Meditazione sull’estate

di Carlo Brio

.

I meditazione sull’estate

è i mesi dell’assenza
la dilatazione del tempo
e del ricordo
l’estate è lo sfaldamento dell’anno
la discesa orizzontale
(di sassi sabbia vetro cicche preservativi usati)
verso il mare
i corpi costretti a sudare
è i mesi dell’attesa

.

II meditazione sull’estate

nella rotazione del faro
sei nel bianco
nel nero
sei nella luce e nell’ombra
la notte è l’onda della notte
e se il mare è in tempesta
la tua
è un’estate tropicale

19 Risposte a “Meditazione sull’estate”


  1. 1 maleficsoul 28 Maggio, 2008 alle 5:50 pm

    si ottimo!!!condivido le tue meditazioni….

  2. 2 V. Birra 28 Maggio, 2008 alle 8:25 pm

    “la dilatazione del tempo” puo essere concepita anche come salto?

    “Autunno. Già lo sentimmo venire
    nel vento d’agosto,” scriveva un poeta italiano…

    V.B

  3. 3 cb 28 Maggio, 2008 alle 9:00 pm

    intendi la dilatazione come sospensione: il tempo dell’estate è un’ora più lunga, che contiene molte ore di sole e caldura. è come l’orizzonte sull’asfalto: tremola, i contorni non sono definti. In questo procedere lento, la mia percezione di questo tempo, che proprio in questi giorni si ripropone ed è per questo che ho postato questo dittico di un anno fa, ormai. Intendo, qui, la pausa, non il salto.

  4. 4 Meursault 28 Maggio, 2008 alle 9:03 pm

    Soprattutto il primo frammento, nel suo vorticoso inabissarsi è trascinante, e perfetto in un ritmo che si spezza e si dilata in un verso per frantumarsi poi nel verso successivo.
    Il tutto sembra assecondare un vago sentore di imminente distruzione, in questa tua estate. Un presagio di fine.

  5. 5 Meursault 28 Maggio, 2008 alle 9:05 pm

    Aggiungo,
    meditazioni in predicato di trasformarsi in maledizioni?

  6. 6 cb 28 Maggio, 2008 alle 9:26 pm

    No, Meursault, nessuna maledizione, né presagio: la fine la vivi e la sconti vivendo, non intendo presagirla, non più, almeno. La fine sfinisce, ha detto qualcuno. La specie umana è la specie che attende: ma non è fatta per l’attesa, non la regge, e allora vuole l’orgasmo della fine, la fine dell’orgasmo: il colpo di scena, il salvataggio in extremis, il coltello dietro la tenda. Per ora, io, me ne sto nella sospensione dell’estate, magica.

  7. 7 V. Birra 28 Maggio, 2008 alle 9:28 pm

    Quindi una vera e propria “dilatazione termica” il sole da un tocco di indefinito a tutto, apre i confini che di solito sembrano ben delineati e circoscritti…

  8. 8 Meursault 28 Maggio, 2008 alle 9:56 pm

    E’ una condizione di attesa che prelude ad una fine nella sua metodica ripetitività, nella sua ciclità inarrestabile. Direbbe Petrarca ‘invisibilmente mi consumo’. Ed è un logorìo quello che consuma l’io in questa stasi nella quale sembra immergersi la tua estate(i corpi che sudano, lo sfaldamento dell’anno). Discesa orizzontale, dici:una sorta di appiattimento verso il basso, un vorticoso inabissarsi verso una condizione(…il mare) di irrevocabile conclusione o di sommovimento distruttore. Questo ci vedo. Ti ho citato il Deserto dei Tartari di Buzzati. E Gloria del disteso mezzogiorno di Montale. I due termini di confronto sono azzeccati, secondo me. Ma nei tui versi ci vedo una rassegnazione che mi porta al romanzo più che alla poesia, una rassegnazione, quindi, che congela il potere di scelta dell’io: il soggetto non riesce a sovvertire l’ineluttabilità di una stagione volta al declino.Eppure, come forse dici tu, nel secondo frammento ci leggo un movimento di ripresa, in quella tempesta tropicale(orgasmo della fine?). Ma è un movimento irreprensibile, però, che il soggetto non controlla, ma nel quale si lascia trascinare, come quella discesa orizzontale dell’incipit.

