di Franco Marcoaldi
Corri canecavallo, corri dietro
gli aironi che sorvolano
in pattugli la laguna.
Non ha importanza alcuna
che sfuggano alla presa; correre
è l’unica gioia, l’unica fortuna.
Raspa, perlustra con la zampa
il ciuffo d’erica in cerca
del tesoro di lucertola che cela.
Saetta la tua coda
mentre si alza il canto
solenne di cicale.
Cerchi e sei pago di cercare-
in fondo, per te come per me
senz’altro più importante che trovare.
Corri canecvallo. Fruga annusa
fiuta, spendi le tue energie di vita
prima che cali il sole.
[a Zyran, senza poter aggiungere altre parole]



Grazie Ottavio. M:
bellissima!! ho scoperto Marcoaldi leggendo Baldo,un libro stupendo in cui emorgono tutte le vere emozioni che legano l’uomo al cane,