di Ottavio Sellitti
__sogno ascoltare
la nota suonata
dalle dita di Joe Cocker
su una chitarra che è aria
nel millenovecento
sessantanove
a Woodstock
mentre per la sua bocca
passavano (meglio)
parole scritte da altri,
__sogno ascoltare
quella nota
e che duri abbastanza
da stanare ogni emozione
dalle viscere
di ognuno,
__sogno una chitarra
di aria
e una nota infinita
lanciata nel vuoto
e nel pieno
che contenga
(per esclusione)
ogni nota
di ogni canzone
battuta da un piede distratto
nella metropolitana
andando in ufficio
o con un bastone
sulla terra secca
dell’Africa Nera
o Verde (Giamaicana)
o sussurrata o pensata
tirando su reti
nell’aria salmastra
e azzurra o blu
urlata a Dio
in un campo di cotone.
…
e tu?
Hai mai ascoltato
dietro il battito
del tuo cuore
il silenzio?
[nel video Joe Cocker live at Woodstock canta (a mio avviso molto meglio) la cover della canzone dei Beatles With a little help from my friends; trovate invece qui la versione studio con il relativo testo]















per dire che in un bunker ho sentito Otto Marx fare un Wooaahh a mio avviso pari a quello di Joe Cocker (a cui invidio la maglietta).