Non è un paese per poveri

[Pubblichiamo l'incipit dell'articolo di Sergio Baratto apparso su ilprimoamore, ripreso e apparso su altri siti e blog letterari. Il problema si ripete, ma la meraviglia mia personale, per quanto accade, è sempre la stessa e se così non fosse, credo, sarebbe una vera tragedia. Monta la meraviglia, dunque, ed anche la rabbia. Un popolo, quello rom, che è un anticorpo contro ogni totalitarismo è il bersaglio principale, da mesi a questa parte, di un linciaggio continuo, con tanto di ruspe comunali e molotov di spedizioni punitive. Oltretutto, certi candidati premier non fanno mistero nei propri programmi elettorali che la 'questione rom' debba essere risolta con l'estradizione (dicono: cacciamoli a calci in c..o, a dire il vero) di tutti gli zingari (dimenticando che molti zingari sono cittadini 'italiani', con tanto di carta di identità) e di tutti gli extracomunitari. I pogrom non finiscono. L'articolo di Baratto è fondamentale e per questo lo segnaliamo diffondiamo leggiamo apprendiamo. Ricordo solo che qui è possibile aderire all'appello contro la messa al bando di un popolo da parte di un altro sedicente civile. ] cb

di Sergio Baratto

A Milano sgomberano l’ennesima baraccopoli di disperati, tra i soliti commenti nazisti della gentaglia di merda che – non so spiegarmi come – ha sostituito negli anni i milanesi originali con dei cloni antropologicamente degenerati.
Mentre la sindaca latita, probabilmente occupata a smaltire la sbornia di godimento (quello permesso dalla Chiesa, per carità d’Iddio) per la valanga di soldi che arriveranno ai suoi amici con l’Expo 2015, il vicesindaco in giacca cravatta e orbace fa piazza pulita – anzi Bovisa pulita – di rom.
Sono centinaia. La maggior parte di loro ha un lavoro. Alcuni, addirittura, un lavoro regolare! Gli altri no, continuano a lavorare in nero nei cantieri delle nostre belle piramidi. Ovviamente ci sono vecchi, malati, bambini, donne incinte.
In un paese per esseri umani, uno direbbe: toglierli dalle miserabili bidonville in cui vivono è doveroso. Non per gli abitanti del quartiere, ma per gli abitanti delle bidonville.
Ma non funziona così, perché evidentemente non siamo un paese di umani (infatti a mio modesto parere siamo un paese di merda).

Continua

2 Risposte a “Non è un paese per poveri”


  1. 1 veltins 4 Aprile, 2008 alle 7:06 pm

    Bravi ragazzi ad aver pubblicato questo articolo così illuminante.

  2. 2 cb 4 Aprile, 2008 alle 8:12 pm

    Dovere. Speriamo illumini, apra l’occhio, quello ormai dimenticato, della Pietà.

    cb


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