contegno grave e sostenuto, corpi rigidi. Il passo è breve e spesso i piedi strisciano per terra. Suonatori e danzatori si eccitano all’insistenza ossessionante della melodia e del ritmo sempre più accelerato. Una strana mania invade tutti e li spinge verso un’ebbrezza violenta. È una danza religiosa di amore e di guerra. Con la sua nave giunge dal mare Norace di Nora, il capo dei marinai sardi. Rivolgendosi a tutto il popolo ricorda le distruzioni e i lutti subiti per mano dei nemici e chiede agli uomini di seguirlo per vendicare i propri morti. Gonnario assume il controllo supremo delle operazioni di guerra all’interno dell’isola, e Norace il comando delle operazioni in mare. Torbeno, però, e innamorato di Bèrbera Jonia, venuta nell’isola al seguito degli invasori. Scesa la notte, i due si incontrano di nascosto e si amano appassionatamente cercando di dimenticare la loro appartenenza a popoli nemici.</p>
<p><strong>Secondo atto – </strong>Il secondo atto è ambientato in uno spiazzo ai piedi di Montalba, la patria di Gonnario, il quale con i suoi uomini stringe d’assedio la città per liberarla dai nemici. Ripensando con nostalgia lontana alla casa, Perdu, il guerriero cantore, si abbandona a un canto malinconico:<strong> </strong></p>
<p>Anche Torbeno è preso dalla nostalgia; il suo pensiero corre all’amata lontana. Come evocata dal suo desiderio ecco sopraggiungere Bèrbera Jonia. I due amanti sono di nuovo insieme. Gli amanti fuggono insieme verso Montalba ma vengono visti, anche se non riconosciuti dagli uomini di guardia, che danno l’allarme e denunciano il tradimento. Poco dopo durante la battaglia, Gonnario scorge il figlio nelle file nemiche, si scaglia contro di lui e sta per colpirlo con la spada, ma Bèrbera interponendosi lo impedisce. Giunge intanto Norace che ha sconfitto per mare il nemico. Con la vittoria e la denuncia (da parte dello stesso Gonnario) del tradimento si chiude il secondo atto.</p>
<p><strong>Terzo atto –</strong>Nel terzo atto il popolo condanna il traditore, e questi viene condotto verso il nuraghe per l’esecuzione capitale. Bèrbera tenta di seguire l’amante ma Orzocco la uccide. Segue una scena evocativa: mentre lo sventurato padre invoca la morte per liberarsi dalle pene, le ombre di Torbeno e di Bèrbera chiedono perdono perché la loro colpa è nata solo dall’amore. Nibatta, canta in un ritmo di lugubre ninna-nanna, il suo straziante dolore; infine le voci si fondono in un unico canto funebre.Al grido di Nibatta: <em>l’Universo canti il mio dolore</em> &#8230; risponde il coro delle Voci dell’Universo con una dolente Trenodia.<strong> </strong></p>
<p align="left">Terminato questo quadro, riappare la scena del primo atto. Gonnario, davanti ai dignitari e al suo popolo, affida le insegne del comando a Norace, esortandolo a portarle in pace e in guerra e invita i poeti e il popolo a cantare l’inno di gloria dell’isola resa libera sul mare.</p>
<p align="left">Perdu, il guerriero cantore, accoglie l’invito di Gonnario e scioglie un canto d’amore alla sua terra.</p>
<p><strong>Sull’<em>Unione Sarda</em> del 16 luglio</strong> scorso leggiamo con piacere che “A caratterizzare la stagione concertistica 2009-2010 del Teatro Lirico di Cagliari sarà Ennio Porrino, di cui si celebra il centenario della nascita (10 gennaio 1910) e il cinquantenario della morte (25 settembre 1959). Il 14 e il 16 gennaio verrà eseguito in forma semiscenica (regia di Marco Catena) il suo dramma musicale in tre atti <em>I Shardana</em>: <em>Gli uomini dei Nuraghi</em>. A dirigere coro e orchestra di casa sarà Anthony Bramall. Tra i protagonisti Giorgio Surian, Chiara Taigi e il nostro Gianluca Floris (Perdu). Ancora Porrino (Sardegna ) insieme al suo maestro Respighi (Pini di Roma) nella serata del 12 febbraio. Sul podio Maurizio Benini, al violino Julian Rachlin” (<em>L’Unione Sarda</em>, 16 luglio 2009). Meglio tardi che mai! A chent’annos Ennio!</p>
<p>Per adesso la speranza è che il 14 e il 16 gennaio i sardi affollino il Teatro Lirico e che convincano le autorità culturali ad inserire l&#8217;opera nella prossima nel 2010-2011 non più nella stagione concertistica ma nella stagione lirica, e con diverse repliche, perché è lì che deve essere rappresentata. Ecco alcune citazioni, che è sempre importante rendere finalmente pubbliche:</p>
<p><em>«Ci sembra che uno spettatore abbia colto nel segno, quando in un intervallo de I Shardana, affermava ascoltatissimo e rispettatissimo da tanti numerosi gli sta-vano intorno, che il teatro in musica italiano da trentacinque anni a questa parte, dal tempo cioè della Turandot di Puccini, aveva sofferto anemicamente tra i tanti e quasi sempre sfortunati tentativi, sino a fare languire l’opera lirica, divenuta un personaggio pressoché secondario nell’attività teatrale, proprio nella patria dei Verdi, dei Puccini e dei Mascagni. Ora, secondo quello spettatore, insospettabile di «sardismo» perché continentale – si trattava, infatti, di un nomade superstite sognatore che insegue le stagioni liriche in Italia e che aveva raggiunto Cagliari al richiamo di un’opera nuova, poiché aveva mancato all’appuntamento napoletano de I Shardana – l’opera di Porrino colmava quel trentacinquennio di assenza, di vuoto nel teatro italiano. «Vedrete, egli diceva, ammiccando con convinzione un amico sardo, che I Shardana non si fermeranno a Cagliari. I Sovrintendenti dei maggiori teatri la includeranno presto nei propri cartelloni e presto se non prestissimo l’opera di Porrino spiccherà il volo anche per l’estero». Possiamo sottoscrivere in pieno quanto lo sconosciuto e disinteressato nomade continentale andava dicendo de I Shardana che si è conclusa ieri sera al Teatro Massimo con un autentico trionfo» («Unanimi consensi a I Shardana di Porrino»</em> (L’Unione Sarda, Cagliari, 19 marzo 1960)&#8230;</p>
