[Sono caduto, ho fallito]
Pubblicato da collaboratori su 6 Aprile, 2008
di Paolo Tanmaya
Sono caduto, ho fallito,
credevo di potercela fare
ma ho dovuto cedere,
ciò che posso fare
crea solo conflitto
in me stesso e nelle mie relazioni
e allora, malvolentieri,
scendo, ogni giorno,
ogni momento,
poi ancora mi ritrovo sù a pensare
di poter fare qualcosa,
e mi rendo conto,
è meglio scendere,
cedo, scusatemi per l’offesa inferta,
torno nel cuore,
non quel cuore
tanto verbalizzato,
proprio questo cuore che pulsa,
che manda il sangue in circolo,
che respira e non si sà come
e da dove viene,
boom boom
boom boom
un giorno
prima di me
boom boom
boom boom
nel vuoto del cielo
e sulla terra
in me e negli altri
risuona
come il magma
al centro della terra
boom boom
boom boom
scusatemi per l’offesa inferta.









6 Aprile, 2008 a 9:39 pm
Cosa si fa quando malgrado tutto si cade? Ciò che è importante è tornare sui propri passi con umiltà, accettare l’errore e guardare avanti, e allora si che tutto diventa possibile e il Conflitto ( quello con la lettera maiuscola, quello interiore), come d’incanto può anche svanire.
Ma non tutti sono capaci di questo grande gesto.
Grazie Paolo di queste preziose parole.
15 Aprile, 2008 a 10:29 am
Oggi, questa poesia rappresenta più che mai il mio stato d’animo.
E’ accaduto proprio questo:
siamo caduti,
abbiamo fallito,
credevamo di potercela fare,
ma abbiamo dovuto cedere.
Ebbene,
ma il nostro cuore non l’abbiamo ceduto, è sempre palpitante stretto nel nostro cuore,
ed è proprio il nostro cuore che ci salverà.