Surrealistic Series: Paragraph #1

di Vincenzo Birra

Paragraph #1: La Spiaggia di Nimrod

(Il primo paragrafo (#0) è noioso e comunque da pubblicare postumo affinchè io non debba ripeterlo inutilmente)

[Una voce fuori campo: «POTETE AMMIRARE ALLA VOSTRA DESTRA LE SONTUOSE VILLE DEI MATRICIDI, PARRICIDI E DEL FRATELLICIDIO.]

Arrivato alla spiaggia Phil si guarda intorno: sulla sabbia, come ombre si muovono figure indistinte di persone. Tra la folla, la figura atipica che Phil sta cercando Nimrod.

Nimrod è il possibile risultato di un evoluzione biologica. Il corpo, dalle spalle in giù, è di uomo, distinto per giunta: mocassini e doppiopetto grigio topo, il panciotto nero copre per metà la camicia bianca stretta al collo da una cravatta rosso cardinalizio. I pantaloni all’altezza dei glutei sono strappati; dal buco sbuca una cosa orizzontale, piatta, a forma di spatola, una coda di animale, marino per giunta. La testa è di pelle grigiastra piena di rughe, ricca di pieghe e fori; tane di piccoli molluschi.

Il cranio, piccolo, si allaga in un muso morbido, simile a quello di leone marino o tricheco, ma senza denti. No ha denti, infatti, solo due ossa piatte fissate una al palato l’altra alla mandibola.

Ciò che state pensando differisce dal vero; Nimrod ha una voce calda e sensuale e una perfetta dizione, le mani (di uomo) sono curatissime, lisce, consumate dalle periodiche manicure.

Phil viene subito riconosciuto (si erano intravisti e presentati ad un party)

«Salve Phil, è una splendida giornata! Non trovi?»

Piccola puntualizzazione meteorologica: Si prevede una situazione asfittica, come coperta da una cappa di vetro.

[La giornata è calda e afosa. Il cielo rosso è schiarito leggermente da un sole offuscato da nubi leggere che danno alla sabbia un tono grigiastro. La sabbia emette calore, non c'è vento e il mare verde è totalmente piatto, fermo, il tempo sembra fermo quando cala anche il vento.]

«Ma cosa dici Nim? Questo tempo fa schifo. Tu abiti qui?»

«Si, proprio dietro quelle rocce a pochi metri dal guardrail, c’è un avvallamento.»

«Dimmi Phil, hai portato il pezzo che ti avevo chiesto?»

«Certo. È in macchina.»

«Bene.»

«Dov’è la tua barca Nim?»

«Dove vuoi che sia? Sott’acqua!!È un sommergibile non una barca.»

«Avrei dovuto immaginarlo (immaginarlo?).»

«Hai notato il cielo Nim? È strano, è rosso!»

«Niente di strano, è così da sempre, lo vuole la legge.»

«La legge?quel’è l’ordinamento politico di questo posto?»

«Anarchia»

«Tu si che la sai lunga… In giro si dice che non si contano i tuoi anni, troppi per un uomo.»

«Non sono un uomo.»

«Allora cosa?»

«Un Sirenide.»

«Dimmi di più»

«qualche secolo fa, stanco del mare sono venuto a morire su questa spiaggia. Proprio qui ho visto per la prima volta una femmina d’uomo, me ne sono invaghito e l’ho posseduta. Da quel incontro sono nato io.»

«Quindi sei tuo padre?»

«Diciamo di si.»

«Mi prendi in giro?»

«Si.»

«E ti diverti?»

«Non ci trovo niente di divertente, smettila.»

«Ehi Phil, vuoi sentirla una storia divertente?»

«Devi sapere che: l’uomo che per primo vide una femmina della tua razza iniziò subito a raccontare di un essere metà donna e metà pesce, solo perchè l’aveva vista, o meglio, aveva visto la sua forma (vaga) che allattava i suoi cuccioli sott’acqua. Da allora in poi in molti hanno scritto di sirene, hanno desiderato sirene.»

[Ridendo Fragorosamente]

«Mio padre, la prima volta che ha visto una femmina d’uomo l’ha presa su questa riva.»

«Non è divertente Nim, mi hai stancato Nim, io vado via, qui il tempo sembra fermo.»

«Ti sbagli.»

«Ah Nim.. prima di andare volevo chiederti; cos’è quel buco là terra che risucchia sabbia?»

«È il punto di centro di una clessidra.»

«E risucchierà anche te? Anche questa gente?»

«Si.»

«Cosa c’è lì sotto?»

«Beh.. Chiedilo ai fedeli e ti risponderanno con una parola incomprensibile e intraducibile che si avvicina, come concetto, al bene noioso. Per loro è il massimo, ed è per questo che si lanciano ad occhi chiusi nel buco.»