<p>E ancora qui:</p>
<p><em>« […] l’opera di Porrino, eccellente quant’altra mai nell’ambito della produzione musicale italiana d’oggi, costituisce come un ponte ideale tra la musica popolare della sua terra e le tendenze ed esigenze dell’arte musicale moderna, tra un glorioso passato e il presente. E anche se primo comandamento di un musicologo è quello di evitare i superlativi, è ben vero che dopo Puccini nessun musicista ha dato alla musica italiana tanto quanto Porrino. Con ciò non si vogliono sminuire i meriti, indiscutibili, dei molto insigni maestri italiani contemporanei; soltanto, si intende sottolineare l’importante funzione del maestro sardo quale intermediario fra tradizione e progresso, fra patria e mondo»</em> (F. Karlinger, Ennio Porrino e la Sardegna, Cagliari 1960, p. 3).</p>
<p>E ancora:</p>
<p><em>«Sono felice che così vi sia un modesto interesse per la musica di Ennio. Lei sa che l’opera porriniana è per me una vera ricchezza del cuore. Non sono un giovanotto e il mio entusiasmo non è un fuoco di paglia. Ma sarò sempre grato al cielo dell’incontro con l’indimenticabile Maestro. E amo specialmente la bellissima musica de I Shardana oggi tanto quanto ventun anni fa, vuol dire ascoltando la prima assoluta»</em> (Felix Karlinger, Seekirchen, 2 marzo 1980).</p>
<p>E ancora:</p>
<p><em>« […] stamattina ho ricevuto il nastro con I Shardana. Lei non si può immaginare quanto mi sento felice di avere questa bellissima musica! Ero pronto per uscire, quando è arrivato il pacchettino col nastro. Mi sono subito svestito del cappotto, ho portato l’apparecchio magnetofonico per suonare il nastro. E – non mi vergogno di dire – sotto lacrime ho sentito la prima parte dell’opera. Mi sono ricordato dei felici momenti a Napoli, quando eravamo tutti in gioia e felicità. Questa sera subito quando sarò ritornato a casa vorrei sentire tutta l’opera»</em> (Monaco di Baviera, 31 gennaio 1961).</p>
<p>E sigheus:</p>
<p><em>« [...] ho saputo dalla Signora Dolores che I Shardana sarà rappresentata al Cairo. Le invio le nostre più sincere e cordiali congratulazioni! La bellissima notizia ci ha rallegrati veramente di cuore. Questo fatto di un redivivo dell’opera più importante drammatica di Ennio ci dà speranza che altre rappresentazioni segui-ranno. E – egoisticamente – desidero molto poter vedere insieme con mia moglie un giorno I Shardana in Continente o in Sardegna»</em> (F. Karlinger, Seekirchen, 8 agosto 1971).</p>
<p>E ancora:</p>
<p><em>«Servire all’opera di un genio è sempre una grazia, un regalo. Specialmente per noi tedeschi – sempre stando in battaglie – è davvero un lusso di ricevere la possibilità di servire a un ideale, e mi duole soltanto il fatto di non poter fare di più»</em> (Felix Karlinger, Monaco di Baviera, 19 novembre 1960 (da una lettera inedita inviata a Màlgari Onnis Porrino).</p>
<p><em>«Illustre e caro Dott. Karlinger, […] sono io che debbo ringraziarLa della Sua amicizia e stima e di essere venuto sino a Napoli per assistere alla prima della mia opera I Shardana facendo un viaggio tanto lungo. Come Lei ben comprende, la vita di un artista è sempre dura e difficile e carica di battaglie. Essere seguito da un uomo colto e appassionato come Lei è un grande conforto che ricompensa di tante lotte. Il Suo giudizio sulla mia opera mi lusinga e mi auguro davvero anch’io che un giorno I Shardana venga rappresentata anche in Germania»</em> (Ennio Porrino, Roma, 16 giugno 1959).</p>
<p><em>«</em><em>Ennio Porrino ha dedicato la sua opera «Alla mia terra di Sardegna», e questo è il dono più prezioso che egli potesse fare alla sua isola. Se Monaco avesse la fortuna di venir cantata da opere come queste, sono certo che nei festival operistici della mia città sarebbe loro riservato ogni anno il posto d’onore</em><em>»</em> (Felix Karlinger, Monaco di Baviera, 1960).</p>
<p><em>«</em><em>I Shardana pare aver imboccato la strada giusta per diventare l’opera nazionale sarda per eccellenza</em><em>»</em> (Felix Karlinger, Kassel, 1960).</p>
<p><strong>Giovanni Masala</strong></p>
<p><strong>Per approfondimenti:</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ennio Porrino, <em>I Shardana</em>: <em>Gli uomini dei nuraghi</em> (Dramma musicale in tre atti).</strong> Volume contenente il testo in tre atti a firma dell’autore, nonché le critiche all’indomani della rappresentazione al Teatro San Carlo di Napoli (1959) e al Teatro Massimo di Cagliari (1960). Fotografie inedite di scena della «prima», i bozzetti di Màlgari Onnis Porrino, una prefazione di G. Masala, un articolo di F. Karlinger sulla sardità dell’arte porriniana, un’intervista al compositore, la lettera-testamento di Porrino e altri materiali inediti rievocano una delle giornate più memorabili della storia dell’opera lirica contemporanea.</p>
