Ipocentri

La terra lagrimosa diede vento,

che balenò una luce vermiglia

la qual mi vinse ciascun sentimento;

e caddi come l’uom cui sonno piglia.

(III Canto, Divina Commedia)

Non qui, dove i lampioni ci portano
un cielo basso senza stelle, non qui si destano
i volti nelle auto parcheggiate. Un rombo
ha fatto crollare tutte le scale, e poi nulla
più nulla da salvare – lungo le corsie
di un ospedale deserto.
————————— Guardavo il bicchiere
rovesciato, i capelli della ragazza, la mano che pulisce
sotto un sole d’estate. La folla del centro.

1 Risposta a “Ipocentri”


  1. 1 stefano pérez tonella 28 Aprile, 2009 alle 4:26 pm

    Sorprendentemente bella questa poesia.


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