Catabasi

di Marco Aragno

E come ti aspettavo sei venuta
con un viaggio di stelle negli occhi:
la notte dirada e scendi nel tempo
a questi tetti bassi, questi paesi
che si sfiorano dentro una finestra.

Ti affacci qui e respiri nel tuo viso
adesso mentre la casa si spegne
e resto chiuso nel mio sangue
dove ti posso raggiungere ancora.

Fuori si prepara il prossimo vento:
tremano i cancelli e non ci sei più.

2 Risposte a “Catabasi”


  1. 1 silvia 18 Giugno, 2008 alle 11:31 am

    bella la poesia, anche se non riesco a coglierne pienamente il senso, ma la catabasi non è la discesa nell’ade? forse l’immagine devia un po.. ciao

  2. 2 Meursault 19 Giugno, 2008 alle 9:21 am

    Silvia, la catabasi, almeno etimologicamente, è una discesa(contrapposta all’anabasi di senofontiana memoria). Poi sicuramente è passata alla letteratura come ‘discesa negli inferi’, precipitazione in una dimensione inferiore, vedi il mito di Orfeo, ma celebri sono anche le catabasi di Ulisse e Enea. La discesa che ho voluto raccontare in questo caso è liberamente ispirata alla discesa della clizia di Montale nel mottetto ‘Ti libero la fronte dai ghiaccioli’. L’iperuranio dal quale scende la mia ‘clizia’ è una dimensione a-temporale. A parte le angelologie, il mio ‘tu’ però ha poco di sovraumano, ma è più una proiezione verso una generica alterità, una tensione verso l’assoluto(perenennemente irraggiungibile se non per vie interne, come ‘la memoria del sangue’). Non ti nascondo che questo titolo poco mi piace, perchè, pure se rende onore al significato della poesia, la copre un po’ di retorica. Mi impegnerò a cercarne uno migliore. Ti ringrazio comunque per il commento.

    Marco


Lascia un commento




Info

Creative Commons License
Linutile è pubblicato sotto Licenza Creative Commons. La paternità dei testi qui pubblicati è da attribuire a gli autori indicati di volta in volta. Inoltre Linutile non rappresenta un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001

Linutiledizioni

Niente è vero tutto è permesso

Un Aforisma

Se è assolutamente necessario che l’arte o il teatro servano a qualche cosa, dirò che dovrebbero servire ad insegnare alla gente che ci sono attività che non servono a niente e che è indispensabile che ci siano.

Eugène Ionesco.

Un dialogo

-...non capisco, cosa vuoi dire? -Non curo dire altre parole che frammenti di un discorso amoroso. -Pensi questo basti? -Credimi, una sillaba di troppo farebbe esplodere il mondo, dirne una in meno lo disgregherebbe. -Il Mondo? -Certo, il mio Mondo. -Allora Buona Fortuna, ne avrai bisogno! -La Fortuna l'ho avuta scoprendo il mio desiderio, la lascio a te, mi basta il tuo sorriso, amico.

?Random

Clicca per un post a caso

Feed

La parte dell'Occhio (Flickr)

HPIM1175

HPIM0989

guitcup

More Photos