Ricordi

di francesca aprea

I muscoli provati

dalla fatica del giorno

invitano al riposo notturno

si abbandonano

si distendono

chiedono pace

non governano

una ragione assennata nella ricerca

rovista tra le scartoffie

sepolte

mai gettate

un odore di antichi incensi

persiste

si diffonde in questa stanca vacuità

che ancora sa di allora

si modella addosso

l’immagine irreale

come solo guanto che mi calzi

tira quest’aria di ricordi

ne sono pregna

inchiodata nel riflesso di uno specchio

zigrinato

sono lì immobile

a guardare il mio corpo

senza riconoscerlo

sono lì

da ore

da sempre

ho superato la realtà

sconfino nel passato

vano

5 Risposte a “Ricordi”


  1. 1 cb 29 Maggio, 2008 alle 12:17 am

    a volte, a volte si precipita. Leggere, ancora una volta, questa poesia dà vertigine: penso sia il risucchio dell’Incontro. Incontro: quando scendo dentro me attraverso questi versi.

  2. 2 francesca 29 Maggio, 2008 alle 10:46 pm

    è lo stesso senso di vertigine che sento quando scrivo, scrivo di me. C’ è chi ha detto che una poesia intima non abbia alcuno scopo particolare, io ho sempre creduto che l’obiettivo sia conoscersi. è una ricerca dentro di sè, forse un incontro con la propria anima fino al superamento di sè. Mi gratifica che la sensazione di capogiro sia stata percepita dal lettore.
    francesca

  3. 3 V. Birra 30 Maggio, 2008 alle 8:23 pm

    “Chi ha detto che una poesia intima non abbia alcuno scopo particolare” è un cretino. Abbiamo impiegato secoli per arrivare a scoperte sensazionali, svolgendo una ricerca lenta perchè proiettata verso l’esterno, verso il mondo sensibile esteriore che è sottoposto all’azione del tempo (il tempo distrugge ciò che nel tempo ha origine).. Dovevamo scavare dentro, ma abbiamo perso tempo perchè (come dice cb) abbiamo dimenticato. Forse ora stiamo ricordando.

    V.B

  4. 4 V. Birra 30 Maggio, 2008 alle 9:08 pm

    P.S La poesia è bellissima..complimenti..

  5. 5 Annibale Di Muro 15 Settembre, 2008 alle 4:54 am

    Vertigine. E’ la parola più adatta…
    C’è bisogno di disorientamento per conoscere se stessi: perdere le forze per non poter alzare alcun sipario necessario.
    Grazie F.


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