Archivio per Febbraio 2009

Ti libero la fronte dai ghiaccioli

Di  Marco Aragno

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Ti libero la fronte dai ghiaccioli
che raccogliesti traversando l’alte
nebulose; hai le penne lacerate
dai cicloni, ti desti a soprassalti.

Mezzodì: allunga nel riquadro il nespolo
l’ombra nera, s’ostina in cielo un sole
freddoloso; e l’altre ombre che scantonano
nel vicolo non sanno che sei qui.

Sui Mottetti c’è poco da aggiungere. Possiamo senz’altro dire che la fortuna di questa sezione non è dovuta solo alla sintesi compiuta che essa ha saputo fare dei paradigmi ermetici – come quello del Deus Absconditus – ma anche e soprattutto alla forza di aggregare intorno ai suoi topoi la sostanza di una epoca. I venti Mottetti, che si configurano come una sorta di diario scritto in prossimità di una imminente catastrofe, registrano le turbolenze ‘ontiche’ da cui è stato attraversato il mondo a cavallo delle due guerre.

Continua a leggere ‘Ti libero la fronte dai ghiaccioli’

Lettere della Resistenza #1

[Sfondata la porta dell'abitazione, silenziosa da mesi, trovarono - come unico oggetto interessante - un carteggio.]

Caro A,
sono contenta di sapere che c’è qualcuno, ancora interessato alla mia salute.
Me la sono cercata io questa solitudine e non vorrei che tu pensassi questa corrispondenza come “comoda”. Credimi, è l’unica cosa che non riesco ancora a comprendere, raffreddare e accantonare definitivamente. Qualcosa che ancora mi prende.
Mi sono trasferita nella stanza bianca, quella “ancora da fare”. Ricordi?
Ho portato qui solo il necessario per scrivere queste lettere e già mi interrogo su cosa si consumerà prima; la carta o l’inchiostro? E come farò allora? Spero (per quel momento) di aver compreso e accantonato questa situazione. Continua a leggere ‘Lettere della Resistenza #1′

ventisettepuntouno

di Francesca Aprea

Eppure ti aspettavo
_____________a letto
nel fianco che è una costola
_______che pure è feritoia
tra mura maestre,
e dei maestri l’efferata intransigenza
l’acerba minuzia,
il callo della precisione
________________smorzato dall’infiltrata
________________goccia
____________________nemica
e il capolavoro fu
________________dell’accidente

Continua a leggere ‘ventisettepuntouno’

Anche Chris Brown è un Extracomunitario

di Filippo Calvino

Il Corriere on-line riporta qui la seguente notizia:

LOS ANGELES – Sarebbero serie le lesioni da Rihanna, picchiata dopo una lite domenica notte con il fidanzato Chris Brown. La cantante ha riportato lividi su entrambi i lati del viso, morsi su un braccio e sulle dita, un labbro rotto e il naso sanguinante, come ha potuto riscontrare il Cedars Sinai Medical Center di Los Angeles. È quanto rifersce il sito online di pettegolezzi Tmz che cita fonti della polizia di Los Angeles, che avrebbe anche scattato alcune foto alla vittima.


GELOSIA - La lite è avvenuta a bordo della della Lamborghini di Brown, dopo che la coppia aveva partecipato a un festa prima della consegna dei premi Grammy organizzato dal produttore Clive Davis. Secondo un informatore di Tmz, Rihanna avrebbe accusato Brown di aver guardato con troppo interesse le ragazze presenti alla festa: la lite sarebbe dunque degenerata nei dintorni di Hancock Park. Giunti sul posto dopo una chiamata anonima, i poliziotti hanno trovato Rihanna con evidenti segni di percosse, mentre Brown era già andato via. Ricercato per tutto il pomeriggio, il cantante si è consegnato alla polizia di Los Angeles in serata, mentre la serata dei Grammy era in pieno svolgimento. Arrestato e accusato formalmente, il cantante ha pagato 50 mila dollari di cauzione ed è tornato in libertà. Brown, 19 anni, per questo scatto d’ira ha perso molti dei suoi contratti commerciali e rischia fino a tre anni di carcere. Brown avrebbe dovuto esibirsi ai Grammy con la canzone Forever, mentre Rihanna con il suo singolo Disturbia.

