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cb sta leggendo: Theodor W. Adorno, Minima Moralia
8avio sta leggendo: William S. Burroghs, Pasto Nudo
Se è assolutamente necessario che l’arte o il teatro servano a qualche cosa, dirò che dovrebbero servire ad insegnare alla gente che ci sono attività che non servono a niente e che è indispensabile che ci siano.
Eugène Ionesco.
Memento (cb)
Emil Cioran: Sogno una lingua le cui parole, come pugni, fracassino mascelle…
E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé. Leggi il seguito di questo post »
Estate,
sei calda come i baci che ho perduto,
sei piena di un amore che è passato,
che il cuore mio vorrebbe cancellar.
Odio l’estate,
il sole che ogni giorno ci donava,
gli splendidi tramonti che creava,
adesso brucia solo con furor.
Tornerà un altro inverno,
cadranno mille pètali di rose,
la neve coprirà tutte le cose
e il cuore un pò di pace troverà. Leggi il seguito di questo post »
Colgon gli occhi a occidente il sole
tramonta adagiato _______________al mare
gli ultimi suoi raggi regala
al setaccio delle nuvole
che splende di tenui colori
Colgon gli occhi a occidente i colori
strappan nella notte
figure che sono mitiche _____che sono enormi
per le sfere del cielo galoppano
ora fondendosi
ora sparendo
in un attimo
Colgon gli occhi a occidente un pensiero
E le braccia ______lungo i fianchi __________cadono
e le lacrime colgono gli occhi
- È la fine del giorno - Leggi il seguito di questo post »
Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino! Leggi il seguito di questo post »
Su immensità celesti di stelle (* * *) e pianeti ___________________e satelliti, _____________aerei e nuvole, ____poche gocce __di pioggia,
Giù le ossa della madre terra, ___nudi scogli, _______e sotto ancora fiamme _______________di antico calore.
Giacevamo in contemplazione del tutto
e di noi,
i nostri pensieri
parole _____________ risate e ___________________________baci
cullati dallo________scroscio
dello_____scrosciare_______scrosciante delle
onde, eterno eterno eterno eterno
amplesso fra mare e terra e mare e terra. Leggi il seguito di questo post »
Un grande temporale
per tutto il pomeriggio si è attorcigliato
sui tetti prima di rompere in lampi, acqua.
Fissavo versi di cemento e di vetro
dov’erano grida e piaghe murate e membra
anche di me, cui sopravvivo. Con cautela, guardando
ora i tegoli battagliati ora la pagina secca,
ascoltavo morire
la parola d’un poeta o mutarsi
in altra, non per noi più, voce. Gli oppressi
sono oppressi e tranquilli, gli oppressori tranquilli
parlano nei telefoni, l’odio è cortese, io stesso
credo di non sapere più di chi è la colpa. Leggi il seguito di questo post »
[Tempo fa è apparsa su questo sito un'epistola indirizzata da Gianni Rodari ad Enrico Fuente, in questa epistola si faceva riferimento ad un concetto espresso dal Fuente e che Rodari sottolineava: i comunisti dittatori sono fascisti con maglie rosse. I filologi dell'"Accademia Fuente" coadiuvati da quelli dell'"Associazione Filastrocche in cielo e in terra" sono riusciti a scovare il testo origine della citazione, è questo, un inedito conservato fra le carte del mai troppo compianto Fuente e consegnato ora dai suoi eredi alla comunità dei lettori. Ottavio Sellitti]
(chiedo perdono ai puristi cruscanti per non aver rispettato sempre la Consecutio Temporis e la Grammatica e il Vocabolario, sarebbe stato impossibile e inoltre non auspicabile, chi capirà non me ne vorrà. Enrico Fuente)
Il sole entrava dalla finestra ed il cane era lo stesso della sera prima, anche lo stesso del giorno prima, con una certa approssimazione era anche quello di un mese prima, se si escludono i graffi dei gatti ed il pelo diverso, non più corto o più lungo, diverso…
I capelli anche quelli erano gli stessi, più lunghi ma gli stessi, senza una pettinata da anni e che di rado si piegavano alle forbici del barbiere, scuri, con qualche riflesso rosso merito dei vichinghi che hanno colonizzato il Sud Italia tanto tempo fa…
Con il sole entrava il mattino, un orario compreso fra le sette e mezzogiorno, meglio le sette e mezza o ritardo, l’orologio con le sue lancette ticchettava e con le lancette come lame di forbici tagliava il tempo e confermava: - Sono le otto e mezza devi svegliarti… -.
Una seconda occhiata dopo una distrazione di altri pensieri, sono le nove, - perché alzarsi? fuori pare un oggi rovente-.
