di Francesca Aprea

Che hai dentro un conato di perdute
origini, mondi senza finitudine
e le piaghe che dolgono
il corpo sarebbero soppiantate
dalla striscia che lenisce la coscienza.
ti incurvi
come a non avere ossa
_________________carne
di antichi macelli
e sei il contemporaneo dello spettro
dell’uomo-scimmia
sei il remoto del presente te stesso
il postumo di chi non è venuto__ ancora
Porti la piega arcigna
della colpa irrisolta
che stimi irrisoria
e mediti provvisoria
eppure non sconti, non risani___ (chè non è affar tuo)
e al ciglio della comune morte
saresti l’individuo che sospira
solo
per la propria.
__________Come in vita affanni
__________per miserabili propositi.
il mio un invito
e un rimpianto.





0 Risposte a “A chiunque”