Qui invece è la foto del volto della bella cantante massacrata dal fidanzato.

Pare strano che l’accaduto in Italia non sia stato ancora strumentalizzato per dimostrare la violenza degli extracomunitari (quale è Chris Brown, nella fattispecie americano) nei confronti delle donne.

Manifesto due metri per tre con la faccia della cantante a pezzi e la scritta: ANCHE CHIRIS BROWN è UN EXTRACOMUNITARIO!

Ecco l’ho scritto, se vogliono usarlo devono pagarmi.

[ovviamente, non c'è bisogno di dirlo ma a scanso di equivoci, sono profondamente dispiaciuto per Rihanna e non approvo affatto la brutaità della violenza, in ogni forma, meno che mai nei confronti di una donna]

Uraniche

di Giuliano Laurenti

I

Io sono come il vecchio che languisce
Col membro flaccido ed ormai sterile
Come la società che cambia stile
Dopo ogni era che vive e finisce.
Sono come i castelli arroccati
Sui grigi pilastri rosi dai giorni
Sono come la storia a i suoi ritorni
Tra vecchi studenti ancora ribelli. Continua a leggere ‘Uraniche’

Il cane, il gatto e lo scarafo del Comunista Dandy (Live)


dal Manifesto del Comunismo Dandy di Francesco Forlani
Art.87, detto anche degli animali domestici

Il cane del comunista dandy

Il cane del comunista dandy non dice bau bau, ma warf warf perché la sua matrice è anglosassone. A differenza del pit-bull detto anche o’ cane assassine, il ccd non fa paura anzi, ispira tenerezza e certi suoi sguardi sono di un’umanità che tanto bene farebbe ai nostri politici. Il cane del comunista dandy a differenza degli altri quando si accoppia in strada, e lo fa spesso, non assume pose ridicole e non fa espressioni che vorrebbero essere di indifferenza. La sua proverbiale socialità fa di lui più che un animale di compagnia un compagno dì animalità, quella che condivide con il proprio complice. Essendo ateo e comunista, Ni dieu, ni maître, rifiuterà ogni espressione che comporti il termine padrone,tipo; tale il cane tale il padrone, o peggio ancora il termine padroncino.
Per espletare i bisogni di tipo fisiologico sceglierà macchine particolarmente potenti o male parcheggiate per ristabilire un ordine che il corpo vigile del comando urbano sarebbe difficilmente in grado di far rispettare.
Bastardo – gli dicono e lui si volta e dando il culo pare che fischietti un’aria come dell’internazionale. Continua a leggere ‘Il cane, il gatto e lo scarafo del Comunista Dandy (Live)’

Questo spettacolo notturno

di Raffaele Brio


Guardando questo spettacolo notturno
vedo tante luci e piccole navi che attraccano e che vanno
mentre il mio corpo sta sbandando e urtando sento il dolore
che custodisco dentro me.
Quelle luci e questo vento
e, dolce, rumore di navi mi paralizzano
lingua e gesti ma nella testa viaggio e continuo
a pensare cosa ho fatto e farò.
Continua a leggere ‘Questo spettacolo notturno’

