di Carlo Brio

Tra un bacio, in piedi di fronte a
Te parlavamo soli
Nel cortile freddo isolati come
Gli ultimi abitanti
D’una casa con finestre e porte
Aperte all’inverno
Sondavamo la reciproca esilità
Discutendo su dolori e morte
E se non fossi stata
In braccio a me sarei
Caduto in terra disfatto ma ho
A te poggiato il piombo uovo della
Tristezza e sorretti
Abbiamo proseguito,
Come una rassicurazione, nella
Desertificazione
Della parola di neve composta
Tra un bacio e l’altro.





Grazie Carlo, una boccata di ossigeno in questa sorta di incubo post elezioni.
questo è quel che dico io “distendersi del tempo”, non-categorizzazione di esso. Sei riuscito a riportare su carta -millimetricamente- tutte le cose del “momento”. E a dire anche il come (“E se non fossi stata/In braccio a me sarei/
Caduto in terra disfatto”); il perchè (Abbiamo proseguito,/
Come una rassicurazione, nella/Desertificazione/Della parola).
Solo una cosa mi rimane sospesa: un certo uso degli enjambements che riporta cesure non proprio utili alla lettura. Tipo: le preposizioni, le congiunzioni slegate dai sostantivi.
Ti faccio un esempio:
“Tra un bacio, in piedi di fronte a
Te parlavamo soli”
oppure
“Caduto in terra disfatto ma ho
A te poggiato”
(dove “ma ho” avrebbe potuto saltare all’altro verso)
o, anche,
“Come una rassicurazione, nella
Desertificazione”.
Sicuramente quisquilie per una lirica così intensa.
AnnaR.
Anna, ti ringrazio, sinceramente, per la lettura