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		<title>Punti di vista</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 22:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>collaboratori</dc:creator>
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		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Nella Califano]]></category>
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		<description><![CDATA[di Nella Califano


Stavo per infilare la chiave dell&#8217;auto nella toppa, quando mi fermai a guardare la mia nuova utilitaria. Ero riuscita finalmente a comprarla, sebbene fosse stato difficile mettere da parte un considerevole gruzzoletto. Beh, non era male: piccola, agile, di un blu scuro lucente e non inquinante. Si, tutto sommato l&#8217;acquisto mi soddisfaceva. Vidi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=1983&subd=linutile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><em>di Nella Califano</em></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/aldoaldoz/2974501464/" target="_blank"><img class="alignleft" style="border:0 none;" title="asd" src="http://farm4.static.flickr.com/3211/2974501464_29c8123a10.jpg?v=0" alt="" width="190" height="179" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Stavo per infilare la chiave dell&#8217;auto nella toppa, quando mi fermai a guardare la mia nuova utilitaria. Ero riuscita finalmente a comprarla, sebbene fosse stato difficile mettere da parte un considerevole gruzzoletto. Beh, non era male: piccola, agile, di un blu scuro lucente e non inquinante. Si, tutto sommato l&#8217;acquisto mi soddisfaceva. Vidi il mio viso riflesso nel vetro lindo del finestrino: era stranamente imbronciato. E in quel mentre ricordai un episodio accaduto un po&#8217; di anni fa. Era un pomeriggio d&#8217;inverno, tornavo da lavoro nella mia macchina nuova, ero sulla strada di casa, quando cominciò a piovere<span id="more-1983"></span> a dirotto e, prima che potessi decidere di imboccare l&#8217;autostrada per abbreviare il percorso, mi circondarono decine e decine di auto; non ricordo da dove venissero, fu un attimo, quasi una magia. Rimasi imbottigliata in un intenso traffico per più di un&#8217;ora, il sole calò e fu già buio. Non ne potevo più di quei clacson, di quel fumo, della pioggia battente che riuscivo appena a spazzolare via dal parabrezza, così decisi di tornare indietro e cercare in qualche modo di raggiungere l&#8217;autostrada, che in quel momento agognavo come un&#8217;oasi nel deserto. Quando mi accorsi che dietro di me non c&#8217;erano altre auto, ingranai  velocemente la retromarcia e spinsi l&#8217;acceleratore senza guardarmi indietro. Scoprii di non essere sola come credevo. L&#8217;urto fu tutt&#8217;altro che lieve e non lasciò spazio ad altre interpretazioni: il mio paraurti si era prepotentemente incastrato come il pezzo di un puzzle in quello del malcapitato. Cominciai ad agitarmi, feci un milione di gesti in pochissimi secondi: abbassai il finestrino, misi fuori la testa e urlai qualcosa, forse delle scuse, mi bagnai, così mi ritrassi subito, guardai in tutti gli specchietti a mia disposizione, tentai di scendere dall&#8217;auto, ma avevo la cintura di sicurezza, la tolsi e provai ad aprire la portiera, che però era bloccata dalle sicure, la sbloccai velocemente e scesi, ma pioveva, allora rientrai, cercai qualcosa per coprirmi e trovai un ombrello, finalmente ero fuori, scapigliata, affannata e mortificata. Vidi davanti a me la testa bagnata di un ragazzo che, senza ombrello, stava costatando i danni: era il proprietario dell&#8217;auto. Gli corsi subito incontro, lo riparai con il mio ombrello sgangherato e cominciai a balbettare delle scuse, a parlare della mia distrazione ingiustificata, che ero bloccata da un ora dal traffico e che volevo solo tornare a casa, che avrei ripagato tutti i danni e che non mi era mai capitata una cosa del genere, per cui non conoscevo la procedura. Il ragazzo aveva ascoltato tutto senza interrompermi e appena mi fermai sorrise mostrando una dentatura perfetta e candida (fu allora che mi accorsi dei suoi occhi grandi e belli); mi sorpresi del suo aspetto più che piacevole e soprattutto che quell&#8217;aspetto fosse sotto il mio ombrello!Sorrisi anch&#8217;io, stupidamente, poi tornai seria: avevo pur sempre creato quel disastro, dovevo avere un&#8217;espressione dispiaciuta. Lui notò il mio repentino cambiamento d&#8217;umore e il suo sorriso si allargò in una vera e propria risata. A quel punto mi spiegò il procedimento: &#8220;Stia tranquilla, posteggi la sua auto e venga con me a prendere una cioccolata calda prima che ci prenda un&#8217;influenza&#8230;&#8221;. Sorrise ancora e poi si esibì in un piccolo starnuto, conclusione che si accordava perfettamente al suo invito. Balbettai ancora, gli dissi di darmi del tu e che avrei accettato l&#8217;invito solo se avessimo preso la mia macchina (dovevo pur sdebitarmi in qualche modo, dato che non sembrava avere nessuna intenzione di farmi ripagare il danno!). Il ragazzo sorrise ancora e accettò subito di buon grado il mio gesto di gratitudine, posteggiò con rapide manovre la sua auto lungo un marciapiede e si diresse verso di me, entrò in macchina e mise la cintura di sicurezza. Entrai anch&#8217;io, mi sedetti accanto a lui e accesi il motore. Ero imbarazzatissima e fortemente meravigliata della sua tranquillità (eravamo pur sempre estranei!): non parlava, sorrideva soltanto e stranamente questo mi bastava. Si decise ad aprire bocca solo quando io gli proposi un bar lì vicino: &#8220;Io invece ne conosco uno molto carino a dieci o quindici minuti da qui, suonano musica jazz dalle 18 in poi, inoltre ci si può arrivare con una scorciatoia che ci caverebbe fuori da questo traffico&#8221;, disse. Annuii e seguii le sue indicazioni. In effetti arrivammo lì in quindici minuti, ma non ricordo come, ricordo solo tante curve; a un certo punto cominciai anche a temere che questo bar non esistesse e che mi fossi cacciata in un bel guaio!