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	<title>Commenti a: da Hitler: Che cos&#8217;è un libro?</title>
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		<title>Di: Meursault</title>
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		<dc:creator>Meursault</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2008 12:12:19 +0000</pubDate>
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		<description>Heinrich Heine diceva:

«Dovunque si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini».

Non a caso Hitler fece bruciare sull&#039;Opernplatz di Berlino decine di migliaia di libri. L&#039;autodafè letterario è sempre stato un gesto purgativo per le dittature, un atto di purificazione intellettuale ed ideologica. Ma l&#039;epurazione culturale appartiene, purtroppo, a tutte le ortodossie nazionaliste e religiose. La Chiesa continua a proibire letture come il Codice Da Vinci, le teocrazie islamiche del medioriente fanno lo stesso. La circolazione di un libro può essere più insidiosa di mille comizi elettorali, più eversiva e &#039;contagiosa&#039;  - per utilizzare il termine del testo - di qualsiasi sfrenata propaganda politica. Per esempio consideriamo il caso di Gomorra che, qualsiasivoglia giudizio estetico se ne ve goglia dare, ha innescato un putiferio mediatico non ancora esaurito e ha riacceso un dibattito sulla camorra per lungo tempo sopito: il clan dei casalesi ha avuto più paura di un libretto pubblicato da uno sconosciuto giornalista di provincia(cioè Saviano)che di decine e decine di fascicoli giudiziari aperti in questi anni. E&#039; solo un caso?non credo. Come non è un caso che per mantere viva una dittatura come quella cinese, il regime debba costantemente controllare i filtri dell&#039;informazione giornalistica e televisiva, nonchè reprimere qualsiasi fuga di notizie: laddove c&#039;è il controllo dell&#039;informazione e quindi delle idee c&#039;è il controllo delle menti. Lo aveva capito Orwell e Bradbury...e più di recente lo ha capito Berlusconi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Heinrich Heine diceva:</p>
<p>«Dovunque si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini».</p>
<p>Non a caso Hitler fece bruciare sull&#8217;Opernplatz di Berlino decine di migliaia di libri. L&#8217;autodafè letterario è sempre stato un gesto purgativo per le dittature, un atto di purificazione intellettuale ed ideologica. Ma l&#8217;epurazione culturale appartiene, purtroppo, a tutte le ortodossie nazionaliste e religiose. La Chiesa continua a proibire letture come il Codice Da Vinci, le teocrazie islamiche del medioriente fanno lo stesso. La circolazione di un libro può essere più insidiosa di mille comizi elettorali, più eversiva e &#8216;contagiosa&#8217;  &#8211; per utilizzare il termine del testo &#8211; di qualsiasi sfrenata propaganda politica. Per esempio consideriamo il caso di Gomorra che, qualsiasivoglia giudizio estetico se ne ve goglia dare, ha innescato un putiferio mediatico non ancora esaurito e ha riacceso un dibattito sulla camorra per lungo tempo sopito: il clan dei casalesi ha avuto più paura di un libretto pubblicato da uno sconosciuto giornalista di provincia(cioè Saviano)che di decine e decine di fascicoli giudiziari aperti in questi anni. E&#8217; solo un caso?non credo. Come non è un caso che per mantere viva una dittatura come quella cinese, il regime debba costantemente controllare i filtri dell&#8217;informazione giornalistica e televisiva, nonchè reprimere qualsiasi fuga di notizie: laddove c&#8217;è il controllo dell&#8217;informazione e quindi delle idee c&#8217;è il controllo delle menti. Lo aveva capito Orwell e Bradbury&#8230;e più di recente lo ha capito Berlusconi.</p>
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