(una poesia)

di carlo brio

le schiere gli andanti
uno ad uno ho superato
per distaccarmene in diagonale
stare a lato immobile
immobile guardare -
cosa

Le immagini che non controllo, scritture vane.

Aprile è il mese più triste. i lillà sono terribili.
il capitano è morto e lo salutiamo
la farina è poca e la mangiamo
dove ci troviamo e dove ci non c’è
ed io è solo ed era solo ma
solo programma e mai lo
adempie. la strascicante terribilità
trascinarsi per rialzarsi incerti
certi della successiva serie di
terrificanti risvegli
allo specchio dopo la quasi
dimenticanza.
che non scrivo parole meditate
medito scrivendo questi scarafaggi in agguato
e la soluzione dove è
non so non so controllare il
sole al mattino non so sfruttare
questi pensamenti fruttificando -
perdere tempo non è paura
per chi non apprezza il tempo
e per chi ne è uscito dall’abbaino
nella notte


9 Risposte a “(una poesia)”


  1. 1 nella 4 Aprile, 2008 alle 3:36 pm

    E’, a mio avviso, il flusso di coscienza di una persona complicata e geniale (o intelligente, che per me è lo stesso). Scrivi per te stesso e va bene, perchè so che sai scrivere all’occorrenza anche per gli altri. Sembra che tu senta la continua voglia di sperimentare; quello che scrivi ha la tua impronta, ma nello stesso tempo muta ed anche questo va bene. Ritrovo in alcuni punti di questa poesia la folle e, a tratti disgregatrice di trazione, esposizione tipica dell’amato (DA POCHI amato) Carmelo Bene…forse mi sbaglio, ma anche questo va bene. Pur prediligendo uno stile asciutto, semplice e alla portata di tutti apprezzo molto il tuo pezzo, perchè nasce da un percorso che credo profondo e continuamente messo in discussione (<>).

  2. 2 nella 4 Aprile, 2008 alle 3:40 pm

    tra le parentesi finali riportavo (e non so perchè sia sparita) una parte della tua poesia che, credo, avvalorasse la mia tesi: che non scrivo parole meditate/medito scrivendo questi scarafaggi in agguato.

  3. 3 cb 4 Aprile, 2008 alle 6:33 pm

    Sbagli a proposito di Bene, ma non di molto. Questa poesia è stata scritta questa estate a Sorrento, alcuni giorni prima che, in quella stessa casa, sequestrando praticamente il pc, io mi mettessi alla ricerca di Bene su youtube e ne rimanessi estasiato. Chiamale, se vuoi, coincidenze…
    Tornando per un attimo alla scrittura in sé della ‘poesia’: non credo, in ogni caso, C.B. mi abbia influenzato dal punto di vista della scrittura nenache ‘dopo’ che l’ho conosciuto: la sua Voce ha aperto a me, e a chi mi sta intorno e vicino, nuovi orizzonti: ma orizzonti veri, spazi e tempi che paiono sterminati e ci fanno piccoli e stupefatti. E ritorniamo, di tanto in tanto, a quella Voce, a quella Chimera…

    cb (che ringrazia per le parole di stima)

  4. 4 f.a. 4 Aprile, 2008 alle 8:44 pm

    Caro cb,
    forse sono la persona meno indicata a commentare questa poesia, ma nonostante il legame personale che mi lega a te, ritengo di poter essere obiettiva.
    La necessaria premessa sta a dirti che, a prescindere dalla persona cb, stimo il poeta.
    Ancora ricordo la prima volta che la lessi e il disorientamento che ne conseguì. Una poesia che ha bisogno di una lettura attenta e meditativa. è indispensabile ritornare più volte sui singoli versi. Ancora la porto con me, perchè è dentro di me: ho imparato a recitarla e a sentirla mia.
    Vesi enigmatici e contorti, ma originali, seguono lo scorrere di un pensiero che fuoriesce da solo, accovacciato nel suo guscio protettivo, ma che d’un tratto, per il troppo ardere, esplode diramandosi tutt’intorno. Protende le braccia in avanti in un gesto di appiglio, di ricerca che in quel “non so” ,ricorrente, assume toni quasi disperati.
    l’io solo che programma e mai adempie e non scrive parole meditate ma medita scrivendo, ad una prima lettura, paiono affermazioni contraddittorie, ma la contraddizione è del pensiero e questo giustifica ciò che di controverso può trapelare dal componimento. D’effetto il contrasto tra “ci” ed “io”. Non ci sono parole per commentare gli ultimi vesi: la sensazione è quella di provare ad afferrare il fumo! Racchiudono tutto il senso di un’ esistenza svincolata da qualunque coordinata spazio-temporale. Accennano all’ancora vago, inafferrabile approdo di una tanto, agognata “soluzione”.
    La citazione, rielaborata dalla Terra desolata conferisce una patina di erudizione all’intero componimento.
    complimenti ancora
    f.a.

  5. 5 cb 5 Aprile, 2008 alle 11:11 am

    Cara F
    Abbiamo le visioni.
    Ti ringrazio per ogni parola che mi hai dedicato, ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato, per la schiena curva al pc, per l’analisi precisa e puntuale della poesia, per la partecipazione emotiva che ha chiamato la mia partecipazione emotiva in questo scambio che è un incontro.
    (Dove ci siamo incontrati grazie a questa poesia?) Abbiamo le visioni. (Qui, forse, puoi provare a forzare il contrasto che leggi tra ‘io’ e ‘ci’ , andare oltre il contrasto ed essere nella comunanza).
    Per la citazione da T.S. Eliot: solo, ho provato ad appoggiarmi alle sue macerie per puntellare le mie.
    Non aggiungo altro qui, solo di nuovo grazie (le tue parole migliori delle mie) per la lettura e la recitazione …abbiamo le visioni…

    cb

  6. 7 Meursault 21 Aprile, 2008 alle 2:16 pm

    Io ci trovo molto di Eliot. Non solo nell’Aprile dai terribili lillà, ma nel propellente visionario, nella progressione frammentaria degli accostamenti che riescono a sostenersi in un vorticoso gioco di smentite e contraddizioni. Sintomo, senz’altro, di una coscienza irrequieta.

  7. 8 henry jose izarra 5 Maggio, 2008 alle 8:54 am

    questa e la prima volta
    che un verso intento fare
    ti prego che mi ascolta
    e non dimenticare

    allora che
    noi siamo cui
    non so per che
    ti amo di piu

    Questi sono due picole versi che Io fatto cui.
    aspetto che lei piace.

    Henry Jose Izarra
    AV. 2A No. 77A-20 El Milagro
    Maracaibo . Edo. Zulia
    Venezuela. Sur America

  8. 9 henry jose izarra 5 Maggio, 2008 alle 9:08 am

    Henry Jose Izarra
    EMAIL:
    Henry_izarra@hotmail.com


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