di Mr. Shrimp
Nella coscienza delle cose, dei sentimenti; si perde tutto quello che, in uno stato di incoscienza, si può gustare (piacevole) pur senza comprenderlo, senza inquadrarlo. Ma quando tutto si inscatola – senza profondità – se ne indovina immediatamente la fine – o il suo maschio.
Tutto inquadrato e nel quadrante: possiamo rallentare (forzandolo) il momento, ma rintoccherà la confidenza con noi stessi: il minuto in cui ci calcoleremo arrivati. E le affettività, le tenerezze: tutte costume, tutte convenzione – l’acqua in discesa scava una pietra in forma di cuore.
Persa è la possibilità di intonare un canto; all’amore, a se stessi. Ma dove sono i miei pantaloni di flanella avvoltolati alle caviglie? Dove le pesche difficili? E i quaderni di conto dei cucchiaini di caffè; le miei giornate invernali, stentate, cercando di dimenticare i carnevali estivi in lunghe passeggiate sulla spiaggia e odiando il canto delle sirene. Potessi urlare, potessi invocare (maledicendo) le prime canizie a giustificare questa vecchiezza, questa solitudine su cui non so contare.
Mentre quelle fate seduttrici ancora.
Ma ormai, non riesco a capire: il loro canto e come possano esistere – il dubbio fa spezzare i corpi, dividendo le due nature; busti di donna sanguinanti ed enormi code di pesce arenate, gli interrogativi, la questione germoglia di spine, si gioca d’azzardo senza rete, i segni scompaiono.
Un rapace nero che vola in alto, resta un ammasso di piume scure, becco, fame che cercano in basso sulla landa.
Passa veloce un automobile; le foglie secche si sbriciolano seguendo la sua scia.






Quelle seduttrici, ancora, affamate
come cagne a digiuno di carezze…
Quelle stesse che cantarono dopo ogni orgia
che celebrammo tra le vite: eccole.
Serene passeggiano, attendono
che dal nostro fiato nasca una melodìa
un malinconìa romantica dona ad ognuna
il piacere della statuaria eternità del verso.
Hai aperto le porte della tua mente?
c’è lo spirito del corpo estasiato
che rintocca per te su quell’uscio.
=illetterati-web=
Almeno resta qualcosa nelle memorie digitali?
letteratura libera ai coglioni normali?
nazione indiana
non vuol dire
cultura indiana
nè coltùra indica
o dialetto indi
quindi_
_ non è che deletereo.
questo inutile stereo
che suona canzoni
con psicotròni_
_ma va bene
non è che un’improvvisa
foia, una decisa
forma del pene_
_cosa volete che dica
la mostra profetica
mi immagica
di brezza fantastica__
Allora dal sito
uscirà davvero
il frutto proibito
del poeta sclèro_
-allora risposte?
allora domande?
allora che scrivono a fare ancora allora?
#fermatevi a decidere il passo
dell’ operare in collasso#
#ubriachi perenni dei libri
cantiamo con voi di tragici squilibri#
AZZ!