&#8230;poi finalmente ci ritrovammo di fronte ad un edificio in legno con una piccola insegna luminosa: &#8220;BYECAR MUSIC&#8221;. Il luogo era davvero carino come diceva il ragazzo, di cui ancora non avevo appreso il nome, l&#8217;unico inconveniente riguardava il posteggio dell&#8217;auto: il bar era sulla strada e lo sconosciuto mi disse che non era possibile lasciare l&#8217;auto se non davanti ad un cancello privato, fin quando il padrone non fosse uscito o rientrato, e che non dovevo preoccuparmi dal momento che lui lo faceva sempre e non aveva mai avuto problemi. Mi lasciai convincere. La musica jazz usciva fuori dalla porticina in legno in modo suadente e, avvolta dai quei suoni morbidi, mi ritrovai seduta su una poltroncina rossa a sorseggiare cioccolato caldo. Il locale, a differenza di quanto era possibile intuire dall&#8217;esterno, era molto grande, un unico ambiente che aveva tutta l&#8217;aria di un loft. A terra un parquet lucido interrotto qua e là da robusti pilastri in mattoncini, credo (le luci erano molto basse, tanto che non riuscivo a vedere nitidamente neppure il viso del ragazzo che mi stava di fronte). C&#8217;erano poltroncine singole o veri e propri divani, tavolini in legno bassi ed alti, pouf e qualche tappeto. Sulla destra un lungo bancone, in fondo, sulla sinistra, un piccolo palco sul quale si stavano esibendo quattro uomini non giovanissimi.<br />
Parlammo a lungo io e Claudio (così si chiamava), mi scusai ancora, gli dissi che poteva, anzi, doveva darmi del tu e lo ringrazia per la gentilezza che mi aveva riservato; lui mi parlò della sua passione per il jazz e per la cioccolata. Ci guardammo negli occhi e sorridemmo, poi si sentì un lungo suono di clacson e Claudio, sempre con gli occhi puntati nei miei, cambiò espressione, non sorrideva più, impallidì. Pensai che il suono improvviso lo avesse spaventato e trattenni una risata. Mi disse che sicuramente si trattava del padrone del cancello privato, così si offrì di spostare la mia auto ed io gli consegnai le chiavi ringraziandolo per la cortesia. Lui le afferrò e le sfilò via delicatamente dalle mie mani, mi guardo a lungo negli occhi, lasciò che la sua candida dentatura si affacciasse timida tra le carni delle sue labbra e si allontanò. Prima di uscire scambiò due battute con il barista e andò via. Lo seguii con lo sguardo, decisamente inebetita, poi presi la mia agendina e tutta eccitata scrissi: &#8220;Sta per succedere qualcosa di straordinario&#8221;. Ero felicissima, non avevo mai conosciuto una persona come Claudio e poi in così insolite circostanze! Sembrava una fiaba, mi sentivo una principessa, una fata, una persona speciale&#8230;. Non mi accorsi che fantasticavo ormai da venti minuti e Claudio non era ancora tornato. Appeso ad una parete l&#8217;orologio di legno che aveva la forma di una bocca femminile dalle labbra rosse segnava quasi le venti e il locale cominciava a riempirsi dei clienti abituali della sera: si sedevano chiacchierando, ordinavano panini, birre. Mi chiesi dove mai avessero posteggiato e quando sentii parlare di un grande parcheggio sul retro (c&#8217;era un retro?!) uscii di corsa dal bar. Claudio non c&#8217;era e nemmeno la mia auto. Mi fiondai nel parcheggio sul retro, ma neppure lì vidi né l&#8217;uno né l&#8217;altra. Non potevo crederci, presi d&#8217;istinto la mia agendina, scrissi lentamente un rigo, la richiusi. Mi spostai verso la cassa con molta calma, feci per pagare il conto, ma il barista mi disse che se n&#8217;era già occupato il ragazzo che era seduto al mio tavolo, poi mi consegnò un bigliettino, era da parte di Claudio: &#8220;Mi dispiace&#8221;. Lessi, lo ripiegai e lo misi in borsa. Chiesi al barista dove fossimo e se avrei potuto servirmi di un bus per tornare a casa, così mentre asciugava un boccale mi informò di una fermata distante cento metri dal locale. Uscii, lasciai lì il mio ombrello e dopo circa quarantacinque minuti fui sotto casa. Il traffico si era dileguato e con esso la pioggia, il cielo era nero. Non avevo più la mia macchina.<br />
Comprai delle sigarette, ne accesi una, tossii e feci subito dopo un piccolo starnuto, poi mi fermai, mi sedetti su una panchina umida e guardai il fumo fondersi con la luce gialla del lampione che illuminava la mia testa. Diedi ancora una boccata, tossii, guardai la gente passare. Pensai ad un milione di cose, meno che alla mia auto. Mi sentivo incredibilmente piena e felice. Altra boccata, altro colpo di tosse: non avevo mai fumato. Mi tirai su dalla panchina fredda, spensi la sigaretta gettandola in una pozzanghera e pensai che non avrei mai più fumato. Tornai a casa.<br />
Quando smisi di fantasticare il mio viso riflesso nel finestrino era sereno. Ritrassi la chiave, la misi in borsa e andai a piedi a lavoro.