«E poi cosa succede?»

«Li sento urlare mentre precipitano.»

«Ora vado Phil, ho passato troppo tempo a terra, il tempo limite di resistenza è scaduto.»

«Non capisco.»

«L’hai dimenticato? Sono un mammifero. Ti saluto Phil.»

[Corre verso l'acqua e si tuffa per non riemergere.]

Phil è pensieroso mentre si allontana. Improvvisamente incomincia a tossire; una tosse stizzosa; ha conati di vomito; respiro rumoroso; si fa scuro in volto; blu, anzi indaco; muore.

[Il tutto va letto battendo a terra col tallone un ritmo sincopato]

 

 

20 Risposte a “Surrealistic Series: Paragraph #1”


  1. 1 veltins 11 Giugno, 2008 alle 12:59 pm

    Bellissimo, il dialogo è a dir poco esilarante.
    Se devo dire la verità mi ha ricordato Calvino.

  2. 2 Carla 11 Giugno, 2008 alle 6:32 pm

    io trovo molto interessante la donna pesce…

  3. 3 Meursault 11 Giugno, 2008 alle 9:50 pm

    Grande ambientazione surreale, Vincenzo. Davvero.I personaggi si assolutizzano fino a divenire archetipi psichici. Dialoghi sono secchi, i cromatismi avvolgenti. Da antologia.

  4. 4 Meursault 11 Giugno, 2008 alle 9:53 pm

    Aggiungo: ti sei liberamente ispirato al surrealismo di Borges?

  5. 5 cb 12 Giugno, 2008 alle 2:40 pm

    Non credo, in questo caso, c’entri Borges. Troppo disturbante (il paragraph).

  6. 6 cb 12 Giugno, 2008 alle 4:11 pm

    Siamo sicuri che i personaggi abbiano qualcosa di psichico?

  7. 7 V. Birra 12 Giugno, 2008 alle 6:47 pm

    I personaggi no.. tu (noi) si invence… non so se mi spiego

    V.B

  8. 8 Meursault 12 Giugno, 2008 alle 8:59 pm

    Di Borges ci vedo il gusto per il fantastico, per l’alterazione del tempo, per il surrealismo onirico. Carlo, capisco che a volte ho il maledetto difetto di voler intrappolare per forza l’autore, ingabbiarlo in precedenti precisi, ma mi piace seguire le tracce del testo, andare a ritroso fino a scoprire le letture e quindi le suggestioni di chi scrive un pezzo. Questo non mi impedisce di apprezzare il racconto per quello che è(e infatti il mio primo commento è in tal senso). Sulla psichicità dei personaggi mi ha colpito molto, per esempio, l’uomo pesce, nato dall’incontro di una donna uomo e di una essere marino. Figlio e padre allo stesso tempo, figlio che in questo modo avrebbe avuto anche un rapporto incestuoso con la stessa madre, una chiara rimemorazione edipico-freudiana, insomma. E così mi pare.

  9. 9 cb 12 Giugno, 2008 alle 10:23 pm

    Meursault, come sai mi fa sempre piacere discorrere e confrontarmi con te, quindi non intendere il mio commento come una critica indiretta al tuo commento, però davvero in questo paragraph non vedo Borges, il racconto è fin troppo disturbante, urtica, in alcuni passaggi iniziali (vedi la descrizione di Nimrod) schifa, e questo racconto nella mia testa l’ho ricondotto ad un altro autore, che lo stesso V.B. ignora. Per quanto riguarda lo psichismo: tu ci hai letto freud, io ho visto, e non so quanto c’entri la psiche (e non so nemmeno in quali termini la fai relazionare con me, e te, V.B.).

    a presto
    cb (che si sta scaldando, e spera in una prosecuzione della discussione)

  10. 10 Meursault 12 Giugno, 2008 alle 10:36 pm

    Carlo, su freud e la psiche(l’inconscio, per esempio)ho avuto ‘conferme’ anche da parte dell’autore stesso. E’ stata un’impressione.
    Su Borges già ti ho spiegato:è il surrealismo fantastico che me lo ha ricordato, i personaggi-chimera immersi in un tempo sospeso tra il mitico e l’ancestrale. Se per te non è così, amen. E’ bello, in fondo, vedere come un racconto stimoli memorie letterarie differenti. E sarei, infatti, curioso di sapere quale altro autore ti ha ricordato il racconto di vincenzo, anche se non lo conosco.
    Per il resto, anche tu sai quanto mi piaccia confrontarmi con te. Nel rispetto reciproco di tutti i punti di vista. Siamo qui per crescere e migliorare. Dio ci scansi da tentazioni di onniscienza.