  9. 9 V. Birra 28 Maggio, 2008 alle 10:04 pm

    “sospensione magica”.. in vista di qualcosa che si ripete sempre uguale o si ripete semplicemente? In parte marco ha ragione.. ti ricordo “e del tempo fu sospeso il corso”…

  10. 10 Meursault 28 Maggio, 2008 alle 10:08 pm

    Rispondendo a Vincenzo, non c’è una memoria rigenerativa, un atto di recupero del tempo passato nella ripetizione(cicche, preservativi usati etc), ma un’attesa rassegnata, un destino, ripeto, di consunzione al quale è inutile sottrarsi. Sempre secondo me, ovviamente.

  11. 11 Meursault 28 Maggio, 2008 alle 10:17 pm

    Rileggendo meglio il secondo frammento, sembri passare dal giorno(non espressamente dichiarato ma intravisto nella descrizione di una spiaggia)alla notte, con il faro in rotazione.Eppure quel ‘tu’ col quale cerchi un contatto sembra certo ma irrecuperabile, o quanto meno indefinito(sei nella luce e nell’ombra, nel bianco e nel nero)e la speranza dell’io, nella condizione di attesa, sembra aggrapparsi ad una congettura, ad un’ipotesi(e se il mare è in tempesta, la tua etc). Rettifico in parte quello che ti ho detto prima…la rassegnazione pare attenuarsi in quell’estate tropicale con la quale chiudi il secondo frammento. C’è da chiedersi se rappresenta un movimento positivo o negativo quella tempesta, quella in cui pare immettersi il soggetto..

  12. 12 cb 28 Maggio, 2008 alle 11:34 pm

    Meurasult: non rappresenta.

  13. 13 cb 28 Maggio, 2008 alle 11:52 pm

    Vincenzo: esatto!, e del tempo fu sospeso il corso: quindi, stacci nella sospensione, senza tendere, come legge marco, a qualcosa, è come dire: stacci nel meriggiare pallido e assorto: non è frustrazione, né raggelamento. Ma la poesia la fate voi, io non conta nulla.

  14. 14 Meursault 29 Maggio, 2008 alle 1:03 pm

    Carlo è sempre un piacere confrontarsi. Soprattutto quando l’interlocutore è l’autore stesso. In verità, l’interpretazione nella quale insisto, nasce non solo da questa lettura, ma da tutte le letture che ho fatto sui tuoi versi e sulla tua prosa(per quello che ho potuto finora avere la possibilità di leggere). In questo caso riconosco che ho fatto una forzatura quando ho voluto per forza assegnare al testo una dimensione negativa. Ma resto dell’idea che quest’atmosfera di missing time, di sospensione, non ha soluzioni ma solo soccombenze. E’ senz’approdo. Una dilatazione ipertrofica del tempo che si cristallizza in un’inerzia asfittica. Non vedo, diciamo, una sospensione come momento di reflusso memoriale, né come momento di immersione panica nel mondo.Stesso tu, in fondo, mi hai citato meriggiare pallido e assorto. La spiaggia sembra emergere nella sua decadente evidenza, nella sua consumata oggettualità. Solo nel secondo frammento si riprende respiro e l’atmosfera si rende più viva ed evanescente.
    Il dittico resta bello comunque, qualsivoglia interpretazione se ne possa dare.

  15. 15 devoto oli 29 Maggio, 2008 alle 8:05 pm

    “una dilatazione ipertrofica del tempo che si cristallizza in un’inerzia asfittica” …….meursault…ma parl’ comme magn’!!!

  16. 16 Meursault 29 Maggio, 2008 alle 8:16 pm

    Non ho mai provato, caro olio.

  17. 17 devoto oli 29 Maggio, 2008 alle 8:23 pm

    ah Stanlio dovresti…sai…cibarsi di sola Crusca può dare effetti indesiderati!!!!

  18. 18 Meursault 29 Maggio, 2008 alle 8:55 pm

    de voto olio, anche l’idiozia.


  1. 1 estate (haiku) « Linutile Trackback su 30 Maggio, 2008 alle 3:29 pm

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