C’era una volta la Sinistra

di   Marco Aragno

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Il PD incassa l’ennesima sconfitta elettorale in Sardegna. Soru torna a casa. Veltroni si dimette dalla segreteria del partito. Le notizie ANSA degli ultimi giorni, come il peggiore dei necrologi, recitano la disfatta che si sta consumando in casa del piddì, registrando la lenta agonia di una classe politica ai limiti del collasso. Ben nove i punti persi(24%)rispetto alle politiche del 2008(33%). Crescita dell’ IDV, fiacca ripresa della sinistra radicale.  Vittoria schiacciante del PDL. Le ragioni? Tante. Non si riesce a comprendere se Berlusconi sia davvero diventato un muro politico insormontabile, oppure se i successi del PDL speculino sulle disgrazie della sinistra. Ma di quale sinistra stiamo parlando? Quella veltroniana o quella dalemiana? Quella progressista o quella teodem? Quella giustizialista o quella comunista? Il termine sinistra è diventato un termine ondivago, che si riempie di significati ballerini, a volte contraddittori, che sopravvive, soprattutto tra i giovani, di vecchi luoghi comuni, di stereotipi sessantottini decaduti, di eredità pseudocomuniste. Oggi la sinistra, a pronunciarla, sembra una parola vuota da ripetere meccanicamente, un po’ per nostalgia, un po’ per abitudine storica. Ma dietro quelle bandiere ormai incolori che sventolano nei comizi deserti c’è una sensazione di inconsistenza. Evaporata la sostanza, restano i rimasugli di una tradizione plurisecolare da riciclare in simboli, in slogan di piazza, in decine e decine di partitucoli che appaiono e scompaiono nello spazio di un anno senza mai mettere piede in parlamento. Di tutte le grandi correnti socialiste che hanno attraversato l’Europa del secondo dopoguerra è rimasto solo un vago ricordo. C’è persino da rimpiangere l’ulivismo prodiano degli anni ‘90, cioè quell’incontro, più o meno equilibrato, tra forze democristiane e forze socialdemocratiche, che aveva saputo reggere alla crisi delle ideologie ricostruendo un discorso riformista sulle macerie del comunismo e rappresentando un argine al berlusconismo dilagante. E poi? E poi è solo la storia di una classe politica che negli anni della seconda repubblica non si è mai rigenerata, che non ha mai fatto i conti col suo passato, che ha costruito tutte le sue campagne elettorali e le sue alleanze sul fragile collante  dell’antiberlusconismo. Scomparso l’antiberlusconismo, resta Berlusconi. L’eterna spina nel fianco. A contrastarlo non è bastata la megacoalizione de L’Unione nel 2006, implosa nelle sue contraddizioni interne, o la nascita del PD, contenitore politico dalle mille idendità. Non è bastato neanche  lanciare nella mischia un homo novus come Walter Veltroni,  che  dopo gli entusiasmi di una campagna elettorale in viaggio per la penisola si è rivelato solo il prototipo mal riuscito dell’obamismo italiano. Purtroppo le divisioni interne in cui sta sprofondando il partito democratico e la graduale scomparsa dei partiti comunisti fanno della sinistra uno spazio pericolosamente vacante.  Da riempire al più presto.

Misure anti-stupro al vaglio del Governo

di Filippo Calvino

Dopo l’inquietante serie di stupri perpetrati da malvagi uomini neri o color cioccolato nelle maggiori città italiane che ha mandato in un brodo di giuggiole i direttori dei telegiornali italiani più seguiti, il governo annuncia che sono al vaglio nuove misure anti-stupro:

1. Fornire ogni coppietta che intende appartarsi di una pistola.
2. Eliminazione delle zone appartate mediante l’istallazione di potenti fari e telecamere in luoghi quali strade poco trafficate, parchi, boschi e periferie degradate. (Vendere il materiale girato su Internet, stima Tremonti, risanerebbe le casse dello Stato nel giro di un triennio).
3. Reintrodurre in Italia gli alberghi ad ore in modo da liberare i giovani dalla schiavitù dell’auto (la motivazione è la scarsa sicurezza del farlo in auto) Continua a leggere ‘Misure anti-stupro al vaglio del Governo’

