Linutile

Essere un uomo utile mi è parso sempre qualcosa di veramente schifoso C. Baudelaire

Archivio per Aprile 7th, 2008

F. G. Lorca: Canzone d’aprile

Pubblicato da 8avio su 7 Aprile, 2008

di Federico Garçia Lorca

Escono allegri i bambini
dalla scuola,
lanciando nell’aria tiepida
d’aprile tenere canzoni.
Quanta allegria nel profondo
silenzio della stradina!
Un silenzio fatto a pezzi
da risa d’argento nuovo.

 

Pubblicato su Pietre | Contrassegnato da tag: , , , , , , | 6 Commenti »

In giro col giro dei ragazzi del giro

Pubblicato da cb su 7 Aprile, 2008

di carlo brio

- Oh, vado dalla nera. - disse Marco a Felice che, impegnatissimo col flipper, si limitò a grugnire un assenso e a dire tra due rimbalzi scomposti di biglia: - Buona chiavata!
Mario lo guardò in tralice, ma l’altro non se ne accorse e non fece storie. Uscì dalla sala giochi ed entrò nella vecchia Uno, perse qualche minuto per sintonizzarsi su una stazione di suo gradimento, mise in moto e partì. Guidava con calma, ma si stizzì quando si trovò davanti piscioni lentissimi in auto ch’avrebbe voluto guidare lui. E come le avrebbe guidate!
Passò la chiesa di San Giuseppe, si segnò ed entrò nel Quartiere: dopo una serie di incroci stile far west, imboccò una strada non asfaltata lungo la quale stavano a intervalli di pochi metri l’una dall’altra le puttane. Tutte africane. Mario le guardava già arrapato e più erano squallide nei loro cenci attillati più gli tirava, le passava tutte in rassegna, ma non gli interessavano realmente - ne cercava una in particolare, ne conosceva anche il nome, conoscenza che si vergognava d’esibire davanti ai compagni. Erano Le Nere, tanto bastava. La puttana che cercava era giovane e si chiamava Lumille: la incontrò a metà stradone, lampeggiò coi fari e lei, ormai abituata alle sue visite, salutò l’amica con una mano, prese la borsetta e s’avvicinò all’auto. Mario s’allungò per aprirle la porta, lei entrò, lo salutò con un ciao delle labbra carnose, poi guardò davanti a sé la strada già percorsa tante volte, strada che conduceva, tra pozzanghere immense, ad un terreno incolto divenuto ormai teatro naturale dei loro incontri.
Mario spense l’auto, posò le mani sulle proprie gambe - in realtà non sapeva bene dove metterle -, la guardò negli occhi cercando di capire se Lumille fosse il suo vero nome e ne ammirò i tratti africani, le labbra tumide, tutto coperto di pelle stupenda. Velluto nero.
Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato su Cose Inutili | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | 6 Commenti »