parola – inchiostro
pane – oppio
miccia – proiezione
io – fuoco
tasto – accartocciarsi
lancetta – luce
cavallo – viola
pallina – polvere
pezzi – luna
limiti – attesa
no – catena
ammicco – prigione
amico – iride
rughe – vola
righe – motore
draghe – cinghia
droga – pretesa
Morgese – morte
more – spazzatura
scuola – scarico
sola – intenzione
[utilizza le coppie di parole per...]
*
Quando in silenzio la parola diventa inchiostro – per buscarsi il pane raccontando due guerre dell’oppio – accendo la miccia e l’esplosione è la proiezione dei miei pensieri sulla parete: Io divento fuoco
Premo il tasto del registratore e il nastro tende ad accartocciarsi col tempo, col tic della lancetta che col raggio di sole riflesso si trasforma in punto luce.
Nel cielo la costellazione prende forma di cavallo — riflessi viola nel cielo – e c’è una pallina di polvere isolata, forse residuo della luna fatta a pezzi ai limiti delle notti in cui restammo solo io e l’attesa:
I tuoi no facevano da catena (facendomi restare fermo ed avevano lo stesso suono) ed io stringevo, ammiccavo ma niente; ci piegavamo sempre più, in forma di prigione. Avrei fatto meglio, recuperando un amico, un’iride chiara in cui specchiarmi prima che compaiano le prime rughe. Vola! urlo a questo pensiero scritto che si muove – righe a motore – oscillano come draghe con cinghia consunta dalla droga che ha inchiodato ogni mia pretesa. Il Dr. Morgese prescrive solo ricette di morte, monocromi con tutte le sfumature del nero. Nero come le more, come sacchetti di plastica per la spazzatura.
Cammino – la suola consunta e anch’io scarico – con la mia sola intenzione.
Vincenzo
*
Un gioco casuale-surreale
rimette alle coppie di parole
accostate a mo’ di ricettori
elettrici in una centralina.
Le note sono tante
e le contrastanti idee
vengono armoniche come cene
in procinto di infuriare.
L’esercizio appare molto serio
una parola è il succo di concetti
a lungo stuprati ed esce sognando
nelle ipnosi d’una psicotropia.
Due parole si amano
come fiori crittogami
e spacciano bellezza in pastiglie
colme all’orlo di energia.
Giuliano





poi grasshoppers!!! sei un grande nei titolo però oggi ci hai appeso scemo, non sai che ti sei perso e non te lo dico.
Se lui non lo sa e tu non vuoi dirglielo… a che pro questo intervento?
a che pro tu?
Io in qualità di educatore. P.S.: non so se, quand’eri piccolo, ti hanno mai detto che non si risponde ad una domanda con un’altra domanda (o comunque non prima di aver risposto).
non m’è n’è mai passato per il cazzo degli educatori; non so se accetterai ma credo sia arrivato il momento di incontrarci. risponderai, o da bambino non ti hanno educato?
Sono stato educato abbondantemente da bambino: eppure, non smetto mai di educarmi, a differenza di qualcuno che suppone d’essere perfetto e, quindi, intangibile. Allo stesso modo, accetto sempre critiche (a differenza di quel qualcuno), provocazioni e, soprattutto, inviti. Anche se non mi spiego il motivo per cui “sia arrivato il momento d’incontrarci” (ma chi siamo? …Batman e Joker?! la tua enfasi mi strugge), there isn’t problem for me.
dimmi tu un giorno dove e quando.
Mercoledì mattina alle 9:30 a Piazza Venezia, Roma?
pagami il treno da napoli e ti offro un caffè.
La contropartita mi sembra alquanto incongrua. Soprattutto alla luce del fatto che sei stato tu a propormi un incontro e, oltretutto, a chiedermi di fissare il dove, il come e il quando.
zombi