di Vincenzo Birra

≡
Ci portarono a lavorare con la promessa di una balneazione.
Ci portarono a giocare con giochi usati da altri bambini, posati in una stanza a lato di una piccola chiesa americana protestante.
Montavano ventilatori per raffreddare la chiesa calda.
Tutta bianca. La separava dal mare la strada e la giostra dei cigni a scontro.
Nel mare salatissimo aleggiavano meduse di plastica; che ribrezzo!
Ancora una volta ho venerato il tuo coraggio: l’ardire con cui strappasti via dalla gamba la crosta di sangue sfidando il bruciore dell’impatto con l’acqua.
≡
Superato il deposito/museo di aerei usati, rosicati dalla salsedine, arrivammo al posto prestabilito. (Dannazione! Ho smarrito la mappa segnata dalla grossa “X”)
Case per vacanza e stradina in ghiaia serpeggiavano tra le macchie fitte di Bambù.
Poi si arrivava alla spiaggia. Spiaggia sterminata: alternava dune a vallate di sabbia.
Poi il mare, caldo (cioè piatto, senza onde)1.
Arrivammo più volte (correndo) al bagnasciuga, dove stava arenato un frigo, e tornammo indietro a rotolarci giù dalle dune. Trovammo poi il nostalgico stabilimento balneare; una casetta in legno.
Osservammo. Poi tu entrasti di soppiatto per rubare il Kit (completo) di “Riparazione Foratura“. Dopo incontrammo un vecchio che cercava di vendere la sabbia, piena di ferro (dovunque era screziata da macchie nere), con la dimostrazione della calamita:
«Balneare qui è un toccasana. Ma ci pensate? Tutto questo ferro fa bene, si sa, e non posso
darvela ad un prezzo più basso».
Contai gli spiccioli che avevo in tasca; ho sempre accusato la carenza di ferro e ne avrei comprato un po’ a buon prezzo.
Nota al Testo
1) Da un mare simile, o perlomeno nella stessa condizione atmosferica, nacque Nihil.
Nacque da un mitilo/fungo nato a sua volta dalla ciabatta di un passeggiatore insofferente a tutto, persa in spiaggia e trascinata da un onda nelle profondità marine.
Molti uomini accorsero alla nascita di Nihil, lo accolsero modellano con la sabbia Idoli a sua immagine e somiglianza e gli urlavano: «ABBIAMO FEDE IN TE!»
Nihil rispose: «Nonostante voi mi urliate la vostra fede io vi ordino di distruggere gli idoli appena coniati per costruirne altri che non mi somiglino»
Poi continuò: «La fede è un’attitudine degli audaci, possidenti di una virtù esclusa dal mio culto»





Mi piace molto questa impronta onirica con cui cristallizzi i colori, le immagini, i gesti. Elementi che si assolutizzano fino a trasformarsi in una sorta di archetipo individuale, di mito.
In aggiunta uno stile pienamente evocativo, e asciutto fino all’essenziale.
p.s. appena ti becco su msn vorrei chiederti delle delucidazioni in merito ai contenuti. ;-)