Insonni

di Francesca Aprea

È il risveglio dalla notte insonne
il singhiozzo abiurato
come parola proibita
notte a fare del soffitto
un còmputo di pecorelle
smarrite
e smarrita è pure la via
che il bivio impone la scelta
a chi non sa decidere.
vieni a visitare il maggio
che ha perso l’odore di foglia
vieni a raccontare una buona novella
che trattiene il fiato
come a gonfiare le gote per noia
il vento impazza e avvilisce
e dell’onda una curva di spuma
smarrita nell’aria perchè menata in
direzione avversa
e una forma che sa del fianco di donna
che tu contempli
e sagomi il tratto scolpito nel ventre
colmato di cupidigia primiera
e disegni coll’indice eretto
così hai colorato la neve che al mattino è
sciolta.

O pensiero sei abbandonato.

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Se è assolutamente necessario che l’arte o il teatro servano a qualche cosa, dirò che dovrebbero servire ad insegnare alla gente che ci sono attività che non servono a niente e che è indispensabile che ci siano.

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