I piccioni si gettano contro le imposte della finestra, rumori sordi regolari…
L’altoparlante dell’aeroporto conclude l’annuncio del volo per Parigi, Copenaghen, Londra, Barcellona, con un trillo, fastidioso, le persone con valige e soprabiti e cappotti di lana e pellicce parlottano ancora senza lasciarsi distrarre, bambini corrono in giro, lanciandosi dischi long play da 33 giri, poi lanciandosi CD, poi iniziano a passarsi mp3 ma subito si fermano, non è lo stesso gioco, e poi le guardie lo dicono: - Passarsi mp3 è vietato, è come rubare! E Lui vorrebbe avvicinarsi e far notare il tipo con l’impermeabile pieno di bozze, con una giraffa di peluche che gli esce dalla tasca destra, con il cartellino appeso all’orecchio sinistro (del tipo, non della giraffa). Non lo fa, d’altronde chiederebbero i documenti a lui, che: - non si critica il loro vigile operato -, che: - non avevano tempo da perdere, non erano turisti in viaggio, erano lavoratori loro!-, e: -Tu chi sei?- e vorrebbero sapere del suo naso così ingobbito e certo chiederebbero il visto per il possesso del gabbiano da compagnia, tenuto nella apposita gabbia. Leggi il seguito di questo post »
[Nel 27° anniversario della tua morte, Bob, abbiamo ancora bisogno delle tue canzoni di redenzione.]
Old pirates, yes, they rob I; Sold I to the merchant ships,
Minutes after they took I
From the bottomless pit.
But my hand was made strong By the ‘and of the Almighty.
We forward in this generation
Triumphantly.
Won’t you help to sing
These songs of freedom? -
‘Cause all I ever have:
Redemption songs;
Redemption songs.Leggi il seguito di questo post »
Era de maggio e te cadéano ‘nzino,
a schiocche a schiocche, li ccerase rosse…
Fresca era ll’aria…e tutto lu ciardino
addurava de rose a ciento passe…
Era de maggio, io no, nun mme ne scordo,
na canzone cantávamo a doje voce…
Cchiù tiempo passa e cchiù mme n’allicordo,
fresca era ll’aria e la canzona doce… Leggi il seguito di questo post »
Hai visto mai la luna
sorgere rossa dal mare, di sera
sui giardini lucenti di lucciole
quando vola per l’aria
di una piazza il profumo
di quei fiori non ancora limoni?
Hai mai accordato il sonno
sul grano biondo nel bacio del sole
al mobile frinir delle cicale?
Hai assaggiato tu mai
carne arrostita da un fuoco di faggio
sedendo su pietre tra
foglie e legnetti che sanno di terra
e che terra saranno?
Hai mai riempito le tue mani nude
con neve fredda di nessun calore
col vento che ti taglia
la faccia e ti fa sentire le ossa
e il colore che hai nel petto tuo? Leggi il seguito di questo post »
Tre metamorfosi io vi nomino dello spirito: come lo spirito diventa cammello, e il cammello leone, e infine il leone fanciullo.
Molte cose pesanti vi sono per lo spirito, lo spirito forte e paziente nel quale abita la venerazione: la sua forza anela verso le cose pesanti, più difficili a portare. Che cosa è gravoso? domanda lo spirito paziente - e piega le ginocchia, come il cammello, e vuol essere ben caricato. Qual è la cosa più gravosa da portare, eroi? - così chiede lo spirito paziente, - affinché io la prenda su di me e possa rallegrarmi della mia robustezza. Non è forse questo: umiliarsi per far male alla propria alterigia? Far rilucere la propria follia per deridere la propria saggezza? Oppure è: separarsi dalla propria causa quando essa celebra la sua vittoria? Salire sulle cime dei monti per tentare il tentatore? Oppure è: nutrirsi delle ghiande e dell’erba della conoscenza e a causa della verità soffrire la fame dell’anima? Oppure è: essere ammalato e mandare a casa coloro che vogliono consolarti, e invece fare amicizia coi sordi, che mai odono ciò che tu vuoi? Oppure è: scendere nell’acqua sporca, purché sia l’acqua della verità, senza respingere rane fredde o caldi rospi? Oppure è: amare quelli che ci disprezzano e porgere la mano allo spettro quando ci vuol fare paura? Tutte queste cose, le più gravose da portare, lo spirito paziente prende su di sé: come il cammello che corre in fretta nel deserto sotto il suo carico, così corre anche lui nel suo deserto.Leggi il seguito di questo post »
[Festeggiamo oggi la maturità anagrafica di questa canzone di Fabrizio De Andrè, dopo 18 anni di agonia anche nell'Italia sempre in ritardo rispetto la più attenta Europa si è celebrato il funerale di Utopia, i politici hanno finalmente smesso di guardare lontano verso qualcosa di irrealizzato, aggiustando la rotta man mano. i votanti li hanno seguiti nella realtà, stanchi delle promesse tentennate; a qualcuno resta una vibrazione di protesta in gola]
Tentò la fuga in tram
verso le sei del mattino
dalla bottiglia di orzata
dove galleggiava Milano
non fu difficile seguirlo
il poeta della Baggina
la sua anima accesa
mandava luce di lampadina
gli incendiarono il letto
sulla strada di Trento
riuscì a salvarsi dalla sua barba
un pettirosso da combattimento. Leggi il seguito di questo post »
Giovedì 17 Aprile al “Dietro le quinte” di Caserta dalle 22:00 per tutta la notte si terrà il “Poetry Slam”,una sorta di agone poetico cui parteciperanno, per la prima volta on the stage anche Glinutili.
Questa è una occasione per ascoltare le nostre voci storpiare alcuni dei versi storti che sono stati pubblicati qui sul sito, magari avendo la gentilezza di tributarci verdure non troppo marce e uova non andate troppo a male.
Interverranno Francesca Aprea, Vincenzo Birra, Carlo Brio, Antonio Moraca e Ottavio Sellitti.