  11. 12 Meursault 13 Giugno, 2008 alle 9:41 am

    E aggiungo, Carlo: non è un caso che a veltins ha ricordato Calvino. Calvino e Borges sono due esponenti della letteratura fantastica occidentale, con differenze rilevanti, sicuramente: in Calvino prevale il gusto per l’apologo, per la favola morale dosata di ironia(vedi la trilogia dei Nostri Antenati). In Borges il fantastico diventa più visionario, come se la sentinella dell’io rompesse gli argini per dare più spazio ai reflussi dell’inconscio(vedi la ricorrenza quasi ossessiva in Borges dei labirinti e degli specchi). Ma sia io sia Veltins, a quanto pare, abbiamo colto il gusto per il mitico-fantastico. E quel buco a forma di clessidra che risucchia tutti, come un immenso buco nero, è di una visionarietà travolgente, che mi ha ricordato subito Borges, appunto. Poi lo stesso Vincenzo potrebbe smentirmi, dirmi che non ha pensato allo scrittore argentino quando ha scritto questo pezzo. Ma le analogie e le prossimità stilistiche non sono e non devono essere sempre consapevoli.
    Spero che non me ne vorrai per questa ulteriore precisazione, Carlo. Anzi, vorrei che continuassimo. Davvero. ;-)

  12. 13 V. Birra 13 Giugno, 2008 alle 2:57 pm

    Infatti non ho pensato a borges(non escludo influenze passive), ho pensato di scrivere la “Surrealistic Series”, punto. I personaggi non hanno caratterizzazione(profondità) psicologica, non era mia intenzione donargliela(e poi: come si fa in poche righe?). Forse non c’entra tanto la psiche, o forse si: si puo pensare questa lettura come esperienza di allargamento della coscienza?

    V.B

  13. 14 Meursault 13 Giugno, 2008 alle 5:22 pm

    Neanche io, Vincenzo, quando scrivo una poesia penso di recuperare Montale o Piccini, eppure me lo dicono, così come quando dico ‘casa’ non penso di recuperare quella volta in cui mia mamma mi fece sillabare quella magica parola. C’è una memoria inconscia di letture che si stratifica e riemerge nella scrittura, incosapevolmente. E tale deve restare, perché i propositi programmatici e preconfezionati hanno sempre ammazzato l’arte. Poi può darsi che Borges davvero non c’entri una mazza e stia parlando a vanvera, per carità.
    Sul ‘come si fa in poche righe’ non mi trovi assolutamente d’accordo. Nella prima pagina de La metamorfosi ci puoi trovare tutto il personaggio di Gregor Samsa. E poi non ho mai parlato di caratterizzazione del personaggio, ma ho detto semplicemente che nel dialogo i due ’si assolutizzano fino a divenire archetipi psichici’ che è una precisazione un po’ diversa. Sull’allargamento di coscienza mi trovi felicemente d’accordo:come già ho avuto modo di dire in altra sede, se c’è da assegnare uno scopo all’arte, che non si riduca all’utile, questo è allargare la coscienza, estenderla in tutte le direzioni, fino a toccare il nadir e lo zenit della sua sostanza, direbbe Luzi.
    A volte non so se le mie interpretazioni sono talmente ardite da essere sconclusionate, e/o faccio fatica a farmi capire, e/o c’è il gusto perverso a fare commenti ai commenti piuttosto che commenti al testo. E con questo non voglio far polemica, sia chiaro ragazzi. Rientro nei ranghi.

  14. 15 V. Birra 13 Giugno, 2008 alle 5:37 pm

    Marco io non ho voluto criticare i tuoi commenti anzi.. Sulla questione degli archetipi mi trovi d’accordo e lo sai.. la questione “borges” mi sembra irrilevante, mi lusinga da un certo punto di vista e comunque non escludo influenza passive.. ti ringrazio per i commenti e spero che la discussione prosegua..

    V.B

  15. 16 Meursault 13 Giugno, 2008 alle 5:49 pm

    No, figurati. E’ bello misurarsi con te e Carlo. La speranza di ogni topic e di ogni pubblicazione deve essere sempre una discussione proficua, mai polemica(oppure polemica ma costruttiva). E’ capitato già altre volte, e ne sono sempre uscito arricchito. Intanto ti rinnovo i miei complimenti per il pezzo, e anche l’invito a pubblicarlo dove già ti sai.

    Marco

  16. 17 Anna Maria Ortese 19 Luglio, 2008 alle 1:06 am

    Commento 14:
    Neanche io, Vincenzo, quando scrivo una poesia penso di recuperare Montale o Piccini…
    AIUTOOOOOO!!!
    Piccini chi?
    Il poetesso cattolico contemporaneo?
    Ma forse ho capito male…

  17. 18 marcaragno 24 Luglio, 2008 alle 9:12 pm

    Hai qualcosa contro Daniele Piccini?