</p>
<p style="text-align:justify;">
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		<title>Uraniche</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 15:06:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Inutili]]></category>
		<category><![CDATA[A. Rodin]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Laurenti]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie Uraniche]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[vecchio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://linutile.wordpress.com/?p=1770</guid>
		<description><![CDATA[di Giuliano Laurenti

I
Io sono come il vecchio che languisce
Col membro flaccido ed ormai sterile
Come la società che cambia stile
Dopo ogni era che vive e finisce.
Sono come i castelli arroccati
Sui grigi pilastri rosi dai giorni
Sono come la storia a i suoi ritorni
Tra vecchi studenti ancora ribelli.
Son l&#8217;adulterio fra le azzurre pieghe
Della veste che cinge la rivolta
Oscuro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=1770&subd=linutile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>di Giuliano Laurenti</em></p>
<p><a href="http://img516.imageshack.us/img516/3774/immagine.png"><img class="alignnone" style="border:0 none;" title="ar" src="http://img516.imageshack.us/img516/3774/immagine.png" alt="" width="226" height="333" /></a></p>
<p><strong>I</strong></p>
<p>Io sono come il vecchio che languisce<br />
Col membro flaccido ed ormai sterile<br />
Come la società che cambia stile<br />
Dopo ogni era che vive e finisce.<br />
Sono come i castelli arroccati<br />
Sui grigi pilastri rosi dai giorni<br />
Sono come la storia a i suoi ritorni<br />
Tra vecchi studenti ancora ribelli.<span id="more-1770"></span><br />
Son l&#8217;adulterio fra le azzurre pieghe<br />
Della veste che cinge la rivolta<br />
Oscuro e imbronciato come la stolta<br />
Vanità che osservi e non ti spieghi.<br />
Vivo cerchie consunte da vogliose,<br />
da puttane dal cazzo corrose!</p>
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			<media:title type="html">collaboratori</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Questo spettacolo notturno</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2009/02/18/questo-spettacolo-notturno/</link>
		<comments>http://linutile.wordpress.com/2009/02/18/questo-spettacolo-notturno/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 20:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Inutili]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[notte]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[raffaele brio]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[di Raffaele Brio
 

Guardando questo spettacolo notturno
vedo tante luci e piccole navi che attraccano e che vanno
mentre il mio corpo sta sbandando e urtando sento il dolore
che custodisco  dentro me.
Quelle luci e questo vento
e, dolce, rumore di navi mi paralizzano
lingua e gesti ma nella testa viaggio e continuo
a pensare cosa ho fatto e farò.
Rigettando [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=1745&subd=linutile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>di Raffaele Brio</em></p>
<p><em> <a href="http://farm4.static.flickr.com/3363/3213690762_19a47dae5b.jpg?v=0"><img class="alignnone" title="faro" src="http://farm4.static.flickr.com/3363/3213690762_19a47dae5b.jpg?v=0" alt="" width="455" height="303" /></a><br />
</em></p>
<p>Guardando questo spettacolo notturno<br />
vedo tante luci e piccole navi che attraccano e che vanno<br />
mentre il mio corpo sta sbandando e urtando sento il dolore<br />
che custodisco  dentro me.<br />
Quelle luci e questo vento<br />
e, dolce, rumore di navi mi paralizzano<br />
lingua e gesti ma nella testa viaggio e continuo<br />
a pensare cosa ho fatto e farò.<br />
<span id="more-1745"></span>Rigettando gli occhi sulla costa<br />
un fascio di luce, il faro delle tenebre,<br />
mi acceca e io di istinto mi copro il viso<br />
e mi accorgo di esistere ancora con la voglia di vivere.<em><br />
</em></p>
Posted in Cose Inutili  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/linutile.wordpress.com/1745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/linutile.wordpress.com/1745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/linutile.wordpress.com/1745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/linutile.wordpress.com/1745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/linutile.wordpress.com/1745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/linutile.wordpress.com/1745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/linutile.wordpress.com/1745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/linutile.wordpress.com/1745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/linutile.wordpress.com/1745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/linutile.wordpress.com/1745/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=1745&subd=linutile&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">collaboratori</media:title>
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			<media:title type="html">faro</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Antonio vs Vita</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2009/01/30/antonio-vs-vita/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 15:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Moraca]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[di Antonio Moraca

Credo che qualcosa stia cambiando&#8230;o forse no, forse non cambia proprio niente ma c&#8217;è movimento.
Non lo so se è per un film che ho visto, per una canzone che ho scritto o che ho ascoltato, ma c&#8217;è qualcosa.
