Intermezzo

di Carlo Brio

Tra un bacio, in piedi di fronte a
Te parlavamo soli
Nel cortile freddo isolati come
Gli ultimi abitanti
D’una casa con finestre e porte
Aperte all’inverno
Sondavamo la reciproca esilità
Discutendo su dolori e morte
E se non fossi stata
In braccio a me sarei
Caduto in terra disfatto ma ho
A te poggiato il piombo uovo della
Tristezza e sorretti
Abbiamo proseguito,
Come una rassicurazione, nella
Desertificazione
Della parola di neve composta
Tra un bacio e l’altro.

3 Risposte a “Intermezzo”


  1. 1 veltins 16 Aprile, 2008 alle 8:45 am

    Grazie Carlo, una boccata di ossigeno in questa sorta di incubo post elezioni.

  2. 2 Anna Ruotolo 23 Aprile, 2008 alle 10:40 am

    questo è quel che dico io “distendersi del tempo”, non-categorizzazione di esso. Sei riuscito a riportare su carta -millimetricamente- tutte le cose del “momento”. E a dire anche il come (“E se non fossi stata/In braccio a me sarei/
    Caduto in terra disfatto”); il perchè (Abbiamo proseguito,/
    Come una rassicurazione, nella/Desertificazione/Della parola).
    Solo una cosa mi rimane sospesa: un certo uso degli enjambements che riporta cesure non proprio utili alla lettura. Tipo: le preposizioni, le congiunzioni slegate dai sostantivi.
    Ti faccio un esempio:

    “Tra un bacio, in piedi di fronte a
    Te parlavamo soli”

    oppure

    “Caduto in terra disfatto ma ho
    A te poggiato”

    (dove “ma ho” avrebbe potuto saltare all’altro verso)

    o, anche,

    “Come una rassicurazione, nella
    Desertificazione”.

    Sicuramente quisquilie per una lirica così intensa.

    AnnaR.

  3. 3 cb 23 Aprile, 2008 alle 6:21 pm

    Anna, ti ringrazio, sinceramente, per la lettura


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