  18. 19 Giorgio Di Costanzo (Ischia) 25 Luglio, 2008 alle 2:26 pm

    Nulla di personale. Semplicemente non esiste. Intendo come poeta.
    Lo sentii leggere le sue cosucce (modestissime) sul padre (o una cosa del genere) a Napoli, Biblioteca Nazionale, assieme all’amico Elio Pecora, forse due anni fa. Ho letto i suoi testi critici (e anche quelli di tale Rondoni o Rondinoni): fanno cagare. Cari amici, per favore: saltate due o tre generazioni e accostatevi (o riaccostatevi) ai grandi (e medi) poeti. Tralasciando i flebili peti di oggi…

  19. 20 marcaragno 25 Luglio, 2008 alle 6:50 pm

    Non mi trovi assolutamente d’accordo. Innanzitutto la poesia di Piccini, a mio avviso, è una poesia che si presta ben poco alla lettura: i suoi versi vanno interiorizzati, metabolizzati con la lettura personale. La lettura pubblica, per esempio, penalizza da sempre i testi brevi. I testi di Piccini, di solito, non superano i venti versi. Che la sua produzione non sia tutta da salvare, può anche starci. Delle sue tre raccolte salverei una quarantina di testi, tutti apprezzabili, dove si riallaccia pienamente alla tradizione del settenario e dell’endecasillabo italiano, in particolare ai testi di Luzi e Petrarca. Quello che non sempre mi convince in lui, a volte, è il totale disinteresse per l’oggetto, e quindi il rischio di continue derive individualistico-intimiste.
    Poi non nutro, nei suoi confronti, nessun pregiudizio di tipo confessionale. Il fatto che Piccini, come Davide Rondoni, appartenga all’area cattolica, può rappresentare, nella sua poesia, una ricchezza sulla quale investire più che proficuamente. Premetto che io sono un agnostico anti-clericale, ma apprezzo molto nella poesia di Piccini la riscoperta del cattolicesimo come visione creaturale dell’uomo all’interno del cosmo, richiamo alle radici più profonde del cristianesimo italiano(in particolare quello tosco-umbro).
    Penso tu abbia ascoltato di lui alcuni testi tratti da ‘Canzoniere scritto solo per amore’, la raccolta interamente dedicata al padre, che ripropone, in dialettica contrapposizione alla raccolta di Cucchi del ‘76(Il Disperso),la vicenda della morte del padre come momento di catarsi e rifioritura, come momento di resurrezione. Penso che delle tre raccolte da lui scritte sia la più mediocre. Ti consiglio vivamente la prima raccolta ‘Terra dei voti’. Gli esiti della sua poetica di certo non sono sempre entusiasmanti, ma nel languore della poesia contemporanea non vedo all’orizzonte nessuna prova più convincente.
    Sui suoi lavori critici mi lasci perplesso:l’ho sempre apprezzato più da critico che da poeta. Lo leggo con piacere anche su Poesia di Crocetti. Non vedo, oltre ai suoi e a quelli di Paolo Lagazzi o Stefano Agosti(sicuramente me ne dimentico un altro paio), oggi lavori critici degni di nota, soprattutto sugli autori del secondo novecento(senza doverci richiamare ai soliti Fortini, Mengaldo o Macrì di qualche decennio fa).


Lascia una Risposta




Info

Creative Commons License
Linutile è pubblicato sotto Licenza Creative Commons. La paternità dei testi qui pubblicati è da attribuire a gli autori indicati di volta in volta. Inoltre Linutile non rappresenta un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001

Linutiledizioni

Niente è vero tutto è permesso

Un Aforisma

Se è assolutamente necessario che l’arte o il teatro servano a qualche cosa, dirò che dovrebbero servire ad insegnare alla gente che ci sono attività che non servono a niente e che è indispensabile che ci siano.

Eugène Ionesco.

Un dialogo

-...non capisco, cosa vuoi dire? -Non curo dire altre parole che frammenti di un discorso amoroso. -Pensi questo basti? -Credimi, una sillaba di troppo farebbe esplodere il mondo, dirne una in meno lo disgregherebbe. -Il Mondo? -Certo, il mio Mondo. -Allora Buona Fortuna, ne avrai bisogno! -La Fortuna l'ho avuta scoprendo il mio desiderio, la lascio a te, mi basta il tuo sorriso, amico.

?Random

Clicca per un post a caso

Feed

La parte dell'Occhio (Flickr)

HPIM1175

HPIM0989

guitcup

More Photos