Ci credo&#8230;ci credo&#8230;e in questa dimensione quasi tantrica sto iniziando a crederci non con la testa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=1660&subd=linutile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>di <a href="http://profile.myspace.com/antoniomoraca" target="_blank">Antonio Moraca</a></em></p>
<p style="text-align:right;"><!-- 	 	 --></p>
<p style="text-align:left;"><img class="alignleft" title="antonio moraca, rock, show" src="http://img520.imageshack.us/img520/4466/rocknrollshowkp3.jpg" alt="" width="161" height="142" />Credo che qualcosa stia cambiando&#8230;o forse no, forse non cambia proprio niente ma c&#8217;è movimento.</p>
<p style="text-align:left;">Non lo so se è per un film che ho visto, per una canzone che ho scritto o che ho ascoltato, ma c&#8217;è qualcosa.</p>
<p style="text-align:left;">Ci credo&#8230;ci credo&#8230;e in questa dimensione quasi tantrica sto iniziando a crederci non con la testa adesso ma col cuore.</p>
<p style="text-align:left;">Credo che comincio a vivere solo quando mi alzo all&#8217;improvviso di notte e e per dare sfogo all&#8217;insonnia comincio a scrivere, e le parole vanno giù da sole, io non faccio altro che scriverle come se qualcuno me le suggerisse.</p>
<p style="text-align:left;">E&#8217; una gran rottura ritornare indietro e &#8220;controllare&#8221; ciò che ho fatto&#8230;non mi va&#8230;vado avanti&#8230;tanto nessuno è obbligato a leggere&#8230;se non ti va puoi anche cambiare pagina&#8230;non me la prendo.</p>
<p style="text-align:left;"><span id="more-1660"></span>Sarà che forse scrivo seguendo uno stile e un tono già usati, ma cazzo!, almeno scrivo, poi scrivendo viene fuori sempre qualcosa che ti aiuta a conoscerti sempre di più.</p>
<p style="text-align:left;">Una pagina bianca è come una donna: enigmatica, a volte noiosa&#8230;oggi potrebbe renderti felice, domani, potrebbe anche farti ammazzare&#8230;</p>
<p style="text-align:left;">Sarà che mentre sono qui a scrivere un sacco di fesserie con quest&#8217;accento ostinatamente romagnolo che mi rimbomba fin dietro il cervelletto, mi sento stranamente un po&#8217; felice e per stanotte questa sarà la mia camomilla.</p>
<p style="text-align:left;">Ci sono persone che passano nella vita senza neanche sfiorarla e magari vivono bene perché non si fanno tanti problemi, tutto gli scivola addosso come niente fosse; poi ci sono quelli che stanno cercandosi un posto in questo &#8220;passaggio&#8221; e due sono le cose:</p>
<p style="text-align:left;">o vivono in  continua angoscia, soffrendo  o vivono abbastanza bene da finire i loro giorni con un ghigno beffardo sul volto.</p>
<p style="text-align:left;">Io non so se sono passato, se sto passando o se passerò, ma una cosa è certa:</p>
<p style="text-align:left;">se stanotte sono qui a domandarmelo è già qualcosa.</p>
<p style="text-align:right;">ANTONIO<span style="color:#ffffff;"> __ </span> Vs<span style="color:#ffffff;">__</span> VITA<span style="color:#ffffff;">__</span></p>
<p style="text-align:right;">3<span style="color:#ffffff;">_______	    __</span>20.000<span style="color:#ffffff;">_ </span><em><br />
</em>
</p>
<p style="text-align:right;"><em> </em></p>
Posted in diari  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/linutile.wordpress.com/1660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/linutile.wordpress.com/1660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/linutile.wordpress.com/1660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/linutile.wordpress.com/1660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/linutile.wordpress.com/1660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/linutile.wordpress.com/1660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/linutile.wordpress.com/1660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/linutile.wordpress.com/1660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/linutile.wordpress.com/1660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/linutile.wordpress.com/1660/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=1660&subd=linutile&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">collaboratori</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">antonio moraca, rock, show</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Versi Sbronzi</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2008/12/21/versi-sbronzi/</link>
		<comments>http://linutile.wordpress.com/2008/12/21/versi-sbronzi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 13:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Inutili]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Whisky]]></category>
		<category><![CDATA[poeti maledetti]]></category>
		<category><![CDATA[alcool]]></category>
		<category><![CDATA[ubriacatura]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Tartari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://linutile.wordpress.com/?p=1468</guid>
		<description><![CDATA[di Marco Tartari

Il sesso è scritto sulle tue gambe
slittano, curvano, distorcono
Come strati di parole, colore e note
nascondono l&#8217;immensa possibilità
mai sfruttata
di un foglio bianco
vera arte
Come i riflessi che precipitano
nel burrone di un bicchiere
ancora umido di labbra
Come il whisky che si tuffa
dentro me
urlando calore, visioni e sogni
che spariranno non appena domani
tornerà ad essere
oggi.
