da “Diari, o meglio; suggestioni”

di Vincenzo Birra

La luminosità invade tutto; movimenti lenti; parole misurate;
non vogliono e non possono ferire. Poi il sole cade giu per la
strada e tutti gli altri escono allo scoperto. Scendiamo nel ventre
che digerisce a stento la gente che lo agita fino al rigurgito:
scendiamo legati ad un filo, attraverso case bianche, sgarrupate,
disegnate da piccoli archi vuoti di finestre su scale:
finestre che separano un appartamento dal resto e un vecchio
che guarda la sua TV in bianco e nero su un pavimento di moquette rossa

[Un passo del pezzo è di matrice Campaniana, così evidente che non deve essere nemmeno evidenziato]

3 Risposte a “da “Diari, o meglio; suggestioni””


  1. 1 cb 29 Maggio, 2008 alle 12:05 am

    al di là dell’evidenza della matrice immaginale: diceva burroughs: non bisogna guidare il lettore, che il lettore si perda, (e sarebbe perdersi?), tra le citazioni non dichiarate e gli spunti di altre potenze immaginative. Non so se il lettore è pronto, ma ciò non vieta, essendo lo scrittore per prima cosa lettore, cioè, per prima cosa, uguale al lettore, di farlo. è la stessa cosa che mi è capitata con Il Pasto Nudo: dopo le prime pagine, in cui ero stato preso per mano, fui perso, davvero perso, infatti terminare la lettura fu difficilissimo. Ma non per questo le cose ‘difficili’ non vanno, non dico fatte, ma perlomeno tentate.
    …non lo so…

    (non dico del valore dell’estratto dal diario perché già sai)

  2. 3 V. Birra 31 Maggio, 2008 alle 9:23 am

    Comunque non penso di guidare con le mie “note”, anzi le penso come “anti-note”(vedi il post pecedente)

    V.B


Lascia una Risposta




Info

Creative Commons License
Linutile è pubblicato sotto Licenza Creative Commons. La paternità dei testi qui pubblicati è da attribuire a gli autori indicati di volta in volta. Inoltre Linutile non rappresenta un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001

Linutiledizioni

Niente è vero tutto è permesso

Un Aforisma

Se è assolutamente necessario che l’arte o il teatro servano a qualche cosa, dirò che dovrebbero servire ad insegnare alla gente che ci sono attività che non servono a niente e che è indispensabile che ci siano.

Eugène Ionesco.

Un dialogo

-...non capisco, cosa vuoi dire? -Non curo dire altre parole che frammenti di un discorso amoroso. -Pensi questo basti? -Credimi, una sillaba di troppo farebbe esplodere il mondo, dirne una in meno lo disgregherebbe. -Il Mondo? -Certo, il mio Mondo. -Allora Buona Fortuna, ne avrai bisogno! -La Fortuna l'ho avuta scoprendo il mio desiderio, la lascio a te, mi basta il tuo sorriso, amico.

?Random

Clicca per un post a caso

Feed

La parte dell'Occhio (Flickr)

HPIM1175

HPIM0989

guitcup

More Photos