Essere pronti è tutto

Solo un po’ di silenzio

Di Marco Aragno

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Nella vicenda di Eluana Englaro ci sono molti punti spinosi. Non voglio pronunciarmi sulla vicenda umana, che non mi compete, e che è stata strumentalizzata fin troppo dalla politica, sacrificando il corpo di Eluana sugli altari delle ideologie e della religione. Sono state chiamate in causa la vita e la morte, l’accanimento terapeutico, la costituzione, l’art. 32, la pietà, lo stato liberale, il diritto, la tecnica, la libertà. L’eutanasia. Sono state utilizzate parole su parole, a volte abusate, a volte fuori luogo. A volte tutta la vicenda è sembrata ridursi ad una diatriba terminologica tra ‘far morire’ e ‘accompagnare alla morte’.  Continua a leggere ‘Solo un po’ di silenzio’

My Favorite Things

John Coltrane – My Favorite Things

Ricorda che ero Anidride Carbonica

di William Burroughs

la foto è stata presa qui

Adesso qui rimangono solo le registrazioni – in un altro paese. «Stai per dare rumori di sommossa nei vecchi nomi?».«Mr Martin sono sopravvissuto» (sorride).«Benissimo giovane connazionale e così prendemmo il Tempo… Voci umane adesso si impadroniscono del mio lavoro… Ti mostrerò la camera oscura aliena… o loro Dei svaniscono… file scomparso… La pensione di Mrs Murphy non ha lasciato alcun indirizzo…Ricordi era chiamata la “terza scala”? Continua a leggere ‘Ricorda che ero Anidride Carbonica’

I Nostri Pensamenti Eunuchi

di Vincenzo Birra

la foto è stata trovata qui

Sabato, 17 Gennaio 2009, ore 18:30; Francesco Forlani presenta Autoreverse, a Caserta. Noi dovremmo essere li, ma non ci siamo. La banda spersa (appunto) s’è persa; accumulando ritardi su un ritardo iniziale, un ritardo di fatto che nessun anticipo ponderato può correggere: un ritardo di almeno vent’anni.
Ogni volta che, con qualche amico, sono presente ad un “evento” letterario – o gemellato a qualsiasi altra forma d’arte – non posso fare a meno di sentirmi un numero molto basso che sta lì, un po’ perso, a rinfrescare l’età media degli altri presenti. Mi chiedo se agli occhi delle persone presenti appaio davvero come mi sento: una pantomima di Amleto che si muove agitato sulla scena trascinandosi dietro il peso dei vent’anni, Amleto che ha la forza di fare qualche coraggioso passo per poi tornare indietro – con una piroetta elegante – per poi ripetersi e stare lì ad avvelenare l’azione. Eppure crediamo di avere la forza di forzare il momento; anche se questo tempo ci cade addosso con frammenti che violentano l’iride noi pensiamo di essere nati per rimetterlo in sesto. Continua a leggere ‘I Nostri Pensamenti Eunuchi’

Non è necessario

di Franz Kafka

15 Come un sentiero in autunno: è appena spazzato che le foglie secche lo ricoprono di nuovo.

22 Tu sei il compito.  Nessuno scolaro è visibile, a perdita d’occhio.

26 C’è una mèta, ma non una via; ciò che chiamiamo via è un indugiare.

36 Prima non capivo perché non ricevessi risposta alla mia domanda, oggi non capisco come potessi presumere di poter domandare. Ma non presumevo nulla, domandavo soltanto.

42 Chinare sul petto il capo pieno di nausea e di odio.

44 È ridicolo come ti sei bardato per questo mondo.

109 Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te.


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Niente è vero tutto è permesso

Un Aforisma

Se è assolutamente necessario che l’arte o il teatro servano a qualche cosa, dirò che dovrebbero servire ad insegnare alla gente che ci sono attività che non servono a niente e che è indispensabile che ci siano.

Eugène Ionesco.

Un dialogo

-...non capisco, cosa vuoi dire? -Non curo dire altre parole che frammenti di un discorso amoroso. -Pensi questo basti? -Credimi, una sillaba di troppo farebbe esplodere il mondo, dirne una in meno lo disgregherebbe. -Il Mondo? -Certo, il mio Mondo. -Allora Buona Fortuna, ne avrai bisogno! -La Fortuna l'ho avuta scoprendo il mio desiderio, la lascio a te, mi basta il tuo sorriso, amico.

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