Posted in Cose Inutili  [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=1468&subd=linutile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>di Marco Tartari</em></p>
<p><img class="alignnone" title="Whisky" src="http://img525.imageshack.us/img525/5687/imm1lc6.jpg" alt="" width="413" height="265" /></p>
<p>Il sesso è scritto sulle tue gambe<br />
slittano, curvano, distorcono<br />
Come strati di parole, colore e note<br />
nascondono l&#8217;immensa possibilità<br />
mai sfruttata<br />
di un foglio bianco<br />
vera arte<span id="more-1468"></span><br />
Come i riflessi che precipitano<br />
nel burrone di un bicchiere<br />
ancora umido di labbra<br />
Come il whisky che si tuffa<br />
dentro me<br />
urlando calore, visioni e sogni<br />
che spariranno non appena domani<br />
tornerà ad essere<br />
oggi.</p>
Posted in Cose Inutili  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/linutile.wordpress.com/1468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/linutile.wordpress.com/1468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/linutile.wordpress.com/1468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/linutile.wordpress.com/1468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/linutile.wordpress.com/1468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/linutile.wordpress.com/1468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/linutile.wordpress.com/1468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/linutile.wordpress.com/1468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/linutile.wordpress.com/1468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/linutile.wordpress.com/1468/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=1468&subd=linutile&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">collaboratori</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://img525.imageshack.us/img525/5687/imm1lc6.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Whisky</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Canzone del dodo della felicità</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2008/12/01/canzone-del-dodo-della-felicita/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 09:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Inutili]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[dodo]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Genovese]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://linutile.wordpress.com/?p=1422</guid>
		<description><![CDATA[di Francesco Genovese

Monsieur Ramou fa il magazziniere
ma ama Parigi
ha un doppio mestiere
di notte infatti
in una stanzetta
modella ceramica
la dipinge di fretta.
Accadde un dì
che di prima mattina
un distinto signore
notò la vetrina.
&#8221; Mi scusi buon uomo,
mio figlio è un po&#8217; triste,
ma a questi color
noia non resiste.
Son tempi bui
ma ho un nuovo mestiere
il gaudio del piccolo
glielo pago bene.&#8221;
Ramou fu [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=1422&subd=linutile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>di Francesco Genovese</em></p>
<p><img class="alignnone" title="dodo" src="http://img511.imageshack.us/img511/9465/fsdac8.jpg" alt="" width="435" height="226" /></p>
<p>Monsieur Ramou fa il magazziniere<br />
ma ama Parigi<br />
ha un doppio mestiere<br />
di notte infatti<br />
in una stanzetta<br />
modella ceramica<br />
la dipinge di fretta.<br />
Accadde un dì<br />
che di prima mattina<br />
un distinto signore<br />
notò la vetrina.<br />
&#8221; Mi scusi buon uomo,<br />
mio figlio è un po&#8217; triste,<br />
ma a questi color<br />
noia non resiste.<br />
Son tempi bui<br />
ma ho un nuovo mestiere<br />
il gaudio del piccolo<br />
glielo pago bene.&#8221;<br />
Ramou fu orgoglioso<br />
e per bambino<br />
pescò il più bel dodo<br />
vicino al camino.<br />
&#8221; Con questo le giuro&#8221;<br />
porgendolo disse<br />
&#8220;Il suo bel figliuol<br />
riderà di sicuro&#8221;<br />
Tornò a casa l&#8217;uomo<br />
con il nuovo oggetto<br />
e tempi di gioia<br />
donò al figlioletto.<span id="more-1422"></span></p>
<p>Eravamo e siamo quel dodo<br />
il più bel gioco del più bel bambino<br />
di una bella famiglia<br />
caduto in frantumi<br />
quando Ramou si spense<br />
e il padre cadde in disgrazia.<br />
Porto nel mio cuore<br />
ogni lacrima di quel bambino<br />
ogni frammento<br />
ogni color che rimane</p>
Posted in Cose Inutili  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/linutile.wordpress.com/1422/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/linutile.wordpress.com/1422/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/linutile.wordpress.com/1422/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/linutile.wordpress.com/1422/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/linutile.wordpress.com/1422/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/linutile.wordpress.com/1422/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/linutile.wordpress.com/1422/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/linutile.wordpress.com/1422/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/linutile.wordpress.com/1422/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/linutile.wordpress.com/1422/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=1422&subd=linutile&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">collaboratori</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://img511.imageshack.us/img511/9465/fsdac8.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">dodo</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Non Luogo&#8230; A Procedere!</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2008/11/18/non-luogo-a-procedere/</link>
		<comments>http://linutile.wordpress.com/2008/11/18/non-luogo-a-procedere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 12:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Inutili]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[non-luogo]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://linutile.wordpress.com/?p=1338</guid>
		<description><![CDATA[di Rosario Albano (LBNRSR56P06B59O)

Ecco un dileguare lento lento
________Nel baluginare notte e giorno
Quando si scende e si sale sempre
In un groviglio di semplici tunnel:
________Lì è come incedere sul vuoto
Là è quasi un disperdersi fermi
Uno spazio di non finiti assiti
________Una pienezza di muri e cieli:
Verso un non luogo&#8230; a procedere!
Posted in Cose Inutili     [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=1338&subd=linutile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>di Rosario Albano (LBNRSR56P06B59O)</em></p>
<p><a href="http://farm4.static.flickr.com/3190/2737036802_58f48b4bbc.jpg?v=0"><img class="alignnone" title="as" src="http://farm4.static.flickr.com/3190/2737036802_58f48b4bbc.jpg?v=0" alt="" width="369" height="245" /></a></p>
<p>Ecco un dileguare lento lento</p>
<p><span style="color:#ffffff;">________</span>Nel baluginare notte e giorno</p>
<p>Quando si scende e si sale sempre</p>
<p>In un groviglio di semplici tunnel:</p>
<p><span style="color:#ffffff;">________</span>Lì è come incedere sul vuoto</p>
<p>Là è quasi un disperdersi fermi<span id="more-1338"></span></p>
<p>Uno spazio di non finiti assiti</p>
<p><span style="color:#ffffff;">________</span>Una pienezza di muri e cieli:</p>
<p>Verso un non luogo&#8230; a procedere!</p>
Posted in Cose Inutili  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/linutile.wordpress.com/1338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/linutile.wordpress.com/1338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/linutile.wordpress.com/1338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/linutile.wordpress.com/1338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/linutile.wordpress.com/1338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/linutile.wordpress.com/1338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/linutile.wordpress.com/1338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/linutile.wordpress.com/1338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/linutile.wordpress.com/1338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/linutile.wordpress.com/1338/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=1338&subd=linutile&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">collaboratori</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://farm4.static.flickr.com/3190/2737036802_58f48b4bbc.jpg?v=0" medium="image">
			<media:title type="html">as</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>I vagabondi del Dharma</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2008/10/18/i-vagabondi-del-dharma/</link>
		<comments>http://linutile.wordpress.com/2008/10/18/i-vagabondi-del-dharma/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 17:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Moraca]]></category>
		<category><![CDATA[Dharma Bums]]></category>
		<category><![CDATA[jack kerouac]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Vagabondi del Dharma]]></category>

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		<description><![CDATA[di Antonio Moraca, da Jack Kerouac, I vagabondi del Dharma, Mondadori 


Ritto sulla testa prima di andare a letto su quel tetto di roccia inondato di luna riuscivo a vedere che la terra  era effettivamente capovolta e l’uomo un bizzarro vanesio scarabeo pieno di idee strambe che errava a testa in giù e si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=1021&subd=linutile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>di <em><a href="http://profile.myspace.com/antoniomoraca" target="_blank">Antonio Moraca</a>, </em>da<em> </em><em><a href="http://linutile.wordpress.com/2008/09/28/pull-my-daisy/" target="_blank">Jack Kerouac</a>,</em><em> </em><em><a href="http://www.ibs.it/code/9788804555414/kerouac-jack/vagabondi-del-dharma.html" target="_blank">I vagabondi del Dharma</a>, Mondadori </em></p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://linutile.wordpress.com/2008/10/18/i-vagabondi-del-dharma/"><img src="http://img.youtube.com/vi/QkCbfapBlsA/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:center;">
<p>Ritto sulla testa prima di andare a letto su quel tetto di roccia inondato di luna riuscivo a vedere che la terra  era effettivamente capovolta e l’uomo un bizzarro vanesio scarabeo pieno di idee strambe che errava a testa in giù e si dava un sacco di arie, e capivo che l’uomo ricordava la ragione per cui questo sogno di pianeti e piante e Plantageneti era stato prodotto dall’essenza primaria. Certe volte mi infuriavo perché le cose non andavano come dovevano, m’era riuscita male una focaccia, ero scivolato nel campo di neve mentre raccoglievo acqua, oppure la volta in cui la pala mi sfuggì di mano finendo in fondo alla gola e io mi arrabbiai tanto che avrei voluto mordere le vette dei monti e rientrai nella baracca e presi a calci la credenza e mi feci male al piede. Ma la mente deve stare all’erta, perché anche se la carne è satura, le circostanze dell’esistenza sono abbastanza splendide.</p>
Posted in Installazioni  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/linutile.wordpress.com/1021/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/linutile.wordpress.com/1021/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/linutile.wordpress.com/1021/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/linutile.wordpress.com/1021/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/linutile.wordpress.com/1021/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/linutile.wordpress.com/1021/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/linutile.wordpress.com/1021/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/linutile.wordpress.com/1021/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/linutile.wordpress.com/1021/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/linutile.wordpress.com/1021/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=1021&subd=linutile&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">collaboratori</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://img.youtube.com/vi/QkCbfapBlsA/2.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Accanto a finestre</title>
		<link>http://linutile.wordpress.com/2008/06/16/accanto-a-finestre/</link>
		<comments>http://linutile.wordpress.com/2008/06/16/accanto-a-finestre/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 09:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Inutili]]></category>
		<category><![CDATA[cose]]></category>
		<category><![CDATA[finestra]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[silvana fiori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://linutile.wordpress.com/?p=346</guid>
		<description><![CDATA[di Silvana Fiori
Accanto a finestre che sporgono nel vuoto
Ascoltando battere di tasti a intervalli regolari,
con una catenina che avvolgo tra le dita.
I pensieri si mostrano come circolari.
Chiedono, poi abbandonano
Poi si impongono sfacciati.
V&#8217;è quella banca e chi passa rasente il giardinetto.
Ma sono quegli oggetti lungo il davanzale
Che non tollerano più d&#8217;essere ignorati.
     [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=346&subd=linutile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>di Silvana Fiori</em></p>
<p>Accanto a finestre che sporgono nel vuoto<br />
Ascoltando battere di tasti a intervalli regolari,<br />
con una catenina che avvolgo tra le dita.<br />
I pensieri si mostrano come circolari.<br />
Chiedono, poi abbandonano<br />
Poi si impongono sfacciati.<br />
V&#8217;è quella banca e chi passa rasente il giardinetto.<br />
Ma sono quegli oggetti lungo il davanzale<br />
Che non tollerano più d&#8217;essere ignorati.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/linutile.wordpress.com/346/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/linutile.wordpress.com/346/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/linutile.wordpress.com/346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/linutile.wordpress.com/346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/linutile.wordpress.com/346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/linutile.wordpress.com/346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/linutile.wordpress.com/346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/linutile.wordpress.com/346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/linutile.wordpress.com/346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/linutile.wordpress.com/346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/linutile.wordpress.com/346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/linutile.wordpress.com/346/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=linutile.wordpress.com&blog=2743693&post=346&subd=linutile&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">collaboratori</media:title>
		</media:content>
	</item>
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